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Jean-Philippe Imparato: “Anche elettrica l’Alfa Romeo di domani”

Pubblicato 21 aprile 2021

Il capo del brand Alfa Romeo parla del futuro del marchio: dalla Tonale, in vendita a giugno del 2022, agli sviluppi nel campo dell’elettrificazione.

Jean-Philippe Imparato: “Anche elettrica l’Alfa Romeo di domani”

UN MARCHIO GLOBALE - “Quello che mi ha colpito di più, quando sono arrivato all’Alfa Romeo, è la notorietà del marchio”. Nel suo primo incontro (rigorosamente online) con un gruppo di giornalisti, Jean-Philippe Imparato (nella foto qui sopra), 54 anni, ex capo della Peugeot e tra i più stretti collaboratori del numero uno di Stellantis Carlos Tavares, che gli ha affidato il brand italiano dopo la fusione tra FCA e PSA, insiste molto su concetti come passione, popolarità e community. “Il nostro è un marchio globale, conosciuto in tutto il mondo. Con enormi potenzialità. Può veramente diventare il brand premium di punta del gruppo. Ha bisogno di stabilità, di un management che non cambi strategia tutti i giorni”. Imparato ci parla in streaming dalla sede del nuovo quartier generale, in via Plava a Torino. Un luogo iconico, che gli appassionati conoscono perché qui hanno sede il centro stile di quello che una volta era il gruppo Fiat e, oggi, anche le attività italiane di Stellantis. L’headquarter (nelle foto qui sotto) sorge all’interno di un’area riqualificata (le storiche officine 83) dello stabilimento di Mirafiori, ed è stato scelto per permettere al team che gestisce il Biscione di operare a stretto contatto con i designer. Quarantanove manager, quasi tutti italiani, con i quali Imparato sta mettendo a punto i programmi che porteranno l’Alfa nel futuro. 

IN ARRIVO ANCHE UN’ELETTRICA - “Non credo che si debba parlare di rilancio in senso stretto. Dobbiamo ripartire da due prodotti come Giulia e Stelvio, dalle loro straordinarie qualità stradali. E vincere la sfida dell’elettrificazione, altrimenti con il taglio della CO2 del 60 per cento imposto dalla Ue entro il 2030, e le multe milionarie per chi non lo rispetta, sei morto”. I concetti chiave su cui sta lavorando la sua squadra sono tre: elettrificazione, appunto. E poi, piano di prodotto e qualità. La gamma dovrà essere progressivamente elettrificata, attraverso il lancio di versioni ibride ma anche di elettriche pure. “È ancora presto per parlarne, ma ormai si ragiona sullo sviluppo di accumulatori tali da garantire un’autonomia di 700-800 chilometri, e l’Alfa Romeo non potrà non essere della partita. Ovviamente la giocherà a modo suo, con la sua personalità. Quindi, massimo piacere di guida e grandi emozioni”. 

TONALE E BRENNERO - La prima Alfa di questa nuova era, spiega Imparato, è la Tonale (qui sotto la concept svelata nel 2019), la suv media che sarà in produzione a Pomigliano d’Arco da marzo dell’anno prossimo e che già al lancio (nella prima settimana di giugno) verrà proposta anche in una versione ibrida plug-in; quest’ultima “godrà di tutti gli aggiornamenti assicurati dal gruppo Stellantis, fondamentale nel supporto tecnico all’elettrificazione dei diversi brand”. Per quanto riguarda le piattaforme (le ultime indiscrezioni vogliono la Tonale realizzata sulla base della Jeep Compass), il manager francese non si sbilancia. Neanche a proposito del destino del raffinato “pianale Giorgio”, su cui sono costruite Giulia e Stelvio: “Posso solo dire che il gruppo Stellantis avrà tre piattaforme, “small”, “medium” e “large, per servire tutti i modelli di tutti i nostri marchi. È confermato, invece, che dalla fabbrica polacca di Tichy uscirà anche un’auto del Biscione: probabilmente verrà prodotta qui la piccola suv, conosciuta col nome Brennero, di cui già si era parlato nei mesi scorsi (qui la news). La dimensione globale del brand rende poi impensabile il ritiro dal mercato americano, “nel quale è estremamente difficile entrare, ma dove, una volta che ci sei e con un nome di questo calibro, devi giocartela”. L’altra area strategica è quella cinese, dove l’Alfa Romeo è conosciuta e apprezzata. “In Asia il nostro potenziale è enorme, ma prima dobbiamo essere solidi in Europa e Oltreatlantico”.

IL PESO DEL DESIGN - Naturalmente, le Alfa Romeo dovranno essere all’altezza della migliore tradizione (“Il piano prodotto prevede lo sviluppo di versioni Quadrifoglio, e la nostra sfida sarà anche quella di proporle in chiave elettrificata”) e fare leva sulla passione. Che non è solo performance estrema, riservata per l’appunto alle Quadrifoglio, ma la soddisfazione di guidare auto emozionanti con una spesa accettabile. “E lo dice uno che ha cominciato con una Giulia 1300, mentre mio papà aveva un’Alfetta e mia moglie un’Alfasud”. In questo, grande attenzione verrà riservata al design, esterno e interno, perché in un’auto del Biscione ci si deve sentire a casa. L’indiscrezione, non commentata da Jean-Philippe Imparato, dell’ingaggio di una star come Alejandro Mesonero "strappato" al gruppo Renault di Luca De Meo (vedi qui la news) sembrerebbe rafforzare questo orientamento. Strategico, secondo il capo del brand, sarà pure il coinvolgimento sempre più stretto di una community di appassionati che, con i suoi 350 club, ha pochi eguali a livello internazionale, e va valorizzata. Ma, prima ancora, l’Alfa Romeo “dovrà fare profitti. Non comunico i target di vendita che ci consentiranno di centrare questo obiettivo. Dico che nel mix le vetture destinate alle flotte non supereranno il 45 per cento. Ma, soprattutto, che dovremo lavorare seriamente sulla qualità e sulla tenuta del valore residuo delle nostre auto, puntando ai livelli dei costruttori tedeschi”. 





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Ritratto di Claus90
21 aprile 2021 - 22:28
Assurdo che il pianale Giorgio con quelle qualità sia messo da parte, spero che ci siano nuovi progetti su quella piattaforma, altrimenti si può affermare che si è visto uno schizzo di vere alfa tra 4C Giulia e Stelvio con le versioni quadrifoglio e poi la chiusura ed affossamento definitivo di un Brand. Nei prossimi anni se i fatti sono questi che descrive Imparato conviene comprare usato di Giulia e Stelvio.
Ritratto di Valex14
22 aprile 2021 - 01:16
1
Tipico di FCA! Ennesima delusione.
Ritratto di Sepp0
22 aprile 2021 - 10:22
Non è assurdo se in 6 anni ci hai costruito sopra 3 modelli che complessivamente hanno venduto in 5 anni quanto vende la Panda in un anno se non di meno. Secondo me paradossalmente ci sono più possibilità che Lancia diventi l'anti Audi che Alfa diventi l'anti BMW, la trazione anteriore fa tutta la differenza del mondo a livello di costi, basta vedere VW con Audi.
Ritratto di Oxygenerator
22 aprile 2021 - 00:05
Il festival dell’ovvietà.
Ritratto di Oxygenerator
22 aprile 2021 - 00:30
Comunque Stellantis parla sempre di alfa romeo. Di Lancia non dicono mai nulla. Zero.
Ritratto di Check_mate
22 aprile 2021 - 08:17
Perché ormai più che un marchio è un'auto, farebbero prima ad accorparla a qualche altro. Tipo "Fiat Lancia" come sub brand. Perché così non ha molto senso. Avere un marchio, con un'auto che vende in una sola nazione. Di cosa dovrebbero parlare, d'altronde.
Ritratto di mondoka
22 aprile 2021 - 09:13
Ma anche che ne parlano. L'ultimo modello ex novo risale al 2016 e si muovono ancora con una flemma.
Ritratto di Sepp0
22 aprile 2021 - 10:39
Perchè Alfa ha avuto una vaga parvenza di progetto di rilancio globale già pre-Stellantis con modelli nuovi nei segmenti giusti, Lancia sono 15 anni che ha a listino un'unica auto venduta in un solo mercato (nemmeno il più redditizio).
Ritratto di Meandro78
22 aprile 2021 - 07:13
Ovvia ammissione di prossima traslazione di tutte le nuove produzioni su piattaforma Peugeot.
Ritratto di rebullo
22 aprile 2021 - 08:02
1
La Brennero prodotta in Polonia... forse allora uscirà prima della Tonale... menomale che dovevano aumentare il lavoro e la produzione in Italia... giustamente gli conviene, così fanno un po di rodaggio per portarle in Italia, tanto le compreranno solo i fiattari credendo di comprare italiano....
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