Qualche ritocco per la Jeep Grand Cherokee

Aggiornamento estetico per l'ammiraglia Jeep, che introduce anche un nuovo cambio con otto marce.

NOVITA' E TRADIZIONE - Sempre difficile ristilizzare certi modelli. E, soprattutto certi marchi. La Jeep è un'icona, amata da tradizionalisti che non si entusiasmano troppo per le innovazioni. Se aggiungiamo che l'ultima serie della Grand Cherokee (nota con sigla interna "WK2", in vendita dal 2011) è stata unanimemente apprezzata per il salto di qualità, dalla tecnica all'estetica, rispetto alla precedente (la mai del tutto digerita "WK"), si comprende lo scarso entusiasmo mostrato dai primissimi commenti a Detroit. Però, è utile precisare che i ritocchi stilistici (limitati e non tutti così "sconvolgenti"), sono stati pensati non tanto per rinfrescare l'immagine - non ce n'era davvero bisogno - quanto per accompagnare il lancio del nuovo motore diesel che, già abbondantemente diffuso da noi, inizia ora la sua avventura americana, e non solo. 

IL NUOVO STILE - L'aspetto robusto, solido, aggressivo ed elegante della Jeep Grand Cherokee, con doti spiccate di personalità e autenticità, è salvo; come le qualità fuoristradistiche e stradali. Tranquillizzati i più osservanti sostenitori del marchio, la rinfrescatina per il “model year” 2013 si concentra sul frontale: illuminazione bi-xeno con luci led da giorno (e luci dinamiche per l'allestimento Summit), il tutto assottigliato anche se - e il tocco non è elegante - maschera con una piccola (finta) griglia nera a nido d'ape la zona non più occupata dai fari. Spostate le luci da nebbia, e diversa la calandra che, da tutta cromata (secondo le versioni) passa a ricordare quella della più spinta SRT, con colore di fondo della carrozzeria tra le feritoie con (vera) rete nera a nido d'ape all'interno. Il risultato è maggior aggressività ma anche una più vicina parentela con il muso della Compass. Alla base del frontale un fregio cromato ne acuisce l'immagine "piazzata", riducendo un po' il fascino fuoristradistico. Pressoché intatta la fiancata, mentre al posteriore i gruppi ottici sono ridisegnati: incorporano un maggior numero di led e richiamano un disegno Audi nella parte superiore, lasciando il bianco più in basso con divisione netta. Sparisce infatti anche la fascia cromata tra le luci, con effetto non troppo personale: il carattere appare più stemperato. 
 
 
DOTAZIONI E MATERIALI - Ritocchi interni, con elementi che ne affinano lo stile, lasciando inalterata la struttura, dal volante a tre razze alla grande plancia centrale. Ora il sistema Uconnect ha uno schermo da 8,4 pollici e ci sono nuove levette al volante per il comando del cambio. Introdotto il controllo di velocità autoadattante con avviso di collisione frontale, e l'assistenza al parcheggio anteriore. Molto diversi i livelli di allestimento della Jeep Grand Cherokee secondo le versioni: la proposta al massimo è per Summit (non è certo sia un nome utilizzato anche in Europa, al momento) con pelle di miglior qualità e in diversi colori, con elementi color rame abbinati alle finiture nere o marroni degli interni. Forse da vedere per essere certi del risultato. 
 
 
ARRIVA IL DIESEL IN AMERICA - Un successo per l'italiana VM Motori, che prosegue la collaborazione con la Jeep: dopo il 2.8 a quattro cilindri da 200 CV per la Wrangler, il diesel 3.0 V6 da 240 CV già diffuso in Europa, arriva finalmente anche negli Stati Uniti e in Canada. Ma il vero salto di qualità, atteso anche nel nostro continente, è il cambio automatico: per tutte le versioni della Jeep Grand Cherokee (compresi i benzina 3.6 V6 Pentastar e il 5.7 V8) ha ora otto rapporti, con benefici in termini di consumi (almeno il 5% secondo la casa) e scorrevolezza. Dotato di funzione Eco Mode, sul V8 disattiva anche quattro cilindri quando non necessari. Sempre presenti le tre diverse trasmissioni integrali, con inserimento di un nuovo rapporto di 44:1 per le arrampicate più spinte. E la configurazione del Selec-Terrain per l'adattamento al tipo di terreno di ogni sistema di bordo, permette più scelte al guidatore, con controlli di trazione in salita e frenata in discesa automatici. 
 
 
LA PIU' CATTIVA  - Qualche ritocco mirato anche per la recentissima versione SRT della Jeep Grand Cherokee(uscita nel 2012) che ha una nuova calandra , luci Led ancor più aggressive, nuovo spoiler posteriore e cerchi a cinque razze invece dei precedenti a dieci. Interventi meccanici con il cambio automatico a otto rapporti (ben più veloce) con blocco della scalata, parte della revisione del sistema di controllo Selec-Track con maggior coppia al posteriore sistema con modalità Track (circuito), per apprezzare le prestazioni del motore V8 da 6,4 litri con 470 CV, con accelerazione ancor più bruciante. Modello che in Italia, a parte i piloti della Ferrari e Lapo Elkann, non è particolarmente diffuso. La nuova versione 2013 della Grand Cherokee dovrebbe essere disponibile per la fine dell'anno, con versioni, allestimenti e prezzi da definire.

 



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