Nuova Hyundai i10: l'abbiamo già guidata

07 agosto 2013

Della precedente conserva solo il nome: sfoggia una linea più accattivante e si presenta più bassa e larga, oltre che meglio rifinita.

Nuova Hyundai i10: l'abbiamo già guidata
ARRIVERÀ A NOVEMBRE - Dal vivo la si potrà vedere al Salone di Francoforte, fra poco più di un mese, ma la Hyundai ha già diramato le prime foto ufficiali della nuova generazione della Hyundai  i10: la parentela con i più recenti modelli della casa è palese (la casa chiama questo stile “Fluidic Sculpture”) e la nuova citycar ha linee ben più aggressive e personali del modello che manda in pensione, nonostante la carrozzeria sia solo a cinque porte. Dell'attuale Hyundai  i10, il nuovo modello non conserva praticamente nulla: è più lunga di 8 cm (in totale, 367), più bassa (di 5 cm) e più larga (di 6). Vista dal vivo pare ben più “piantata a terra”, grazie anche alla nervatura sulla fiancata che la fa sembrare ancora più larga e larga. A crescere (di circa il 10%) è anche il baule, che arriva a 252 litri. La nuova Hyundai i10 sarà nelle concessionarie a novembre, disponibile con due motori a benzina: un tre cilindri 1.0 da 65 CV (anche a Gpl, ma solo da inizio 2014) e un quattro cilindri 1.2 da 87 cavalli.
 
 
ESP E SEI AIRBAG PER TUTTE - Tutte le Hyundai  i10 avranno di serie Esp, sei airbag e i sensori di pressione per i pneumatici, mentre la garanzia sarà di cinque anni a chilometraggio illimitato e altrettanti di soccorso stradale e controlli gratuiti. Per poterla vedere da vicino siamo volati in Turchia, alla fabbrica Hyundai di Izmit che già “sforna” le i20 per l’Europa: da ottobre, da queste linee usciranno anche le nuove i10. Saliti a bordo, si nota subito che in quattro non si sta stretti (la vettura è comunque omologata per cinque): anche se il guidatore è alto, dietro c’è sufficiente spazio per le ginocchia (solo chi è alto almeno 190 cm potrà arrivare a toccare il soffitto con la testa). Buona anche la praticità: nei pannelli delle porte ci sono quattro vani che possono ospitare una bottiglia da un litro ciascuno, mentre il baule è regolare nelle forme (è profondo 53 cm e alto 48) e dotato di una cappelliera che si solleva col portellone.
 
 
PLANCIA IN QUATTRO COLORI - Dell’abitacolo (la Hyundai  i10 da noi vista era nell’allestimento più ricco, sottolineato anche dalle numerose cromature dentro e fuori) si apprezzano le discrete finiture: non ci sono zone con metallo a vista e la plastica della plancia, sebbene rigida, presenta un effetto satinato gradevole al tatto e all’occhio. Inoltre, la plancia stessa ha un ampio inserto colorato (a scelta tra rosso, blu, beige e uno squillante arancio). Le bocchette d’aerazione circolari danno un’idea di solidità quando si azionano e non mancano dettagli curati come le cinture regolabili in altezza, il retro dello schienale del divano rivestito e il vano nella consolle con coperchio a movimento controllato. Fra gli accessori, inoltre, ne figurano alcuni poco diffusi nelle citycar: il cruise control, la chiave elettronica, il “clima” automatico, il tetto in vetro apribile e il volante in pelle riscaldabile (al pari dei i sedili). 
 
 
PRIMI METRI ALLA GUIDA - Abbiamo potuto guidare in anteprima due nuove Hyundai i10, ancora camuffate, in un percorso chiuso attorno allo stabilimento: non abbastanza per un primo contatto completo, ma sufficiente almeno per un primo giudizio. La posizione di guida è ok: il sedile (piuttosto profilato) è regolabile in altezza mentre la leva del cambio, in posizione elevata, si raggiunge agevolmente. Il cruscotto, moderno ma senza “eccessi”, è dotato di termometro dell’acqua ma il computer di bordo non è generoso di informazioni: fornisce solo l’autonomia residua e due contachilometri parziali. La prima Hyundai  i10 su cui siamo saliti (foto qui sopra) era una 1.0 da 65 CV: il tre cilindri è piuttosto silenzioso, vibra poco e non c’è bisogno di “tirargli il collo”. Fino a 3000 giri ha infatti il giusto “tiro” per una citycar, mentre dopo questa soglia diventa un po’ rumoroso e conviene quindi passare al rapporto successivo. Il 1.2, invece, pur essendo regolare nell’erogazione, dà la sensazione di essere un po’ meno vivace ai bassi regimi e quindi meno gradevole nel traffico pesante. In entrambe, pedale della frizione leggero e cambio (manuale a cinque marce) preciso negli innesti e non contrastato. Per i dati ufficiali su prestazioni e consumo, vi rimandiamo al primo contatto completo, in autunno.
Hyundai i10
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
71
94
55
25
40
VOTO MEDIO
3,5
3.45965
285




Aggiungi un commento
Ritratto di NURS
7 agosto 2013 - 12:28
Un'altra bella auto ci ha lasciati: è una moria continua e mi rassegno...
Ritratto di MatteFonta92
7 agosto 2013 - 12:29
3
Bella! Rispetto all'attuale esteticamente ha fatto passi da gigante, anche se c'è qualche scopiazzamento di troppo: il frontale (fari e mascherina) sa molto di Ford Ka, e il profilo posteriore ricorda la Captur, assieme anche alla fascia in plastica nella parte bassa delle portiere. Comunque, il risultato a mio parere è armonico e tutt'altro che brutto.
Ritratto di swiss air
7 agosto 2013 - 12:37
Brutta, ma forse è un complimento !!!!!!
Ritratto di Franchigno
7 agosto 2013 - 12:53
Se continuate a guardare gli scopiazzamenti non la finiamo più...Chi non copia al giorno d'oggi?.Comunque...ricordo a tutti che i famosi fari a mandorla(oggi li monta anche la BMW)sono nati nelle auto giapponesi e coreane ve lo siete dimenticati?.Detto questo trovo più originale l'attuale.Se alla Hyundai prendevano spunto dalla prima Atos,a prova di trasloco,la rendevano più piacevole era sicuramente più originale di questa per non parlare della altezza questa è come tutte le altre la attuale è più alta quindi più comoda.Purtroppo ogni tanto alla Hyundai fanno questi errori vi ricordate la prima coupe?sembrava un mini ferrarino le altre....lasciamo perdere...Sapete,secondo me,chi ha preso spunto dalla prima Atos proprio la Fiat con la nuova Panda provate a fare un confronto...Ovvio non sono uguali ma provate con la fantasia a stilizzarla penso mi darete ragione.
Ritratto di wiliams
7 agosto 2013 - 13:32
Si ma prima dicci che droghe usi.......cosi' forse anche noi possiamo vedere con la "fantasia" gli spunti che ha preso la FIAT per la nuova PANDA tramite la prima ATOS........
Ritratto di Franchigno
8 agosto 2013 - 14:38
Sicuramente più leggere delle tue perché qualsiasi FIAT la vedi come un Rolls,adirittura e sempre al top nelle vendite....Dai lasciamo perdere che è meglio.
Ritratto di 911 Carrera
9 agosto 2013 - 00:25
Lo feci notare alle prime foto dei prototipi della nuova Panda. Ovviamente fui lapidato via web.
Ritratto di Franchigno
9 agosto 2013 - 01:33
Difatti non ricordavo fossi tu ma checche ne dica Williams la Panda ha parecchi spunti della vecchia Atos.Quelli che ti hanno lapidato hanno la mente elastica come il fil di ferro....he he.
Ritratto di 911 Carrera
10 agosto 2013 - 00:25
Fino a quel momento il g.Fiat aveva solo 3 porte nel segmento, fari alti verticali nei montanti, l' altezza del vano di carico, più alto e stretto rispetto alla Panda vecchia, come era x l' Atos, muso più corto rispetto alla vecchia, come x Atos. Direi che le similitudini sono abbastanza da poter dite che si sono ispirati molto ad Hyundai. Idem x la 500l , troppe le similitudini con Kia Soul, ( c4 Picasso, Mini Cuban)guarda caso, ancora del gruppo Kia/Hyundai.
Ritratto di Valerio Ricciardi
7 agosto 2013 - 13:31
Più bassa e larga visivamente rispetto alla precedente che sembrava un po' "palletta", si apprezza il tentativo di elaborare un design coerente, riuscito però solo in parte. Brutta la modanatura (cfr. l'ultima ridicolissima Clio che specie di un certo rosso metallizzato sembra una automobilina giocattolo) sulla fiancata, che oltretutto è inefficace come paraurti, non male la linea dei finestrini (un po' Fiesta, ma proporzionata), frontale così così quantomeno senza quelle cromature vomitevoli della nuova i30... posteriore non originale ma non tremendo. Insomma, il dinamismo della Grande Punto (ma vista da 3/4 anteriore, da dietro la G.P. "nun se po' guardà") o la complessiva classica eleganza della nuova Polo son lontane. C'è molto di Fiesta in questa vetturetta, ed a parte il nuovo piacevole muso un po' Grande Punto un po' Aston Martin di quest'ultima, dire che sa di Fiesta non è un gran complimento. Si assiste a uan tendenza all'omologazione del design; chi cerca di allontanarsene... il più delle volte fa sgorbi, come la Juke.
Pagine