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Fiat Panda: splendida 40enne

Pubblicato 28 febbraio 2020

Ripercorriamo la storia della citycar torinese, svelata il 29 febbraio 1980 e prodotta in tre generazione e più di 5 milioni di esemplari.

Fiat Panda: splendida 40enne

DAL 2012 È LA PIÙ VENDUTA - Il 29 febbraio di 40 anni fa, nel corso di una presentazione alla quale partecipava anche il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, veniva svelata in anteprima la Fiat Panda, citycar diventata fra le automobili italiane più vendute della storia: a gennaio 2019 superava il traguardo dei 5 milioni di esemplari e dal 2012 è l’auto più venduta nel nostro Paese, dopo aver scalzato la Fiat Punto. Da allora il “pandino” è diventato l’auto degli italiani, quella con cui hanno imparato a guidare o dove hanno trascorso ore e ore incolonnati nel traffico. 

> FIAT PANDA PRIMA GENERAZIONE

A metà degli Anni 70 la Fiat iniziò a lavorare all’erede della 126, ormai obsoleta tecnicamente. La scelta ricadde su una citycar a 3 porte con la trazione anteriore, robusta e dotata di motori derivati da altre Fiat, il cui stile venne curato dalla Italdesign, fondata pochi anni prima da Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani. La Italdesign impiegò poche settimane per definire l’aspetto della Progetto 141, com’era nota internamente, che esprime robustezza e solidità grazie ai volumi netti e alle fiancate verticali. L’interno è un piccolo capolavoro di stile e funzionalità: i comandi sono tutti raccolti vicino al volante, la plancia è attraversata da una tasca porta-oggetti e il divano può essere aperto e unito ai sedili anteriori, il cui schienale crea una superficie quasi piana con la seduta (si ottengono così due letti di fortunata). Per la produzione venne scelto l’impianto campano di Pomigliano d’Arco. 

Per la Fiat Panda il costruttore adottò un nome di uso comune, anziché scegliere il numero di progetto come avveniva in passato: venne preferito quello del simpatico animale simbolo del WWF. La Fiat Panda entrò in vendita nel 1980 in due versioni: la Panda 30, con il motore 2 cilindri di 652 cc con 30 CV derivato da quello della Fiat 126; e la Panda 45, con il 4 cilindri di 903 cc con 45 CV che arrivava dalla Fiat 127. La Panda fu subito un successo e arrivò seconda nell’edizione del 1981 dell’ambito premio Auto dell’anno (a vincerlo fu la Ford Escort). Nel 1982 arrivò la Panda 45 Super, con il cambio a 5 marce e la mascherina con 5 listelli obliqui, che sarebbe arrivata per le altre versioni con il restyling del 1986. Prima dell’aggiornamento, però, fecero in tempo ad arrivare la variante autocarro e la Panda 4x4, con il motore 4 cilindri di 965 cc (48 CV) e la trazione integrale inseribile.

Nel 1986 esordì la versione ristilizzata della Fiat Panda, con la mascherina a listelli obliqui e importanti novità tecniche: cambiano le sospensioni posteriori, a ponte torcente, ed i motori, che sono della più moderna famiglia Fire e hanno cilindrata di 769 cc (34 CV) e 999 cc (45 CV, o 50 CV per la 4x4). Debuttò anche un motore diesel di 1.3 litri, con 37 CV. Il 1990 segnò l’esordio dell’elettrica Panda Elettra e della serie Speciale Italia ’90, con le coppe ruote ispirate a un pallone da calcio. La Panda fu aggiornata una seconda volta nel 1991, quando cambiò nuovamente la mascherina (i listelli obliqui sono di dimensioni ridotte) e arrivarono i motori con il catalizzatore per rientrare nella normativa Euro 1. Dalla Fiat Panda è stata derivata la Seat Marbella, prodotta su licenza in Spagna. 

> FIAT PANDA SECONDA GENERAZIONE

La prima Fiat Panda uscì di produzione nel 2003 e fu sostituita da un modello solo a 5 porte, più lungo di 16 cm (354 contro 338 cm). Lo stile venne affidato a Bertone, che scelse di rompere con il passato e discostarsi nettamente dal modello precedente: la seconda generazione della Panda (ha il codice di progetto 169) si distingue per il cofano spiovente, i finestrini curvi nella parte alta ed i fanali a sviluppo orizzontale, incastonati ai lati del piatto portellone. La citycar fu costruita in Polonia, a Tychy, e non avrebbe dovuto chiamarsi Panda, perché la Fiat scelse il nome Gingo; lo cambiò in fretta e furia dopo l’opposizione della Renault, che lo reputava troppo simile a quello della sua citycar Twingo.

La Fiat Panda del 2003 cambiava profondamente all’interno, dove risaltava lo spesso mobiletto centrale con integrata la leva del cambio, rialzata per liberare spazio fra i sedili. I motori benzina con cui debuttò erano i 4 cilindri Fire 1.1 da 54 CV e 1.2 da 60 CV, oltre al turbodiesel 1.3 Multijet da 69 CV. Nel 2004 vinse il premio Auto dell’anno e arrivò la versione Panda 4x4, mentre nel 2005 debuttò la Panda Cross (con fari specifici e un look da piccola suv) e l’anno successivo venne presentata la Panda 100 HP, con il pepato motore 1.4 Fire da 100 CV. Disponibile anche con motore a metano, fu aggiornata allo stile nel 2009: cambiano gli specchietti, la mascherina e arriva l’omologazione Euro 5 per il motore 1.2. 

> FIAT PANDA TERZA GENERAZIONE

Nel 2012 fu la volta della terza generazione della Fiat Panda (numero di progetto 319), che tornò ad essere costruita a Pomigliano d’Arco e si presentò come un’evoluzione stilistica del precedente modello: disegnata dal Centro Stile della Fiat, sotto la supervisione di Roberto Giolito, perde i tipici spigoli e ha forme più arrotondate, a partire dai rialzati fari fino ai ridotti fanali posteriori, che sembrano avvolgere il vetro laterale. Lunga 365 cm, è all’interno che si ispira alla prima generazione: nella plancia si trova infatti una piccola mensola, ispirata alla tasca della Fiat Panda del 1980. I motori benzina 1.2 e diesel 1.3 sono un’evoluzione dei precedenti, mentre è tutto nuovi il 2 cilindri turbo 0.9 da 85 CV. 

Nel 2012 esordirono la Panda 4x4 e la Panda Natural Power, con la doppia alimentazione benzina/metano, mentre due anni dopo arrivò sul mercato la Panda Cross. Nel 2020 arriva il 3 cilindri 1.0 da 70 CV, al quale si abbina ad un sistema ibrido leggero.

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Ritratto di supermax63
1 marzo 2020 - 20:49
Panda Lite come i telefoni e la Coca Cola...
Ritratto di Road Runner Superbird
29 febbraio 2020 - 01:44
E' un modello fatto per l'Italia e per gli italiani, adatto alle nostre città e strade e all'occorrenza zone rurali. In Italia neanche altre citycar trovano la funzionalità della Panda, mai inopportuna, affidabile e stampata nell'immaginario collettivo italico. L'ultimo nameplate dell'industria italiana storico per un discorso di continuità (ringraziando la diatriba con Renault), più autentica della 500.
Ritratto di supermax63
29 febbraio 2020 - 02:32
Condivido la riflessione e aggiungo la riconoscente validità della Panda 4x4
Ritratto di neuropoli
29 febbraio 2020 - 07:27
chi ha la panda 4wd prima serie del 2002/2003 col motore 1100 da 54cv, ha ancora l'affare del secolo!
Ritratto di remor
29 febbraio 2020 - 08:26
Se sono bravi/smart, come spessissimo gli italiani sono stati, potrebbero assieme ai neoimparentati francesi (che pure sono tradizionalmente grandi innovatori) sfruttare questa epoca di potenziali grandi cambiamenti motoristici per fare qualcosa di altrettanto particolare quale fu la prima Panda. Ad esempio dalla base (o sulla scia) della Ami vista nell'altro articolo potrebbero far partire la gamma Panda (che pare da un ulteriore altro articolo dovrebbe dare luogo ad una vera e propria famiglia di vetture) da una Microcar elettrica. La Ami infatti avrebbe il difetto imho intrinseco di essere (almeno al momento) limitata di fatto all'uso urbano (45km/h, in quanto quadriciclo leggero); Fiat potrebbe innanzitutto upgradare tale concetto di auto elettrica spartanissima e di conseguenza economicissima ai quadricicli pesanti con la possibilità quindi di andare oltre i 45 km orari (e vabbé fin qua niente che chiunque non farebbe) ma con un fattore particolare: rifacendosi proprio all'idea della prima Panda potrebbe dissociare l'idea che la microcar debba essere ridotta alle minime dimensioni possibili ed all'uso prettamente urbano ed invece orientarla più ad un uso anche "leggermente" extraurbano; quindi nei limiti sempre dei 450Kg di peso farla più ariosa/vivibile. Alla fine generare un qualcosa (di elettrico) che per fruibilità stia a metà strada fra una microcar e una citycar; il tutto ad un prezzo "da prima Panda" (in pratica i 7000 euro previsti per la stessa Ami, che in assoluto non sono un chissà quale affare all'acquisto ma che computati congiuntamente ai costi di esercizio che una tale vettura comporterebbe assumono tutt'altro significato)
Ritratto di Fra977
29 febbraio 2020 - 08:57
Mitica ed intramontabile! C'è chi ancora cerca la 4x4 Sisley degli anni 90 perché va dappertutto,che tra l'altro,è ancora molto quotata e si paga! Grande auto
Ritratto di Giuliopedrali
29 febbraio 2020 - 09:15
Ecco ora Fiat per sopravvivere dovrebbe far uscire dal cilindro un'altra Panda, (120?) così: innovativa, studiata da zero come nel 1980, invece investono i soldi che gli dà paparino Elkann per comprarsi la merendina per fare la Alfa GTA o la Maserati Mc20, roba che ti fa il meccanico di periferia, come siamo messi!
Ritratto di remor
29 febbraio 2020 - 09:49
Purtroppo sono percorsi (GTA, MC20, ecc.) da percorrere per lasciare il segno nella gente. Magari noi stessi qua nel parlare di auto elettriche cinesi più volte avremo assolutamente """scansato""" quelle più popolari (le equivalenti della Panda-120) e invece avremo """continuato a focalizzare""" su quelle da 600Cv (anche se poi nella stessa Cina ai più per volere o potere nemmanco interessano, come qui in Italia a qualcuno equivalentemente potrebbero non interessare una Gta o una Mc20). Spesso sono dinamiche (dell'auto ad effetto di cui ben più parlare che effettivamente vendere/comprare) a cui in molti casi finiamo per accodarci ben più di quanto ci aspetteremmo
Ritratto di Giuliopedrali
29 febbraio 2020 - 09:59
Le cinesi da 600 cv elettriche o le Panda sono auto vere, dove per farle bisogna svenarsi e anche andare in crisi, il resto è tapezzeria.
Ritratto di remor
29 febbraio 2020 - 10:13
Un commento troppo concentrato per, almeno personalmente, intuirci qualcosa di eventualmente non si è capito se in accordo o meno con quanto sopra esposto. Esiste un segmento "Auto Vere" oltre ai tradizionali e più noti seg.A - B - C ecc. ?
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