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Incidente sull'A14 nei pressi di Bologna: un inferno di fuoco

6 agosto 2018

È esploso un tir e un ponte della tangenziale è crollato: chiusa l’A14. Almeno un morto e 55 feriti.

Incidente sull'A14 nei pressi di Bologna: un inferno di fuoco

TRE MEZZI PESANTI - L’inferno scoppia verso le due di oggi pomeriggio, sul raccordo di Casalecchio (Bologna), a causa di un incidente che ha visto il coinvolgimento di tre mezzi pesanti. Uno di questi, un'autocisterna che trasporta materiale infiammabile, ha preso fuoco esplodendo (guarda il video qui sotto). Per questo, è stato chiuso prima il tratto compreso tra Bologna Casalecchio e il bivio con l’A14 Bologna-Taranto in entrambe le direzioni; e poi la tangenziale di Bologna, nel tratto compreso tra Bologna Casalecchio e lo svincolo aeroporto, in entrambe le direzioni. Nel sinistro, almeno una la vittima e 55 i feriti (di cui 14 gravi), ma il bilancio è provvisorio. Due persone sono state trasportate ai centri grandi ustionati di Parma e Cesena. Al pronto soccorso anche undici carabinieri e due poliziotti della stradale, che stavano dirigendo il traffico dopo un precedente incidente.

UN’APOCALISSE - Lo scenario è apocalittico: l'esplosione, in corrispondenza di un tratto autostradale sopra la via Emilia, ha determinato il crollo della soletta, in corrispondenza della carreggiata in direzione dell’A14 Bologna-Taranto. Danni anche per la carreggiata dello stesso raccordo in direzione dell'A1 e per il tratto complanare della tangenziale. Tanti gli scoppi avvertiti a più riprese: i mezzi nel parcheggio delle concessionarie che sono esplosi. Si è alzata una colonna di fiamme e fumo nero enorme visibile da tutta la città. L'onda d'urto causata dalla scoppio del tir ha provocato danni nelle abitazioni della zona facendo esplodere i vetri delle finestre e dei negozi. Le case residenti sono state sgomberate. Detriti e schegge di vetro hanno causato feriti. Lo spegnimento delle fiamme è reso difficile dal calore fortissimo che ha reso difficoltoso avvicinarsi. Sono rimasti a lavoro soprattutto le unità cinofile e gli operatori Usar: i soccorritori che si occupano di ricerca e salvataggio in ambienti urbani. L'obiettivo è capire se ci sono altre vittime. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta. Procede agli accertamenti e ai rilievi la polizia stradale di Bologna d'intesa con la procura competente.

PERCORSI ALTERNATIVI - Come spiega il gestore del tratto (Autostrade per l’Italia), gli automobilisti che, da Firenze, sono diretti verso l’A14, dopo l'uscita obbligatoria di Bologna Casalecchio, possono percorrere la viabilità ordinaria e rientrare in tangenziale all'altezza dell'uscita 5 Lame. Per chi dall'A14 è diretto verso Firenze si consiglia di uscire a Bologna Panigale, percorrere la SS9 via Emilia verso Casalecchio, e rientrare in A14 da dove è poi possibile raggiungere la A1.



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Ritratto di DRUIDI PAOLO
7 agosto 2018 - 19:40
4
Allora, facciamo un po' d'ordine grazie alle cose affermate in TV: A - il mezzo che ha tamponato, quello coi solventi, ed il cui autista è morto, aveva 2 anni (quindi quasi nuovo) B - Aveva appena superato il collaudo (quindi era OK) C - l'autista morto era un professionista quarantaduenne che era partito alle 4 di mattina e aveva già scaricato (forse non tutto in quanto in seguito al tamponamento è fuoriuscito del solvente che ha preso fuoco ed è bruciato producendo fumo nero per cinque minuti prima dell'esplosione dell'autobotte di GPL tamponata) D - è morto solo l'autista sopracitato in quanto è rimasto fra i due camion, tutte le auto attorno hanno fatto in tempo a fermarsi o a fuggire avanti mentre l'incendio produceva fumo nero (anche l'autista dell'autobotte di GPL esplosa che, sospinto, ha tamponato una bisarca piena di auto), se l'esplosione non fosse stata preceduta dalla colonna di fumo e gli altri autoveicoli fossero rimasti attorno i morti sarebbero stati almeno 70/80 E - parrà strano ma l'incendio che ha provocato il surriscaldamento dell'autobotte di GPL che, superata una certa pressione, è esplosa producendo una colonna di fuoco verticale, ha così sfogato quasi totalmente in aria la potenza distruttiva della deflagrazione, e in parte sull'impalcato del ponte che ha ceduto. Se non fosse esplosa ma si fosse rotta l'autobotte, il contenuto si sarebbe riversato sul piancito, ed essendo un ponte si sarebbe riversato al disotto investendo tutte le costruzioni sottostanti (il GPL è in forma liquida e vaporizzandosi al contatto con l'atmosfera rimane comunque più pesante dell'aria, per cui sarebbe sceso al "piano di sotto" invadendo il quartiere) bruciandole, sarebbe stata una disgrazia forse più grande di quella di Viareggio: il quartiere Borgo Panigale circonda il punto dell'esplosione, non lo rasenta come a Viareggio. E - Certamente, come si vede dalla sequenza e hanno fatto notare le forze dell'ordine, i mezzi in colonna erano molto vicini (tutti) e non tenevano la distanza di sicurezza, e questo per un autotreno è particolarmente grave, gli spazi di frenata sono molto più lunghi. F - l'autista non ha frenato assolutamente, dovremo aspettare i rilievi della scientifica per sapere cosa è successo, potrebbe anche aver avuto un guasto ai freni o un malore G - certamente percorrere una strettoia a due corsie (che non ti da possibilità di fuga laterale) e con una corsia d'emergenza non a norma in quanto di soli tre metri (il camion non ci s'infila se davanti c'è un altro camion) il rischio diventa certezza. Paul.
Ritratto di Ale94
7 agosto 2018 - 22:38
Colpo di sonno...
Ritratto di Leonal1980
7 agosto 2018 - 23:18
3
Questo cosa guardava FB che ha frenato all'ultimo...
Ritratto di emergency
8 agosto 2018 - 08:19
Calma e rispetto per le vittime poteva essere una strage di vite umane ma fortunatamente ci hanno rimesso solo le " cose" e non le persone. Poi e affermo quando detto su altri post, la tecnologia ci viene incontro con mille soluzioni elettroniche ma io personalmente sarai più propenso di mettere su questi bestioni soprattutto su quelli che trasportano sostanze infiammabili un impianto di estinzione ( come ovviamente troviamo nelle auto da rally ) e penso che un adeguato impianto sarebbe stato un ancora di salvezza sia per la vita dell'autista che per l'intero Borgo. Sono fortemente convinto che sia la soluzione più giusta. Un saluto a tutta la combricola di Al Volante
Ritratto di DRUIDI PAOLO
8 agosto 2018 - 10:11
4
Purtroppo si è incendiato, sulla pavimentazione, il solvente disperso dal camion che ha tamponato l'autobotte, l'impianto d'estinzione avrebbe riempito di schiuma il vano motore, ma niente avrebbe potuto per tutto il liquido sulla pavimentazione. Continuo a dire che occorre aspettare a sentenziare che l'autista era distratto (è comunque una possibilità) e comunque non ha proprio frenato, potrebbe esserglisi rotta la cinghia dei servizi e non aver perciò funzionato il servofreno, caso in cui anche il sistema di frenata autonoma sarebbe andato a farsi benedire. Paul.
Ritratto di emergency
8 agosto 2018 - 11:32
Mi scusi ma devo correggerla se nota bene dall'impatto con relativo incendio e dal fumo nero ( questo vuole dimostrare che il fumo nero è dovuto prevalentemente all'incendio di materiale plastico o comunque polimeri della gomma ) dall' incendio all'esplosione sono passati 2/3 minuti? questo a mio parere essendo la cisterna a prova di collisione, ha dovuto subire una pressione esterna ( fuoco che riscalda le pareti della cisterna ) per far si che avvenisse la tremenda esplosione, se diversamente si fosse rotta la cisterna, dalle immagini si sarebbe visto un incendio molto più violento nel senso fiamme molto più alte e non una nube nera. Non mi dilungo Signor Paolo perché bisognerebbe scrivere un trattato di antincendio e non sapendo i fatti ma solo visionando le immagini, molto pacatamente e rispettoso della vita altrui, ho espresso il mio parere. La saluto cordialmente.
Ritratto di DRUIDI PAOLO
9 agosto 2018 - 16:15
4
Guardi che è quello che ho scritto io (che è poi quello che hanno detto in TV), il fumo nero è il prodotto del solvente disperso dal camion tamponato (il cui autista è riuscito a fuggire a piedi) che si è incendiato subito, questo primo incendio, durato alcuni minuti, ha provocato il riscaldamento dell'autobotte di GPL (che ha tamponato) facendo salire la pressione all'interno della stessa fino a provocarne la rottura con la conseguente esplosione. Come ho scritto più sopra, se la cisterna si fosse rotta subito, il GPL sarebbe fuoriuscito subito, volatilizzandosi e passando da liquido a gassoso, ma essendo più pesante dell'aria sarebbe sceso al "piano di sotto" invadendo e bruciando il quartiere di Borgo Panigale. Ho scritto inoltre che i sistemi di estintori automatici sono concepiti per riempire di schiuma il motore, qui occorreva ricoprire decine di metri di superfice stradale invasa dal solvente fuoriuscito dal mezzo tamponato e quindi non sarebbe stato utile.Paul.
Ritratto di emergency
8 agosto 2018 - 11:38
Per quanto riguarda l'impianto di estinzione, i sensori oltre al motore e parti sensibili ( motore cabina ) si possono mettere anche a regime di sicurezza, sulla cisterna in questione, che permetta quindi di poter raffreddare tempestivamente e eventualmente spegnere l'incendio. ( Visto la mole dei camion si possono mettere delle cisterne di liquido estinguente ( schiuma ) proprio dietro la cabina.
Ritratto di emergency
8 agosto 2018 - 11:39
E sempre meglio vedere della abbondante schiuma sull'asfalto che una rovinosa voragine.
Ritratto di fabiolo_80
8 agosto 2018 - 10:47
Io credo che prima di sparare sentenze bisognerebbe aspettare l'esito delle indagini. Anche se ci credo poco, potrebbe essere stato un malfunzionamento dell'impianto frenante, un blocco dell'acceleratore o ancora tante altre cose. Se le indagini accertassero che si tratti di un problema non causato dal conducente come vi sentireste poi ad averlo accusato così aspramente? Ci vuole equilibrio Poi se sarà accertato che a causare il disastro sia stata una distrazione / colpo di sonno / allora si potrà dargli addosso ( anche se inutilmente perché è morto). Sta di fatto che è una tragedia immane. Se fosse stata una distrazione da cellulare le cose devono cambiare in Italia... Bisogna fare una legge ad hoc per chiunque usi il cellulare alla guida: sospensione della patente per 2 anni minimo e multa di almeno 20.000 euro. Senza possibilità di appello. La gente deve essere sanzionata pesantemente perché rispettare le regole in questo paese è un optional. Solo con misure asprissime si può pensare di risolvere qualcosa. Come i tutor. Al di là della questione brevetti, sono serviti a ridurre la percentuale degli incidenti e dei morti in autostrada. Tanto basta a capire che l'essere umano non può stare senza regole severe. Inoltre gli autotreni / autoarticolati nel weekend non dovrebbero viaggiare. Già dovrebbe essere così la domenica. Stesso discorso Anche per i dispositivi di sicurezza che devono essere inseriti per legge.
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