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In Germania le stazioni di servizio dovranno avere la ricarica per le elettriche

Pubblicato 06 giugno 2020

Il provvedimento del Governo contribuirà alla diffusione delle auto elettriche.

In Germania le stazioni di servizio dovranno avere la ricarica per le elettriche

SI FARÀ PER LEGGE - La Germania sta preparando il terreno per diventare leader dei veicoli a batteria. Al fine di consentire la ripresa del settore dell’auto, che ha dovuto affrontare la crisi causata dalla pandemia, il Governo tedesco ha infatti previsto fino a 9.000 euro di incentivo per l’acquisto di auto elettriche e ibride entro una soglia di costo di 40.000 euro (qui per saperne di più).

ANSIA DA AUTONOMIA - Congiuntamente a questa misura, e al fine di garantire una diffusione con criterio dell’auto elettrica, il governo tedesco ha dichiarato che obbligherà tutte le stazioni di servizio a installare colonnine di ricarica al fine di consentire anche ai possessori di auto a batteria di “fare il pieno”. Questa misura dovrebbe contribuire a scongiurare l’ansia da autonomia, che spesso ha contribuito in maniera determinante a tenere lontani i più scettici. I legislatori inoltre pensano che possa essere un’occasione per incrementare la quota di mercato delle EV e delle ibride, che lo scorso anno era rispettivamente pari all’1,8 e al 6,6%.

MASSA CRITICA - Secondo la BDEW, l'associazione tedesca per l'industria dell'energia e dell'acqua, a marzo 2020 la Germania disponeva di 27.730 stazioni di ricarica per le auto elettriche. Sempre secondo l’associazione, al fine di far diventare le elettriche di massa, sono necessarie almeno 70.000 stazioni di ricarica, di cui 7.000 di tipo rapido.



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Ritratto di v8sound
8 giugno 2020 - 11:38
@ Mbutu. Non per rilanciare vecchie polemiche, ma, giusto per, mi vien da pensare che non ti sia chiaro il significato del termine "oggettivo" in quanto, nelle svariate occasioni di commento e relative controdeduzioni, non ricordo qualcosa di annoverabile tra l'oggettivo... tuttavia, avendo cose più importanti a cui pensare, magari non ricordo, nel caso (se ne hai voglia) prova a ricordarmi la circostanza... Riguardo l'obbligatorietà o meno dello scambio sul posto, se ne sei convinto, dimmi tu quale sarebbe l'alternativa per un impianto domestico connesso in rete, a prescindere dalla convenienza o meno. Attendo tue.
Ritratto di Mbutu
8 giugno 2020 - 14:04
V8, conosco il significato del termine"oggettivo". Ed anche in questo caso concordiamo, come te neanche io nei tuoi commenti e controdeduzioni ricordo qualcosa di annoverabile tra l'oggettivo. Riguardo allo scambio sul posto, come ho già detto, è la cosa migliore da fare e delle alternative possibili non me ne sono mai occupato. Purtuttavia continua a non esserci obbligo. Se vuoi citarmi la legge che rende vera l'affermazione di treassi secondo cui chi installa il fotovoltaico è obbligato ad immettere la corrente in rete e anziché usarla direttamente, sarò felice di prenderne atto.
Ritratto di v8sound
8 giugno 2020 - 18:28
@ Mbutu. Quindi se entrambi concordiamo sul fatto che mai abbiamo scambiato pareri nell'ambito dell'oggettività, in che occasione avrei trovato difficoltà? Mah, vabbè lasciamo perdere. Passiamo a questioni più serie. Ancora devo mettere i puntini sulle "i", perchè da un lato ho spiegato a Treassi come funziona lo scambio sul posto, poi ho aggiunto che "di fatto" è obbligatorio per gli impianti fotovoltaici domestici in rete. Il fatto è che Treassi non ha capito come funziona lo scambio sul posto. Il quadro normativo attuale (basta che vai sul sito del GSE) prevede in alternativa il ritiro dedicato, che però risulta conveniente solo se l'energia prodotta è notevolmente maggiore rispetto a quella consumata, circostanza difficilmente riscontrabile per un'utenza domestica e infatti pensata per i grandi impianti. Quindi, posto che si cerca la migliore soluzione anche dal punto di vista economico "di fatto" l'unica alternativa possibile per gli impianti domestici è appunto lo scambio sul posto. Diventa invece un obbligo per tutti gli impianti realizzati ai sensi del D.Lgs. n. 28 del 2011, i cosiddetti impianti in iter semplificato. Poi, senza entrare nel merito di aspetti normativi, potresti fare a meno di connetterti in rete e realizzare un impianto stand-alone, perdendoci però dal lato economico.
Ritratto di Mbutu
8 giugno 2020 - 19:21
No, no V8. Tutti e due concordiamo sul fatto che TU non abbia mai scambiato pareri nell'ambito dell'oggettività. Io ho sempre fatto ricorso a fonti scientifiche e comprovate. Ed anche questa volta, tornando in argomento, dopo giravolte, arrampicate sugli specchi, divagazioni e supercazzole finalmente siamo arrivati al punto: lo ssp NON è obbligatorio.
Ritratto di v8sound
9 giugno 2020 - 11:39
Non è che a prescindere una fonte scentifica sia anche comprovata, tanto più se consideriamo l'argomento più volte dibattuto... la relazione matematica, i riscontri di misurazioni (se fatte correttamente) possono essere considerate oggettive. Il risultato finale di uno studio è influenzato fisiologicamente dai fattori di carattere soggettivo che il relatore deve per forza considerare. Tornando al fotovoltaico, ripeto ancora: È OBBLIGATORIO per gli impianti in semplificata, che sono il 99% in ambito domestico. Per gli altri casi l'ho sempre rappresentato come un "obbligo di fatto" quindi non obbligatorio secondo una legge ma l'unica alternativa che permetta di massimizzare i profitti. Però è curioso che Treassi lamenti il fatto (sbagliando) di non poter autoconsumare l'energia, convinto di doverla cedere interamente per poi ricomprarla a prezzo pieno, chiamando tutto ciò (sbagliando ancora) scambio sul posto, lamentando un limitato ritorno economico e tu gli risponda che non è obbligatorio, del tutto ignaro del fatto che l'alternativa sarebbe molto meno remunerativa e che nessun sano di mente la prenderebbe in considerazione per un impianto domestico.
Ritratto di Mbutu
9 giugno 2020 - 12:12
V8, ma infatti io non ho affermato che tutte le fonti scientifiche siano comprovate. Ho detto che quelle che porto io sono entrambe le cose. Riguardo all'essere ignaro, la mia affermazione è stata: "Lo scambio sul posto non è obbligatorio (anche se, nel caso, non si capisce perché rinunciarvi)". Chissà nella tua testolina cosa vorrà mai dire "non si capisce perchè rinunciarvi"? Probabilmente è il tuo solito blackout cognitivo. Ora, sai che starei ore a guardarti annaspare mentre cerchi di arrampicarti sugli specchi ma quando cominci a raccontare pure balle sulle miei affermazioni pur di darti un senso significa che vuoi buttare tutto in caciara. Quindi facciamo come al solito: accetto le tue scuse per aver provato a mistificare le mie parole, prendo atto che hai accettato l'evidenza (anche se, con grande sconforto, ben so che non avrai imparato nulla) e la chiudiamo qui così non devo infierire.
Ritratto di v8sound
9 giugno 2020 - 13:43
Quelle che porti tu, come le altre, sono infarcite di fattori stimati o soggettivi utilizzati per arrivare ad una conclusione, pertanto, per quanto corrette possano essere, non sono per niente comprovate. Per me puoi continuare, se ti aiuta a superare le tue insicurezze, con questa storia della non obbligatorietà dello SSP, quando l'ho scritto 50 volte quando lo è e quando pur non essendolo, di fatto lo diviene. L'hanno capito anche i muri, ma non tu. Come non hai capito, men che meno, che non mi riferivo al tuo "non si capisce perché rinunciarvi" che è una delle poche cose su cui concordiamo, ma piuttosto al tuo passaggio (riferito allo scambio sul posto) "delle alternative possibili non me ne sono mai occupato" lasciando trasparire la totale ignoranza in materia. Constato ancora una volta la tua arroganza tipica di chi, oltre ad essa, non ha altre carte da calare. Arroganza che ad un certo punto, a quanto pare, arriva ad offuscarti la ragione.
Ritratto di Giuliopedrali
9 giugno 2020 - 09:24
Il diesel nella trazione ferroviaria è poco diffuso in Italia, esiste solo in alcune linee secondarie, l'Italia insieme a Svizzera e Svezia fu il primo Paese a credere nell'elettrificazione delle ferrovie ancora più di 100 anni fa.
Ritratto di ste74
6 giugno 2020 - 20:54
I tedeschi perdono il pelo ma non il vizio: vogliono il predominio dell'Europa... suona molto simile a qualcosa detto 90 anni fa! Comunque Tesla è avanti già di 10 anni sulla tecnologia elettrica ed è solo mania di grandezza pretendere di recuperare il terreno già perso e poi, se gli incentivi concernono solo il tuo paese mentre in Europa se ne sbattono il belin (come qui in Svizzera) di dare incentivi e la gente deve sborsare di tasca sua 80.000 euro è difficile che conquisti l'Europa... al massimo conquisti i soliti Vaggari cruccofili incalliti...
Ritratto di Arreis88
6 giugno 2020 - 21:45
Quoto, straquoto e mega quoto parola per parola.
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