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Italvolt: primi passi per la fabbrica di batterie in Italia

Pubblicato 09 settembre 2021

Italvolt ha sottoscritto un accordo per l’acquisto di un’area di 1 milione di mq nel comune di Scarmagno (TO). L’avvio dei lavori è previsto a metà del 2022.

Italvolt: primi passi per la fabbrica di batterie in Italia

UNA GIGAFACTORY ITALIANA - Italvolt, azienda fondata e guidata da Lars Carlstrom, già fondatore e azionista di Britishvolt, lo scorso febbraio ha dichiarato la volontà di costruire in Italia una Gigafactory (qui la news), ossia un impianto produttivo preposto all’assemblaggio di batterie per le auto elettriche, che a regime dovrebbe avere una capacità produttiva di 45 Gwh. A distanza di qualche mese l’azienda ritorna a far parlare di sé, dichiarando di aver sottoscritto con Prelios Sgr, gestore del Fondo Monteverdi, un accordo vincolante per l’acquisto di un’area di 1 milione di metri quadrati sita nel comune di Scarmagno (TO), dove in precedenza sorgeva la fabbrica Olivetti. 

SORGERÀ SULL’AREA EX OLIVETTI - L’area ex Olivetti di Scarmagno, in Piemonte, la regione più importante per quanto riguarda la produzione industriale dell’auto, è stata scelta per la sua collocazione geografica strategica in termini di logistica (collegamenti stradali e ferroviari favorevoli). Il terreno dove sorgerà l’impianto sarà bonificato e riqualificato dalla stessa Italvolt; 300.000 metri quadrati saranno dedicati alla costruzione del nuovo impianto, di cui 20.000 metri quadrati alla realizzazione di un centro di ricerca e sviluppo. Quello comunicato oggi è un piccolo ma importante tassello in quello che sulla carta è uno dei più importanti progetti in Italia, con un investimento complessivo di 3,4 miliardi di euro. 

DESIGN PININFARINA - All’inizio del 2022 è previsto l’ottenimento dei permessi di costruzione, così da per poter avviare i lavori nella seconda metà dell'anno. L’impianto sarà progettato dalla divisione architettura di Pininfarina, che adotterà un approccio in grado di coniugare al meglio l’ambiente e il contesto sociale.





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Ritratto di BioHazard
10 settembre 2021 - 07:46
Se si concretizza questa davvero sarà la gigafactory italiana e non quella di Scellerantis che sarà piccola e secondaria rispetto a quelle molto più grandi e già in costruzione in Germania e Francia
Ritratto di mariofiore
10 settembre 2021 - 11:30
L'Italvolt annovera tra i suoi potenziali clienti Stellantis. Se viene fatto in Italia e per vendere a tale gruppo. Se no sarebbe stata fatta in Turchia o in Germania se si voleva vendere ad altri costruttori. Prima di dire cose inesatte meglio documentarsi. Ovvio che con i costi piu alti d'Europa, fra tassazione etc se hanno scelto l'Italia è solo per questo. Per fortuna che esiste la Stallantis.
Ritratto di Miti
10 settembre 2021 - 13:55
1
@BioHazard# probabilmente la FCA & co la faranno ad Arese ?! intanto di spazio c'è né ?!
Ritratto di Ennio78
10 settembre 2021 - 09:42
L'articolo omette che Lars Carlstrom ha lasciato "volontariamente" la guida di Britishvolt dopo che e' emersa una sua condanna per frode fiscale in Svezia di anni prima. Per risparmaire tempo avrebbe dovuto aprire subito in Italia, dove sicuramente non avrebbe incontrato gli stessi "pregiudizi". Speriamo solo si tratti di un piano concreto e non solo uno strumento per accaparrarsi investimenti e finanziamenti dal Green Deal europeo per poi chiudere pochi anni dopo.
Ritratto di Pintun
10 settembre 2021 - 09:43
Il solo fatto che PSAntis non abbia pensato di fare la sua vicino a Torino, mostra quanto Fiat conti nel gruppo. È pura utopia, ma un accordo ideale per Fiat sarebbe stato: ok ci uniamo, siamo più forti, quindi riporto tutte le produzioni Fiat Alfa e Lancia in Italia lasciando Serbia Turchia e Polonia e per l'elettrico polo di Scarmagno per le batterie. Poi ci si sveglia e......
Ritratto di Blueyes
10 settembre 2021 - 11:10
1
...poi ti svegli tutto sudato. E dai su, con sta storia di tutte le produzioni riportate in Italia, che palle. Non lo fa nessuno, ma proprio nessuno. Guarda Renault, Peugeot e Citroen dove producono le loro segmento A e B.. ti do un indizio, non è la Francia. Idem Volkswagen. Poi oh, che agli Elkann non freghi niente dell'indotto torinese e dell'Italia in generale l'hanno capito tutti.
Ritratto di Pintun
10 settembre 2021 - 12:07
Infatti ho scritto che è pura utopia e nemmeno avessimo una decina di Trump in giro per il mondo a dare multe e mettere dazi seri, potremmo tornare a Fiat solo in Italia, Rensult solo in Francia e VW solo in Germania.
Ritratto di mariofiore
10 settembre 2021 - 11:32
Perché ritiene Torino tanto importante per la Fca? Il maggior azionista di Stellantis è la Fca e non la Psa.
Ritratto di Pintun
10 settembre 2021 - 12:12
Già con Maglioncino la Fiat ha cominciato a "tradire" Torino, quindi non è importante per nulla. Se fosse stata importante per Fiat prima, FCA poi e Stellantis ora, la sede ed ogni decisione verrebbe presa a Torino.