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Una visita virtuale alla fabbrica FCA di Melfi

22 aprile 2015

Utilizzando Google Maps è possibile realizzare un tour guidato nei luoghi in cui nascono Fiat 500X e Jeep Renegade.

Una visita virtuale alla fabbrica FCA di Melfi
DIVERSIFICARE -  Non nuova a questo genere d'iniziative (ricordiamo ad esempio una visita virtuale al museo dell'Abarth, qui la news) la FCA ha predisposto un interessante “dietro le quinte” per vedere dove nascono la Fiat 500X (nelle foto) e la Jeep Renegade: grazie alla tecnologia di Google Maps Business View, dal portale della casa sarà possibile visitare virtualmente lo stabilimento di Melfi e scoprire le fasi di stampaggio, lastratura, verniciatura e montaggio a questo indirizzo fcamelfiplant.fiat.it
     
500 AL GIORNO - La fabbrica di Melfi, in Lucania (guarda il video più sotto), impiega un totale di quasi 8.000 lavoratori; 5 presse e 2 trance per la fase di stampaggio; 860 robot per la fase di lastratura; 54 robot per le operazioni di verniciatura; 278 stazioni automatiche di avvitatura; e circa 4.000 persone esclusivamente dedicate al montaggio delle auto. Per la 500X è richiesto un assemblaggio di oltre 5.000 componenti. A Melfi si lavora su tre turni, 24 ore su 24, per creare circa 500 esemplari al giorno della crossover.
  
COME GOOGLE STREET VIEW - La visita virtuale apre le porte a uno degli stabilimenti d'eccellenza della FCA, che - solo per le nuove vetture - ha recentemente richiesto un investimento di un miliardo di euro. La realizzazione del tour via Web ha chiesto un totale di 3.924 foto, che hanno composto 327 panoramiche, ognuna delle quali composta da 12 fotografie in alta risoluzione. Con il paradigma di Google Street View ci si può muovere tra le unità produttive di stampaggio, lastratura, verniciatura e montaggio, approfondendo alla bisogna con video e immagini le lavorazioni specifiche. Un modo che ricorda l'approccio dei grandi chef che fanno “toccare con mano” alla clientela la qualità del proprio lavoro lasciando la cucina a vista: stavolta il menu della FCA prevede, dopo sei milioni di vetture prodotte a tutto marzo 2015, le ultime arrivate Fiat 500X e Jeep Renegade, costruite a Melfi assieme alla Punto.
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Ritratto di Sepp0
23 aprile 2015 - 14:37
...è uno dei classici esempi da portare quando ci si chiede "ma come mai siamo finiti a bagno?". Se abito sull'isola di Tonga raggiungibile solo in nave ed aereo non posso pretendere che qualcuno mi ci apra una fabbrica per costruire "roba" ad un costo quindi più elevato, solo perchè non c'è lavoro.
Ritratto di carmelo.sc
23 aprile 2015 - 14:58
Ah quindi sarebbe colpa della Sicilia se hanno chiuso la fabbrica? Il modello fallimentare che vi producevano (lancia ypsilon) non c´ entra niente invece? Pensi che a suo tempo quando aprirono questo stabilimento non si erano fatti 2 conti sul costo superiore per i trasporti? Tipico commento del solito leghista-razzista (anche se poi i leghisti vengono a fare campagna elettorale anche nel tanto odiato sud).
Ritratto di Blueyes
23 aprile 2015 - 15:45
1
Mamma mia quanto vittimismo...sempre a buttarla sul nord/sud. Aprire stabilimenti su isole è sconveniente, è un dato di fatto, non c'entrano nulla i meridionali, i settentrionali tedeschi, i marziani, ecc. Quello stabilimento è stato aperto in tempi in cui le decisioni si prendevano più per politica che non per effettiva convenienza. La FIAT sapeva benissimo che sarebbe stato in perdita, ma tanto lo Stato ripianava tutto con le sue sovvenzioni! Ora non è più così e aprire uno stabilimento di auto in Sicilia non converrebbe proprio come farlo all'Isola d'Elba.
Ritratto di mgiver
24 aprile 2015 - 09:18
Caro Carmelo, il problema e che quando negli anni 70 fu aperto lo stabilimento di Termini, la FIAT ha investito in Sicilia perché allora esisteva la cosiddetta cassa del mezzogiorno, una sorta di banca statale che ti finanziava a fondo perduto purché installavi impianti industriali da Pomezia in giù. Ora la cara Comunità Europea ha detto che sono aiuti di stato quindi la Fiat ora FCA, essendo una società di capitali ha chiuso lo stabilimento con i costi di logistica (non di produzione) più alti. La sopra capacità produttiva nel mondo automotive è risaputa, tutti i player europei hanno questo problema, soprattutto la FCA che da una gamma di oltre 30 modelli è arrivata a malapena a 10. Il problema non è l'odiato SUD (Termoli, Cassino, Pomigliano Melfi e Bari-sofim) non sono in val Padana, il problema di chiama MARE. Sicilia e Sardegna per la loro differenza geografica sono economicamente non convenienti per una produzione industriale ove si rende necessaria una forte percentuale di componenti da e per lo stabilimento. Sai dirmi in quali isole esistono stabilimenti che esportano nei continenti? l'unica è l'isola Britannica, mq li è tutta un'altra storia.
Ritratto di IloveDR
24 aprile 2015 - 10:58
4
Taiwan è un'isola. Quindi Sicilia e Sardegna sono Regioni di Serie C, che se riescono a campare di turismo va bene, altrimenti possono pure morire di fame.
Ritratto di Sepp0
24 aprile 2015 - 11:10
...Taiwan è praticamente una succursale della Cina (coi costi produttivi che tutti ben conosciamo). E' più grande di 1/3 della Sicilia, ha quasi il quintuplo degli abitanti, vogliamo davvero paragonarla a Sicilia, Sardegna e perchèno, Corsica (che non mi sembra sia trattata dalla Francia in maniera molto diversa da come noi trattiamo Sicilia e Sardegna, dal punto di vista industriale). Se non ti sta bene puoi sempre andarci tu lì a produrre in perdita. Siamo tutti omosessuali col sedere degli altri.
Ritratto di IloveDR
24 aprile 2015 - 12:18
4
ma la Corsica ha 300.000 abitanti, non puoi confrontarla con Sardegna (1.650.000) e Sicilia (5.000.000). In Corsica ci stracampano di turismo. Nelle Ns. isole hanno bisogno anche di uno sviluppo industriale. Non date retta che a Termini Imerese si produceva in perdita. Ha fatto parte solo di un gioco di ricatti fra l'AD Marchionne e il Governo Italiano per ottenere il Jobs Act e la distruzione dei sindacati
Ritratto di Sepp0
24 aprile 2015 - 13:21
...che non ne abbiano bisogno, sto dicendo che stante l'economia europea ed italiana attuale, non ci sono più le basi, oggi, per un sviluppo industriale fruttuoso (per chi produce) nelle isole, nè da parte di FCA, nè da parte di altri gruppi anche non di automotive (che infatti se ne guardano bene dall'investire lì). A meno che gli isolani non accettino di guadagnare la metà dei loro colleghi continentali, cosa evidentemente e giustamente impossibile. Mcgiver ha spiegato benissimo i motivi che hanno portato all'apertura di Termini Imerese, una volta finite le regalie statali a FIAT, lo stabilimento è imploso, perchè economicamente sconveniente a livello logistico.
Ritratto di mgiver
24 aprile 2015 - 11:43
Taiwan è uno stato, non fa parte della UE , e si trova in Asia. Studia un po' di geografia politica. Comunque per la geografia economica esistono le numerose fabbriche di Autocarri a Majora e Minorca, esiste una fabbrica di carrelli elevatori alle Canarie e una fabbrica di treni alle Azzorre. Potrei aggiungere la famosa fabbrica di gelati delle isole Svalbard.
Ritratto di IloveDR
24 aprile 2015 - 12:32
4
ma comunque Taiwan è un'isola e ci fanno i Kimco, guadagnandoci pure. Perché alla Sicilia e alla Sardegna gli si deve negare la possibilità di avere anche delle infrastrutture industriali. Se i viadotti cedono e le strade sprofondano è colpa dell'Anas con sede a Roma e delle infiltrazioni mafiose nella politica ITALIANA. Perché devono esistere Italiani di Serie A (lombardi, veneti, piemontesi, altoatesini), di Serie B (laziali, toscani, emiliani-romagnoli, liguri, valdostani), di Lega Pro girone A (friulani, centro-sud) e girone B (siciliani, sardi)
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