Infiniti Engineering Academy: da studenti a tecnici di Formula 1

La casa giapponese organizza da 4 anni un concorso per giovani ingegneri, che porta 7 di loro a farsi le ossa anche in F1 con la Renault.

FUTURO ASSICURATO - Il team Renault di Formula 1 ha in serbo una novità aerodinamica per il Gran Premio d'Ungheria (30 luglio), già sperimentata nel Gp di Spagna e in forma diversa anche nei test pre-campionato: è un'appendice per l'ala posteriore che ricorda vagamente la pinna di una balena, studiata per migliorare l'aderenza in particolare sui tracciati più lenti e guidati. Questo accorgimento non è stato pensato da un tecnico esperto capace di interpretare le sfumature del regolamento tecnico, ma da una ragazza cinese di 23 anni vincitrice dell'edizione locale del progetto Infiniti Engineering Academy, una sorta di concorso internazionale per ingegneri e studenti di master che mette in palio un tirocinio di un anno fra il reparto tecnico europeo della Infiniti e il centro tecnico della scuderia Renault F1, entrambi in Inghilterra (la Renault e la Infiniti fanno parte dello stesso gruppo industriale). La competizione europea è terminata giovedì 20 luglio con il successo del 23enne francese Damien Turlay, studente di ingegneria meccanica, premiato dalla giuria a scapito degli altri nove concorrenti.

RICHIESTE IN CRESCITA - Turlay avrà una possibilità unica di far carriera nel mondo delle automobili, non soltanto perché il tirocinio nelle aziende finisce nella maggior parte dei casi con l'assunzione: i tirocinanti vengono messi da subito al lavoro su progetti impegnativi (come dimostra l'esempio della 23enne Xuezi Li) e accumulano in pochi mesi una grande esperienza sulle auto stradali e da competizione. L'Infiniti Engineering Academy è giunta alla quarta edizione e raccoglie un numero sempre maggiore di candidature, se è vero che le domande di partecipazione sono aumentate dalle 1.000 del primo anno alle 12.000 del 2017. In questo periodo posti per i tirocini sono passati da 3 a 7. Il programma è suddiviso in 7 aree geografiche nel mondo, dove sono previste le finali per nominare i 7 vincitori: la manifestazione si svolge nelle regioni Asia-Pacifico, Canada, Cina, Emirati Arabi Uniti, Europa, Messico e Stati Uniti. I 10 finalisti di ciascuna tappa devono risolvere un quesito di logica, un problema matematico, superare un'intervista con i giudici, far correre un modellino (i ragazzi devono lavorare su assetto ed erogazione della potenza) e rispondere alle domande dei giornalisti. In questa prova siamo stati giudici anche noi.

RUOLI AFFINI CON GLI STUDI - Tutte le prove hanno lo stesso valore sul giudizio finale e servono ai giudici per ottenere un quadro completo sui finalisti, dalle loro competenze fino alla bravura nel rispondere a domande non previste davanti a un pubblico: i vincitori diventano infatti veri ambasciatori della Infiniti e della Renault e devono mostrare una certa bravura anche davanti alla stampa o in occasioni pubbliche. Non a caso ci è stato chiesto di porre loro domande fuori dall'ambito tecnico o della Formula 1. Un collega ad esempio ha chiesto al finalista greco un suo giudizio sulla possibile reintroduzione della Dracma, la moneta nazionale usata prima dell'Euro (il ragazzo, per la cronaca, non si è lasciato sorprendere e ha dato una risposta eccellente). Una volta nelle aziende i 7 vincitori sono assegnati a ruoli affini con i rispettivi percorsi di studi. Il vincitore dell'edizione europea nel 2016, l'italiano Riccardo Manfredini, si occupa ad esempio di progetti inerenti l'aerodinamica e il ragazzo vincitore nel 2015, l'inglese Daniel Sanham, ha il compito di trovare nuovi sistemi elettronici per la scuderia di Formula 1. La Renault gli ha proposto un contratto di assunzione nonostante Sanham volesse prima finire gli studi, a conferma del grande valore che le Infiniti e Renault danno al progetto ed ai suoi partecipanti. I 7 vincitori ricevono uno stipendio, un appartamento condiviso, viaggi e un'auto aziendale. 



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