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Marchionne: “In Italia abbiamo uno stabilimento di troppo”

04 luglio 2012

L’amministratore delegato del Lingotto avverte: se il mercato europeo dell’auto non dovesse riprendersi, la Fiat potrebbe essere costretta a chiudere una delle sue fabbriche in Italia, a meno che non si riesca a esportare negli Stati Uniti. Rinviato il lancio della nuova Punto.

TAGLIO IN VISTA? - “In Italia abbiamo una fabbrica di troppo”. In occasione del lancio della Fiat 500L, l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, ha colto la palla al balzo per ribadire quello che va dicendo  da tempo: “Se le attuali capacità d’assorbimento in Europa resteranno uguali nei prossimi 24-36 mesi, dovremo tagliare uno stabilimento italiano”. Insomma, il mercato dell’auto nel Vecchio Continente è saturo e non riesce ad assorbire gli attuali livelli di produzione, complice una crisi economica di cui non si vede la fine. “Se però riusciamo a indirizzare la capacità produttiva verso l’America, questo problema scompare: ma abbiamo bisogno di tranquillità per lavorare in Italia”. Il riferimento è alla recente sentenza con cui il tribunale di Roma ha obbligato la Fiat a riassumere 145 dipendenti iscritti alla Fiom: secondo il giudice di primo grado, il loro mancato riassorbimento nell’azienda sarebbe una discriminazione nei confronti degli iscritti al sindacato più critico verso le politiche aziendali della casa torinese. Marchionne minaccia: “Se dovremo assumere 145 lavoratori, altri 145 usciranno. Questo mercato non ne accoglie di più”. Il ricorso in appello del Lingotto contro la sentenza sarà depositato oggi (leggi qui per saperne di più).

RINVIATA LA NUOVA PUNTO? - “Confermeremo gli investimenti in Italia, ma sulla base dell’andamento del mercato, che non è mai stato così basso (leggi qui per saperne di più)”, ha poi spiegato il manager italo-canadese. “Lanciare adesso la nuova Punto sarebbe un grandissimo fallimento, non riusciremmo mai a ripagare l’investimento”. Gli altri progetti italiani sembrano invece confermati. A partire da quello che riguarda lo stabilimento di Mirafiori, cui è stata assegnata la produzione di una piccola suv a marchio Fiat e Jeep (leggi qui per saperne di più).

CONTINUA LA SCALATA ALLA CHRYSLER - Nel frattempo, è di ieri l’annuncio dell’acquisto di un altro 3,3% della controllata statunitense Chrysler. Un’operazione che porterà la quota del Lingotto nella casa statunitense al 61,8% (leggi qui per saperne di più). Allo stesso tempo, si continua a discutere di partnership con la giapponese Mazda: la collaborazione per lo sviluppo di una nuova spider targata Alfa Romeo potrebbe infatti estendersi alla condivisione di piattaforme per lo sviluppo di un’utilitaria (leggi qui per saperne di più).
 





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Ritratto di fogliato giancarlo
5 luglio 2012 - 18:48
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Ritratto di Paolo_1973
5 luglio 2012 - 09:47
Pensiamoci bene: Marchionne fino ad ora ha chiuso (purtroppo) un solo (grazie al cielo) stabilimento, Termini. L’avete mai sentito "minacciare" qualcosa al riguardo, prima del comunicato ufficiale? Io no: un giorno si presentò e disse “fra 30 mesi circa non saremo più in grado di tenere aperto Termini”. Che poi in 30 mesi (una eternità) i politici italioti non siano stati capaci di presentare un piano di riutilizzo fattibile, la dice lunga sul livello della nostra politica, un livello evidentemente terzomondista (anche senza il Bungabunga). A meno che faccia comodo a certa gente non trovare soluzioni alternative, e mandare tutti gli ex-dipendenti in pre-pensionamento (a spese di Fiat e dello Stato), permettendo così a molti di loro di vivere per qualche quinquennio con un doppio stipendio (tanto sappiamo tutti come vanno queste cose – si prende la CIG e si va a lavorare in nero per il boss locale). Marchionne non ha mai “minacciato” di chiudere Termini, lo ha “annunciato”. Un Manager di quel calibro non “minaccia”, come tutti i boccaloni italiani (giornalisti compresi) continuano a ripetere: un Manager come Marchionne “agisce”. Quindi per me, tutte le volte che Marchionne se ne esce con una frase del genere, c’è da stare tranquilli. Vuol dire che ha già una soluzione alternativa in tasca. In questo caso, per me sta già lavorando per esportare Chrysler Delta e Giulietta in USA, e se ne esce con questa frase solo per far notare queste cose, visto che qualsiasi cosa faccia Fiat viene o criticata, o presa come un atto dovuto. L’utilizzazione di Cassino per esportare in USA sarebbe un gran bel colpo, e per me anche fattibile. Spero che si realizzi, visto che a Cassino, a detta dello stesso Marchionne, si lavora benissimo. Se mi sarò sbagliato, mi dispiacerà, sia per Fiat che per gli operai italiani.
Ritratto di IloveDR
5 luglio 2012 - 10:32
4
...le vendite di auto Fiat in Italia, lo stabilimento di Cassino lo chiude...è già tutto deciso a tavolino! L'erede della Bravo dal 2014 sarà prodotta in Cina, l'erede della Delta da fine 2013 sarà prodotta in Usa (rimarchiamento della Chrysler 100). Negli Stati Uniti non può chiudere stabilimenti perchè l'unico moribondo da salvare è Chrysler, Fiat ha solo futuro in Brasile! L'unico modello prodotto in Italia ed esportato in NordAmerica sarà in mini-Suv derivato dall'erede della Sedici (forse, lo spero, anche l'erede della 159) prodotta a Mirafiori.
Ritratto di fiorino95cv
5 luglio 2012 - 11:25
ottimo commento....ricorderete che tempo fa,Marchionne fù intervistato da Fabio Fazio a "che tempo che fa"....in quella circostanza,in maniera molto chiara, mise in evidenza alcune problematiche inerenti gli stabilimenti italiani...tra cui la scarsa produttività in confronto ai costi. Ho lavorato nell'indotto Fiat per quasi 10 anni...e ne ho viste davvero di tutti i colori...purtroppo ha ragione!! L'operaio italiano (non tutti ovviamente...ma molti) si appella sempre ai suoi diritti...ma i doveri??? quando si mettevano in mutua per malattia...perchè giocava l'Italia,o per andare a funghi in autunno...ecc ecc ecc....no guardate....la responsabilità non datela a Marchionne,lui il suo lavoro lo sa fare e anche bene...sono spesso i lavoratori ad essere troppo "leggerini"
Ritratto di IloveDR
5 luglio 2012 - 12:20
4
...chi lavora nell'indotto Fiat sta con le spalle al muro, costretto ad accettare ricompense giusto per tirare a campare??? Un ricatto continuo???
Ritratto di fiorino95cv
5 luglio 2012 - 12:26
al muro non certo per colpa di marchionne...poi se proprio vogliamo trovare un capro espiatorio..bè,è un altro discorso
Ritratto di sparkplug1
5 luglio 2012 - 12:44
Contribuenti italiani che, in passato, avete evitato con i vostri soldi lo sprofondamento della fiat, beccatevi questo. Grazie Marchionne.
Ritratto di fogliato giancarlo
5 luglio 2012 - 18:50
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Ritratto di Giuseppe Paolo
5 luglio 2012 - 18:46
lascerei diritto di replica solo a chi possiede vetture di gruppo Fiat, mentre per tutti quelli che han optato al marchio estero, dico di star tranquilli, nessuno chiuderà gli stabilimenti italiani della VW, Ford, Citroen, Peugeot, Audi, Mercedes... ragazzi facciamo un mea culpa e pensiamo al danno procurato al mancato acquisto di un prodotto nazionale a fronte di uno europeo anche di bassa qualità/prezzo... la colpa non è sua, ma del mercato, e la colpa del mercato è in parte ns, e per chi ancora in grado di acquistare prodotti nuovi, e della pressione fiscale. Son un operatore del settore ed addito chi ha rinunciato ad una grande punto a 9900 per prendere un dacia logan a poco meno, per i segmenti medio alti, la forbice si assottiglia, ma per quelli il gruppo fiat è dai tempi della Croma e Thema che non è piu competitivo. Ieri mi si è presentata una signora con una IQ automatica del 2009, pagata oltre 13000 euro, quando per quel prezzo avrebbe acquistato una 500 mj magari anche cabrio qualche mese fa. La vergogna ed il mea culpa dovrebbe esser solo ns... questo è il punto!! Diamo invece a Marchionne ed al gruppo Fiat, la possibilità di andar via di qui per crescere e ritornare ancora piu forti di prima, dando piu occupazione ed un prodotto migliore, in queste condizioni non è possibile, lo ridurranno a chiudere tutti gli stabilimenti di questo passo...
Ritratto di fogliato giancarlo
5 luglio 2012 - 18:56
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