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La Hyundai dice basta alle auto fotocopia

Pubblicato 22 giugno 2020

La Hyundai rinuncia al family feeling, ovvero allo stile unico per tutte le auto della gamma. Il primo modello di questa “rivoluzione” sarà l'elettrica anticipata dalla concept 45.

La Hyundai dice basta alle auto fotocopia

BYE BYE FOTOCOPIE - La coreana Hyundai ha fatto una scelta coraggiosa e controcorrente: da ora in avanti tutti i nuovi modelli non dovranno necessariamente assomigliarsi, come da tradizione per le case. L’abbandono del family feeling non sarà però “assoluto”: ci sarà solo se ritenuto necessario. A spiegarlo è stato lo stesso capo del desing, Simon Loasby (nella foto qui sotto): “abbiamo deliberatamente intrapreso questa strada, partendo dal chiederci cosa abbia senso per la marca e il cliente. Per le nostre auto  sarà come negli scacchi, dove ci sono pedine con diverse forme e diversi ruoli, ma tutte fanno parte della stessa squadra”.

SOLO AUTO-ICONA - “Nei miei precedenti ruoli (Volkswagen, Rolls-Royce e Bentley n.d.r.) mi chiedevano sempre, perché le fate tutte uguali?”. In Hyundai ci abbiamo pensato molto e forse è vero che il cliente giovane non vuole semplicemente l’auto del padre in una scala più piccola, ma qualcosa di diverso”. Nel futuro della casa non ci sarà quindi più uno stile unico per tutti i modelli, ma una serie di “auto iconiche” che, se avranno successo, riproporranno quello stile nelle generazioni successive. Qualcosa di simile è stato fatto poche volte, per esempio con il Maggiolino e l’Audi TT.

SI PARTE DALLA 45 - “Questo non vuol dire però che non ci saranno collegamenti fra le varie Hyundai; solo, non saranno così evidenti come prima”, ha comunque specificato Loasby. Il primo modello a portare sulle strade questo approccio sarà la versione definitiva della Hyundai 45 EV Concept (nelle foto), che non arriverà prima di sei mesi e che avrà un diverso nome: una cinque porte elettrica di taglia media, sviluppata su una piattaforma dedicata per questo tipo di alimentazione, caratterizzata da linee nette, rialzata da terra e che si ispira alle suv.

LE RICONOSCI DAI FARI - Le prossime Hyundai, quindi, non si riconosceranno più dalla mascherina, ma si dovrà guardare le luci: tutte, infatti, presenteranno l’effetto “pixellato”: tanti punti di luce montati vicini ma che rimangono distinti e che, da lontano, assumono una certa forma. “Proprio come nei primi videogame” ha detto scherzosamente Loasby.

IL POST-PANDEMIA - Durante la chiacchierata con la stampa, Loasby ha anche allargato il discorso ad altri aspetti, come il Covid-19, che ha posto l’accento su aspetti prima inesplorati dal design automobilistico. Per esempio l’igiene, importante anche e soprattutto per le auto in car-sharing, che ha portato a ripensare le aperture delle porte affinché non le si debba toccare, i sistemi di ventilazione, a utilizzare materiali nuovi, come il rame che è un potente antibatterico, e a studiare illuminazioni interne con luci UV che uccidono virus e batteri.

ANCORA SUV E CROSSOVER… - Loasby inoltre, non vede ancora una “fine” per il successo di suv e crossover, che piacciono perché rendono facile entrare e uscire e per lo spazio che offrono. Però, ha specificato “ne vedremo sicuramente di più piccole ed efficienti”. E anche la sempre maggiore presenza di sensori per la guida semi-autonoma e, in futuro, autonoma, non sembra essere un problema: già oggi in Hyundai vengono previste parti modulari della carrozzeria che possono essere trasparenti o meno, a seconda che l’auto monti o no questi dispositivi. Inoltre, telecamere e lidar sono sempre più piccoli e sarà sempre più facile integrarli nelle auto.





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Ritratto di emergency
23 giugno 2020 - 09:03
Comunque sia la Hyundai sa fare le automobili come si deve e anche durature ( non si fermano appena usciti dal concessionario ) ne ho dovuto pagare le spese, con una Polo.
Ritratto di desmo3
22 giugno 2020 - 19:57
6
in questo campo Fiat prima, ed FCA poi, non può prendere lezioni da nessuno, in quanto non hanno mai avuto né tantomeno applicato un family feeling alla gamma... eccetto che per il trio 500... le altre non hanno mai avuto un elemento in comune, nemmeno per sbaglio... il max del family feeling c'è stato in Croma e Bravo o in Idea e Multipla, con il carry over del faro... stop
Ritratto di 82BOB
22 giugno 2020 - 20:02
Quindi Panda-Uno-Ritmo-Regata-Croma, Panda-Uno-Tipo-Tempra-Croma, Cinquecento-Punto e Bravo-Brava-Marea? Dalla seconda metà degli anni '90, inizio 2000 il discorso si è mooolto allentato... In LATAM, comunque, Mobi-Argo-Cronos-Tipo-Strada-Toro...
Ritratto di treassi
22 giugno 2020 - 20:12
Ci credo... fanno un modello nuovo ogni morte di papa... sarebbe una tragedia nella tragedia... AHAHAHAH AHAHAHAH AHAHAHAH
Ritratto di rollotommasi
23 giugno 2020 - 20:53
Che malefico :-D
Ritratto di 82BOB
22 giugno 2020 - 19:57
Personalmente preferisco il famili-feeling, tenendo bene a mente l'insegnamento di Sacco! Ovviamente non auto fotocopia, stile Auto Union-NSU, ma nemmeno qualcosa in stile Suzuki, dove non c'è proprio family-feeling! Dettagli stilistici che fanno da anello di congiunzione tra i modelli e che vengono "tramandati" di serie in serie, se ben sfruttati, contribuiscono a forgiare l'identità del marchio e di conseguenza a renderlo riconoscibile e appetibile!
Ritratto di Co-Bra
23 giugno 2020 - 09:17
Concordo. Non auto che sembrano fatte in scala col pantografo come certe Audi, ma neppure auto troppo slegate tra loro. Stilemi comuni, che facciano capire la parentela senza dover guardare alla griglia o al logo del produttore
Ritratto di Giulio Menzo
1 luglio 2020 - 14:53
2
Concordo. Preferibile una via di mezzo tra Audi e Suzuki, che rappresentano due opposti in quest'ambito.
Ritratto di Meandro78
22 giugno 2020 - 20:12
Onore al merito
Ritratto di Andrea Zorzan
22 giugno 2020 - 20:20
Bella, ma sembra una riedizione della Delta.
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