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Fusione FCA PSA: i termini dell’accordo sono da rivedere

Pubblicato 24 maggio 2020

È l'opinione della banca francese Société Générale, secondo la quale le due società non valgono più come lo scorso anno, quando fu firmato l’accordo.

Fusione FCA PSA: i termini dell’accordo sono da rivedere

C’È CHI DICE NO - Appena pochi giorni fa nel corso dell’assemblea degli azionisti della Exor, maggiore azionista della FCA, il presidente John Elkann rassicurava che il piano di fusione con la PSA sta procedendo bene e i termini dell’accordo “sono scritti nella pietra” (qui la news). Ma, in queste ore, dalla Francia arrivano notizie di tutt’altro tenore: secondo quanto riporta Rai News, la banca Société Générale avrebbe scritto che sarebbe opportuno rivedere i termini dell’accordo.

VALORI CAMBIATI - L'intesa tra i due gruppi siglata lo scorso 31 ottobre e illustrata nei dettagli in dicembre, prima del coronavirus, prevede la distribuzione da parte del gruppo FCA di un maxi dividendo da 5,5 miliardi di euro ai suoi azionisti, mentre PSA venderà la propria quota del 46% detenuta in Faurecia (azienda che produce componentistica) distribuendone i proventi agli azionisti. Ebbene secondo la Société Générale, quell'accordo si basava su valori e situazioni di cassa molto diversi da quelli attuali. Secondo i calcoli, la PSA, anziché generare 2,8 miliardi di euro, perderà circa 1,1 miliardi di cassa, mentre FCA non riuscirà a raggiungere quota 2,2 miliardi. Quanto basta per far dire a Société Générale che è necessario procedere a una revisione dell’accordo ricorrendo all’articolo 7, che prevede modifiche in caso di condizioni avverse. Condizioni diverse ovviamente provocate dalla pandemia di coronavirus e che dunque giustificherebbero la revisione. 

DUE SCENARI - Société Générale prospetta perciò due nuovi possibili scenari. Nel primo, nessuna delle due società distribuisce dividendi o quote di asset agli azionisti. Secondo a questo scenario, sulla base delle ultime quotazioni, il valore di FCA sarebbe del 10% superiore a quello di PSA, poiché non procederebbe ai dividendi di 5,5 miliardi agli azionisti. Nel secondo scenario, Société Générale ipotizza che PSA non distribuisca il dividendo da 1,1 miliardi ma solo le quote di Faurecia (valore 2,1 miliardi), mentre FCA distribuendo i 5,5 miliardi ai suoi azionisti perderebbe peso economico. In questo caso, la quotazione di mercato penderebbe troppo verso PSA, il cui valore sarebbe pari 8,2 miliardi, contro i 5,8 di FCA. In conclusione, sempre secondo Société Générale la revisione della fusione andrà fatta e dovrà tenere conto delle nuove situazioni di mercato. E probabilmente sarà una via di messo tra le due proposte sopra citate.





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Ritratto di treassi
25 maggio 2020 - 17:57
Quello sicuro.. :)) Poi si sa come va a finire... il giorno dopo :" io non sono mai stato fasci... ehm... fiattaro!" AHAHAHAH AHAHAHAH
Ritratto di Elix69
25 maggio 2020 - 21:30
Noi italiani siamo campioni mondiali delle giravolte, spesso quelle dell'ultimo minuto.....in questo siamo conosciuti e ri-conosciuti in tutto il mondo! ;)
Ritratto di Giuliopedrali
25 maggio 2020 - 18:17
Dai avete capito già chi si salva anzi sguazzerà, forse i tedeschi nel premium, forse i produttori di supercar, di sicuro i giap però vendendo meno in Europa e i coreani nell'intero globo terracqueo e poi ci sono gli "elettrici" e i "nuovi orientali" anzi quelli stanno già diventando i padroni assoluti, lanciando mode, stabilendo i prezzi ecc. Ma tanti vivono nel 1973... Quello che mi sconvolge di più è invece che ancora questi costruttori del 1800 credono nelle alleanze - fusioni, roba allucinante, cose che non hanno mai funzionato da 100 e passa anni a sta parte: veri geni della finanza, dell'industria del marketing.
Ritratto di Miti
25 maggio 2020 - 20:44
1
Che dire ... banche ... maxi dividendi di miliardi ai azionisti ... Poi appena che questi soldini spariscono nelle tasche di qualcuno ... non va più bene niente. Perché tutti quei azionisti e tutte quelle banche devono investire ... loro soldini. Poi come per miracolo l'affare non va più bene. C'è il Covid. C'è quello o l'altro. O non si comprano più le auto. Poi facciamo una riforma. O una ristrutturazione. Poi non va più bene nemmeno quella. Chiudiamo qui. Chiudiamo la. Questa è la bellissima gente che da anni guidano il meraviglioso mondo del automobilismo. Intascare si ...investire no. Ma hanno ragione. Dove investire? E come ? E in che cosa ? Peccato che invece di farsi quelle domande dovevano loro dare le risposte. Le giuste risposte. Poi arriverà lo stato francese o italiano ( che vuol dire le nostre tasche ) e cosa faranno ? Una piccola piccola piccola nazionalizzazione. Per " salvare " i posti di lavoro ". Perché quando c'è da sborsare lo stato siamo tutti. Quando c'è da incassare cambiano un po' le cose ... Che bel mondo viviamo ragazzi !
Ritratto di 82BOB
25 maggio 2020 - 21:15
2
Tutti fro** col c**o degli altri... o... tutti bravi a spendere con i soldi degli altri!
Ritratto di Miti
25 maggio 2020 - 20:54
1
I soldi che arriveranno della Comunità Europea sono come il miele per le mosche. Tutti ne vogliono un po'. Svegliatevi ragazzi. Che sono o non sono in debito. In quanto l'incredibile innovazione di tutte le case europee ? Scusate un po' ... quale innovazione ? Saluti a tutti.
Ritratto di Giulio Menzo
28 maggio 2020 - 21:14
2
Personalmente direi che la fusione convenga a entrambi i gruppi, i quali hanno i conti a posto e direi che sono messi anche meglio di VW, come utili.
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