Fiat, mai più produttore generalista

10 marzo 2015

Marchionne, a Ginevra, ha precisato quello che già era nell'aria: il marchio Fiat non sarà più impegnato nella produzione “di massa”.

Fiat, mai più produttore generalista
ESPLICITO - Lo si era ben capito dai programmi che negli ultimi anni sono stati avanzati dal gruppo FCA, ma ha fatto comunque effetto l’affermazione fatta al salone di Ginevra da Sergio Marchionne (qui sopra) secondo cui nei piani futuri del gruppo FCA non è prevista una marca Fiat “generalista”, cioè con una produzione di tanti modelli per coprire tutte le categorie di auto, come per esempio Renault, Ford, Opel e altre.
 
LA STRADA TEDESCA - Marchionne ha spiegato la strategia con la scelta del gruppo FCA di privilegiare una filosofia guidata dalle possibilità di profitto. Per argomentare l’orientamento Marchionne ha anche fatto presente che le tre marche del lusso tedesche nel 2014 in Europa hanno venduto più della Fiat: Audi 726.059; BMW 676.410: Mercedes 652.373, contro le 586.271 unità della marca Fiat, che nelle statistiche è tallonata dalla Skoda con 582.140 vetture.
 
STOP AI NUMERI DI MASSA - Con questa situazione, la Fiat va verso una gamma non più completa come quelle delle marche generaliste. “La Fiat andrà a dismettere l’immagine di produttore di massa - ha affermato Marchionne - per assumerne una concentrata su ciò che sa fare meglio”. 
 
A DOMINARE SARÀ IL NOME 500 - In pratica i cavalli di battaglia della marca saranno la Panda e la famiglia 500 (500, 500L e 500X). La fase di trasformazione vedrà poi protagoniste la nuova Fiat Bravo, che sarà prodotta dal 2016 in Turchia, e l'erede della Fiat Punto: quest'ultima, dopo tante incertezze, si dovrebbe fare, ma non è ancora chiaro che “tipo” sarà.
 
NEL SEGNO DELLA JEEP E DELL’ALFA - In pratica, ha concluso Marchionne, la marca Fiat non inseguirà più volumi di vendita e quote di mercato come un tempo. Ciò che il gruppo realizzerà nei prossimi 5-10 anni sarà un riposizionamento e una riconfigurazione del gruppo FCA nel mercato all'insegna dell'espansione del marchio Jeep, già in corso, e il lancio anch’esso globale dell’Alfa Romeo come marchio sportivo di prestigio.


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Ritratto di Fr4ncesco
11 marzo 2015 - 12:57
2
Ma Mercedes, BMW e Audi sono appunto premium e certe categorie si vendono solo se sono di "lusso" e soprattutto in Italia (mercato europeo di riferimento per Fiat) le generaliste vengono snobbate.
Ritratto di NeroneLanzi
11 marzo 2015 - 13:37
Come ti ha riportato correttamente Fr4ncesco, il problema è nel segmento D (comprese tutte le varianti) oltre il 60% dei volumi sono fatti da marchi oggi percepiti come premium (e posizionati con premium price). Ma tutte insieme le vetture nel segmento fanno meno immatricolazioni segmento A
Ritratto di Sepp0
11 marzo 2015 - 14:18
...ma con margini di ricavo molto più elevati. Te credo che Fiat ci punta, se le ipotetiche segmento D di Fiat, Lancia e Alfa vendessero quanto le tedesche ai prezzi delle tedesche, FCA nuoterebbe nell'oro. Le generaliste dal D in su vengono snobbate perché generalmente non sono mai all'altezza delle controparti tedesche. Se la Fiat avesse gli interni di VW, Lamcia quelli di Mercedes e Alfa quelli di BMW, unite alle linee morbide italiane, stai sicuro che venderebbero. Ma farle così bene costa w del ritorno non c'è certezza. È 20 anni che abbiamo lasciato campo libero ai tedeschi nei segmenti più alti e adesso ne paghiamo le conseguenze (FCA come gli altri generalisti, intendiamoci).
Ritratto di NeroneLanzi
11 marzo 2015 - 15:26
Io non sono così sicuro che le vetture di segmento D (in particolar modo le berline) non hanno successo se non tedesche perchè "non sono all'altezza". Il discorso è leggermente diverso: ci sono pochi clienti che sentano il bisogno di vetture di quel segmento tra coloro che non vogliono spendere molto e che quindi guardano solo al value4money. Ci sono e ci sono state discrete vetture come la S60, o magari Insigna, Laguna, 508, che offrono contenuti adeguati al prezzo, ma che non riescono a fare volumi, o li fanno solo sui mercati nazionali. QUando si parla di segmenti dal D in poi, tantissimi costruttori ci si sono rotti le corna. I casi plateali sono stati quelli delle grandi berline ovviamente, dove Lexus, Renault e la stessa VW non sono mai riuscite ad avvicinarsi ai risultati di Audi, Mercedes e BMW in Europa, nonostante offrissero ottime vetture. Il problema è che se vuoi una berlina o una SW oltre i 4,7 o 4,8 metri è probabile che tu non lo faccia per ragioni di spazio, lo fai per immagine; in genere sei un cliente piuttosto avanti con gli anni e con una buona capacità di spesa. Bene, in questo caso le probabilità che tu possa sentirti appagato dall'acquisto di una Renault o di una Fiat (indipendentemente dai contenuti) è abbastanza bassa. Alfa è un discorso a parte, perchè almeno gode di un'immagine diversa da moltissimi altri marchi
Ritratto di Fr4ncesco
11 marzo 2015 - 19:17
2
Le "D" in Europa vengono recepite a prescindere come vetture ammiraglie piuttosto che famigliari, anche per la differenza, piuttosto importante, dei costi di acquisto e mantenimento rispetto ad una "C". Un po' troppo costose quindi per il ceto medio e meno esclusive per il marchio rispetto alle vetture premium, così che vengono snobbate sia dalla maggioranza della popolazione che dai benestanti. Ecco come si spiega l'insuccesso di questa categoria, invece molto apprezzata ad esempio negli USA, perchè hanno prezzi popolari e quindi vengono apprezzate dalle famiglie per la loro comodità. FCA fa bene a proporre le D solo con Alfa Romeo.
Ritratto di Sepp0
12 marzo 2015 - 07:22
...si è arrivati a questa situazione? Perché nel corso degli anni i tedeschi hanno saputo imporre i loro mezzi ai loro prezzi e gli altri no? Trovare una risposta può essere la chiave per tornare ad essere competitivi anche nei segmenti più costosi e redditivi. Perché la A4 Avant appaga e la Insigna no? Perché il Q5 appaga e il Freemont no? Bisogna trovare risposte in fretta perché la lotta tra poveri nei segmenti A, B e C farà solo vinti senza vincitori.
Ritratto di Fr4ncesco
12 marzo 2015 - 12:52
2
Le tedesche cavalcano il successo che hanno avuto tempo fa (e l'insuccesso di molte rivali) e l'immagine che si sono create, che non è detto che rispecchino la verità. Ad esempio le Mercedes dalla C in giù non sono veramente così impeccabili qualitativamente. Le Audi hanno e hanno avuto per anni la meccanica di auto generaliste, ad esempio la Leon e l'A3 sono la stessa auto (molto somiglianti anche esteticamente) con qualche dettaglio migliore in favore della tedesca. Le BMW forse sono quelle che hanno un miglior rapporto prezzo-sostanza, ma anche la BMW ci ha abituato ad esempio a modelli dalle linee discutibili. C'è l'esclusività del marchio, ok, ma ci sono marchi altrettanto esclusivi che comunque hanno numeri di vendita inferiori e non sono da meno delle tedesche (vedi Jaguar, Infiniti, Lexus, Cadillac, Maserati...) E' una questione di mentalità, un pensiero radicato difficile da cambiare, per questo la sfida è dura, perchè non si tratta semplicemente di fare un prodotto migliore delle tedesche.
Ritratto di Porsche
11 marzo 2015 - 09:55
Marchionne non può dire non terneremo più ad essere un marchio generalista, perchè non può prevedere il futuro. (ne riparliamo fra qualche anno). E' giusto tutto il discorso che deve vedere una azienda come quella italiana riposizionarsi verso l'alto, è l'unica via praticabile adesso. Lui punta a far diventare Maserati e Alfa Romeo come Porsche ed Audi. La strada è lunga e piena di pericoli, anche perchè la concorrenza (non quella citata, ma l'altra) non starà a guardare. In futuro però non potrà sottrarsi dal proporre di tutto, a meno che non voglia far morire la fiat e la lancia. Perchè l'auto intesa come la intende lui sta cambiando e cambierà ancora. Insomma promosso per ora, ma sul lungo periodo c'è qualche cosa che non mi torna. Vedremo.
Ritratto di probus78
11 marzo 2015 - 11:24
è ovvio che FCA al momento attuale non può permettersi di sbagliare... cioè non puo permettersi di spendere soldi per sviluppare e produrre modelli tanto per produrli e completare la gamma. Devono andare sul sicuro e quindi produrre modelli che sanno già a priori che avranno successo e saranno portatori di un utile. E' chiaro che questo discorso non lo fanno gruppi più forti a livello globale come VW o Toyota, avendo fatturati pressochè doppi rispetto al gruppo FCA, e ben altri utili. Anche me piacerebbe tornare a vedere Fiat o Lancia produrre una segmento D (ma probabilmente lo faranno col marchio Alfa Romeo) come la Croma/Thema di 20 anni fa... ma probabilmente oggi la cosa non è attuabile, In futuro, come dice Porsche.. ..chissà !
Ritratto di marabonanni1975
11 marzo 2015 - 12:20
Credo che la strategia sia intelligente, che non sempre è stato sinonimo di efficace, speriamo non sia questo il caso. La affronto con ottimismo. Se c'è una cosa certa è che Marchionne ci vede lungo e spesso bene.
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