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Fiat 500X: addio al 4x4

Pubblicato 05 agosto 2019

Scompare dai listini l’unica versione a trazione integrale della Fiat 500X, la 2.0 Multijet automatica. Con lei, esce di scena anche la 1.6 a benzina.

Fiat 500X: addio al 4x4

OBIETTIVO, MENO CO2 - La lotta ai gas serra sta portando un po’ tutti i costruttori a rivedere la propria gamma di veicoli, per abbassare le emissioni medie di anidride carbonica. Infatti, da gennaio 2020 in Europa il limite sulle emissioni medie delle gamma scende da 130 g/km a 95 g/km, con pesanti sanzioni (95 euro per ogni grammo di CO2 eccedente, applicato su ogni auto venduta) rispetto a quanto imposto dalle normative (l’unico “regalo” concesso ai costruttori per il primo anno riguarda il 5% della gamma, esentato da tale limite). E, così, scompaiono dai listini i motori più vecchi e sulle varianti meno efficienti. Nel caso della Fiat 500X la “scure” si è appena abbattuta sulle versioni 1.6 a benzina da 110 CV (emissione di CO2 dichiarata 154 g/km) e 2.0 Multijet da 150 CV (164 g/km). Peccato che, mentre la prima fosse quasi sovrapponibile alla 1.0 T3 da 120 CV (introdotta lo scorso settembre), la “duemila” a gasolio fosse rimasta l’unica versione a trazione integrale in vendita, dopo l’uscita di scena (nel 2018) della 1.4 turbo a benzina da 170 CV.

VIA ANCHE TRE ALLESTIMENTI - L’abbinamento al cambio automatico (peraltro uno dei più efficienti, grazie ai suoi nove rapporti) e alla trazione integrale, ha penalizzato versione col 2.0 a gasolio. Che, tra l’altro, era soggetta anche alla sovratassa di 1100 euro in vigore dallo scorso marzo in Italia. Il suo addio al mercato era quindi solo questione di settimane. Per chi vorrà una suv compatta “made in Melfi” a trazione integrale non resta quindi che la “cugina” Jeep Renegade, col nuovo 1.3 T4 da 179 CV (leggi qui il primo contatto) oppure con i 2.0 a gasolio da 140 o 170 CV, tutti abbinati al cambio automatico. Gli altri “tagli” alla gamma della Fiat 500X riguardano l’uscita di scena degli allestimenti 120°, Mirror e S-Design. Restano quindi la Urban, la City Cross, la Cross e la Business. Quest’ultima spicca per la dotazione: a quanto offerto dalla City Cross (cerchi in lega di 16”, fendinebbia, impianto Uconnect 7” con AndroidAuto ed Apple CarPlay, cruise control, mantenimento in corsia e riconoscimento dei limiti di velocità), per 850 euro in più aggiunge navigatore, sistema di accesso e avviamento “senza chiave”, “clima” automatico, sensori di parcheggio posteriori e regolazione lombare per il guidatore.

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Ritratto di Marsalach
12 agosto 2019 - 23:45
1
Ciao Marco Grazie per il tuo commento. Ma hai provato a cercare nel internet le proposte dei marchi tedeschi in USA? Proprio li si dice che vende solo Limousine ... Beh, non è cosi, perché dopo le proposte (volendo vedi anche il mercato usato) sui siti dei costruttori Tedeschi in USA sta proprio li la loro differenza più forte. Ma per restare nel argomento della Giulia: Se il mercato scelto di Alfa Romeo per Giulia e quello, tutti (poi Audi come proposta è forse meno idonea per il paragone, perché nasce TA con aggiunta 4x4 quattro, mentre Mercedes e BMW sono tipiche TP, poi Jaguar e Volvo) offrono la versione familiare (BMW vende 60% familiare, Mercedes 40%). E Alfa Romeo arriva ultima e non offre la versione? Quasi da game changer!? Da zero al nulla - come vedi i numeri oggi. Ho provato la Giulia, e ho avuto occasione anche di provare una Quadrifoglio (col cambio manuale): è una bomba! Ma a me piace la familiare e questo taglia fuori tantissimi clienti - e non solo per Giulia di Alfa Romeo, ma anche per Maserati Ghibli e Quattroporte (BMW Serie 3 o 5 o Mercedes Classe C + E). Poi uno può anche pensare come vuole. Ma i dati vendita di Alfa Romeo non sono per vetture scarse, ma per lacune di versioni. Poi volevano sborsare 5 miliardi per una piattaforma (Giorgio) e fare almeno otto vetture Alfa Romeo. Ne hanno fatto solo due di Alfa Romeo. A queste mancano per Giulia le versioni SW e Coupe, dopo aver fatto la Giulia. Come si può parlare di strategia. Ha valso la pena questo risparmio? Secondo me questo ha anticipato il risultato che vediamo! (PS: TIPO SW non vende?) BMW una volta insidiava su qualche categoria (serie 3, 5 e 7), oggi offrono quello che era il ruolo di FIAT di una volta. E la FIAT? Oggi offre ormai ... 500 e Panda come player da nicchia. Proprio per le scelte fatta, una per una. Continui cambi di nomi, continui abbandoni di prodotto, scarsi miglioramenti durante il ciclo di vita e forse il punto più importante: scarsa qualità. Esempio? Cito solo il logo FIAT, che é proprio penoso come schiarisce e sembra brutto dopo poco tempo! Tanto e solo il marchio, vero? Se avevano la fretta di fare vettura come per i piani presentati, oggi erano i primi incontrastati. I loro piani hanno solo un filo rosso: I continui rinvii, ripensamenti e cambi di rotta. Forse per questo sono sempre in cerca di fusione. Hanno fretta di (s)vendere. Come l'esempio Magneti Marelli, che ha portato a un dividendo, altro che fondi da investire. Almeno avessero venduto a un Europeo ... E tu pensi che quando portano la 500 elettrica sono salvi? Non tutti hanno o vogliono una vettura come la 500 o la Panda. E per tutti gli altri? L'offerta della concorrenza? Poveri posti di lavoro italiani.
Ritratto di Marco_Tst-97
13 agosto 2019 - 00:01
Beh, io continuo a pensare che sia presto per giungere a conclusioni, anche perché i piani disattesi finora sono stati tutti presentati dal fu Sergio Marchionne, bravo economista ma ben poco ferrato in campo di progettazione e lancio di modelli, mentre dell'unico piano di Manley ancora non si può.dire che sia disatteso, perché non prevedeva modelli del tutto nuovi fino appunto a fine 2019.
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