NEWS

La Fiat Punto uscirà di produzione?

31 maggio 2018

Negli ambienti industriali e sindacali di Melfi viene dato per certo che ai primi di agosto terminerà la produzione della Fiat Punto.

La Fiat Punto uscirà di produzione?

RUMOR INSISTENTI - Gli ambienti del comprensorio industriale di Melfi, in Basilicata, sede dello stabilimento SATA della FCA sono in preallarme: secondo il tam-tam insistente tra i sindacati e tra le aziende gravitanti attorno alla fabbrica del gruppo FCA, all’inizio del prossimo agosto sarà posta fine alla produzione della Fiat Punto. Le date che si fanno sono il 4 o 1’11 agosto. In pratica appena prima la chiusura per ferie dell’impianto. La cosa sta suscitando il comprensibile allarme tra gli addetti e le rappresentanze sindacali della zona, dove le attività legate allo stabilimento hanno un peso socio-economico molto rilevante: le linee da cui esce la Fiat Punto occupano infatti 900 persone. Non è ancora certo se la Punto verrà sostituta o meno con un altro modello. La rinuncia alla categoria delle utilitarie del cosiddetto “segmento B” significherebbe l’abbandono da parte della Fiat di un settore in cui è stata sempre grande protagonista e che le altre case costruttrici europee si guardano bene dall’abbandonare.

ATTESA PER I PROGRAMMI FCA - La risposta al quesito dovrebbe venire direttamente dall’amministratore delegato Sergio Marchionne, quando domani annuncerà il nuovo piano industriale del gruppo FCA per i prossimi anni. In proposito va ricordato che nelle settimane scorse era circolata la notizia secondo cui nei piani FCA l’Italia era destinata a essere sede di produzioni alto di gamma, o comunque di alta redditività (qui la news). In questo quadro un'ipotesi possibile per lo stabilimento di Melfi potrebbe essere l’affidamento della produzione di un secondo modello Jeep, ma è evidente che si tratterebbe di un cammino che richiederebbe tempo. Ricordiamo che nella fabbrica SATA di Melfi sono attualmente prodotte anche la Fiat 500X e la Jeep Renegade.

Fiat Punto
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
161
107
86
70
91
VOTO MEDIO
3,3
3.34369
515
Aggiungi un commento
Ritratto di Alfiere
31 maggio 2018 - 14:10
1
non è vero che è remunerativo. Specie se non hai una grossa offerta di auto di simili dimensioni e motori che aiutano ad ammortizzare i costi.
Ritratto di NeroneLanzi
31 maggio 2018 - 14:22
Se parti dall'assunto che il segmento B sia remunerativo, è effettivamente difficile da capire. Solo che non lo è.
Ritratto di Dr.Torque
31 maggio 2018 - 16:51
Forse non sarà remunerativo, ma chiudersi in un angolo da soli scappando dai segmenti di mercato dove ci sono i grandi numeri in generale provoca reazioni a catena dalle conseguenze non positive. Resta il fatto che se i vertici FCA hanno preso questa decisione avranno un milione di buone ragioni per ritenere che sia giusta. O almeno spero.
Ritratto di Gianni.ark
31 maggio 2018 - 17:38
Remunerativo? Secondo Marchionne non lo è. Da qui viene la decisione che era già nell'aria da qualche anno...
Ritratto di negus
8 giugno 2018 - 21:17
Non è remunerativo solo per Marchionne, in Italia fa il 36% del mercato. Se non è remunerativo allora la Clio, la 208, la Fiesta, la Sandero, la Polo (con Fabia e Ibiza) che le fanno a fare? Ridicolo, sta buttando al cesso tutti i marchi.
Ritratto di Giuliopedrali
31 maggio 2018 - 13:42
Cioè apparentemente la decisione di costruire solo auto "premium" sembra l'unica idea buona di Marchionne, per le tradizioni artigianali e di buon gusto del nostro paese, bisogna allora aspettarsi lo strangolamento da vari fronti: i soliti tedeschi, i cinesi e orientali in genere con proposte ibride elettriche ecc, e altri costruttori italiani non in orbita FCA: Pininfarina degli indiani di Mahindra che produrrà in proprio supercar e SUV di lusso ovviamente con tecnologie modernissime, sempre Pininfarina che costruirà in parte le cinesi di Hong Kong HK elettriche a microturbine, la Livchi che insieme a IDEA produrrà berline supercar da 1000 cv a Torino, forse anche altri, e in qualche misura magari anche l'ottima DR...
Ritratto di M93
31 maggio 2018 - 13:44
È da parecchio tempo che si parla di una fine definitiva della produzione per la Punto: hanno razionalizzato (e impoverito) via via gamma ed allestimenti sino allo stato attuale. Vendendo gli odierni standard delle segmento B Punto non rappresenta, se non a prezzo di saldo vero, una proposta al passo coi tempi. Condivido le perplessità circa l’abbandono circa un così importante segmento, storico per Fiat e che le ha sempre consentito di “portare a casa la pagnotta”. Curioso di capire le strategie del piano FCA.
Ritratto di Turbodiesel
31 maggio 2018 - 14:41
2
concordo con ogni singola parola
Ritratto di 11kar11
31 maggio 2018 - 13:56
Storie italiane di modelli che hanno segnato un'epoca progressivamente abbandonati per miopia di mercato, incapacità di attualizzazione dei progetti e di sostenerli per tutto il ciclo di vita con un marketing orientato e intelligente. Tutto solo per inseguire le mode senza crearle e andare a caccia di farfalle. Spero che per gli operai di Melfi non ci siano contraccolpi e che non vada come al solito: le notizie non buone non si danno o, se si danno, solo dopo lo scoccare dell'ultimo minuto e magari con la mano tesa!
Ritratto di Giuliopedrali
31 maggio 2018 - 14:13
Be pensate come quella volta avremmo potuto sviluppare l'Alfasud, forse l'auto più innovativa in assoluto, e più riuscita, oggi costruiremmo tutte le berline premium più imitate nel mondo, altro che quelle tappabuchi italiche odierne.
Pagine