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L'allarme della Toyota: “se non cambiamo, i marchi giapponesi non sopravvivranno”

Pubblicato 16 luglio 2026

La proposta è di rivoluzionare l’industria, standardizzando le parti meno strategiche.

L'allarme della Toyota: “se non cambiamo, i marchi giapponesi non sopravvivranno”

COMPETITIVI PER SOPRAVVIVERE

Non solo l’industria automobilistica europea sta affrontando un periodo di difficoltà, anche quella giapponese sta attraversando quella che i suoi dirigenti definiscono una “tempesta che capita una volta in un secolo”. Per affrontarla Koji Sato (foto qui sopra), chief industry officer della Toyota e presidente della Japan Automobile Manufacturers Association (l’associazione che riunisce i costruttori del Paese), propone un cambio di paradigma: meno competizione sui componenti comuni e maggiore collaborazione tra le principali case automobilistiche del Paese.

Come riporta Automotive news, l’obiettivo è migliorare la competitività internazionale delle sette principali case del Sol Levante (Toyota, Nissan, Honda, Mazda, Subaru, Mitsubishi e Suzuki), messi sotto pressione dagli enormi investimenti richiesti dall’elettrificazione, dal software e dalle tecnologie per la guida assistita, oltre che dall’avanzata dei nuovi concorrenti sui mercati mondiali. “Se le cose non cambiano, non sopravviveremo”, ha detto Sato ai produttori. 

COMPONENTI COMUNI

La proposta di Sato punta a standardizzare numerosi componenti e materiali di uso comune, tra cui i cablaggi elettrici, gli acciai e le materie plastiche: ridurre il numero delle specifiche richieste dai singoli costruttori consentirebbe ai fornitori di semplificare i processi produttivi e aumentare sensibilmente l’efficienza.

Il caso più emblematico riguarda i cablaggi elettrici. Oggi i fornitori producono circa 70.000 varianti differenti per soddisfare le richieste delle varie case automobilistiche: una situazione che rende difficile automatizzare la produzione e che comporta costi elevati. Secondo Sato, la standardizzazione delle architetture di base potrebbe aumentare la produttività di oltre dieci volte.

suzuki fabbrica giappone 01

Per il top manager della Toyota, i clienti non chiedono più infinite possibilità di personalizzazione degli interni, ma le aspettative si concentrano piuttosto su software più evoluti, sistemi avanzati di assistenza alla guida, batterie capaci di ricaricarsi più rapidamente e un’offerta diversificata di motori. Liberare risorse economiche e ingegneristiche grazie alla standardizzazione permetterebbe quindi ai costruttori di investire maggiormente nelle tecnologie che contribuiscono a definire il valore dei loro prodotti. La collaborazione riguarderebbe gli elementi invisibili agli occhi del cliente, lasciando invece piena libertà di competere negli ambiti più innovativi.

IMPARARE DALLA CINA

Sebbene Koji Sato respinga l’idea che la volontà di cambiamento sia stata provocata direttamente dall’ascesa dei costruttori cinesi, ammette però che le aziende giapponesi devono imparare dalla velocità con cui in Cina si sviluppano nuove tecnologie e i propri prodotti vengono portati sul mercato. La crescente presenza dei marchi cinesi in Europa e la loro espansione in mercati importanti come il Sud-Est asiatico e l’Australia rappresentano infatti una sfida che il Giappone non può ignorare.

Da qui la convinzione che soltanto aumentando l’efficienza dell’intero ecosistema industriale sarà possibile continuare a investire nell’innovazione. Il piano di Sato e della JAMA non si ferma infatti alla sola condivisione dei componenti. Tra gli altri obiettivi figurano il miglioramento della logistica, la semplificazione del sistema fiscale giapponese per l’automobile, lo sviluppo delle infrastrutture dedicate alla guida autonoma, l’accesso alle materie prime strategiche, la creazione di un’economia circolare per il riciclo e il rafforzamento delle politiche di reclutamento dei talenti. 



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Ritratto di AZ
16 luglio 2026 - 12:56
Giusto e alle considerazioni espresse si potrebbe consigliare ad alcuni marchi non cinesi di comprare marchi cinesi. Ce ne sono tanti in crisi o indebitati che potrebbero essere appetibili (Lucid, ad esempio).
Ritratto di Edo-R
16 luglio 2026 - 22:50
Lucid è USA
Ritratto di RaptorF22Stradalee
17 luglio 2026 - 07:21
Sti Choina hanno distrutto tutti i mercati
Ritratto di Alvolantino
16 luglio 2026 - 13:08
Siiiiii viva le cinesi elettriche ⚡ l'avevo detto che avrebbero fatto fallire tutti gli altri ahahahah
Ritratto di Vinbroken
16 luglio 2026 - 13:26
Differenze tra eu e giappone: il Giapponese chiede a se stesso di trovare una soluzione tecnica per sopravvivere; L'europeo chiede di fermare gli altri marchi e ovviamente soldi
Ritratto di Ultimojedi
16 luglio 2026 - 13:39
+1
Ritratto di Al Volant
16 luglio 2026 - 13:44
-1 le proposte sono fesserie irrealizzabili che comporterebbero il fallimento di centinaia di aziende di componentistica. Quello che ho riportato io, messo tra le righe, è l'unica cosa degna di nota che hanno detto :" La semplificazione fiscale". Che significa che NON VOGLIONO PAGARE TASSE, OVVERO SOLDI! Che differenza c'è? Nessuna. Smettetela di osannare sti giapponesi che oltre che brutti fuori, non sono per niente belli dentro.
Ritratto di Vinbroken
16 luglio 2026 - 15:13
Non volevo lodare i giapponesi, ma casomai criticare i nostri che l'unica cosa che fanno è andare a piangere alla porta dell europa; su questo siamo stati maestri e precursori noi italiani con la fiat.
Ritratto di forfElt
16 luglio 2026 - 18:54
E vabbè, se verranno aiutati qualcuno altrove gli metterà i dazi per dumping, così pure gli europei impareranno a camminare sulle loro gambe come fanno gli altri costruttori nel resto del mond.... ehm...
Ritratto di Andre_a2
16 luglio 2026 - 15:54
Però stanno parlando di mercati stranieri, e lì non possono certo fermare gli altri marchi per legge. In Giappone non credo proprio che abbiano problemi, visto che oltre il 90% delle auto lì acquistate in patria è Made in Japan.
Ritratto di salsga
17 luglio 2026 - 08:06
Infatti, penso però che Toyota e gli altri se ne facciano ben poco del mercato giapponese, come del resto i nostri marchi europei, la crisi dei marchi tradizionali europei e giapponesi non dipende dal mercato interno ma da quello globale, dove i cinesi stanno conquistando tutto
Ritratto di Polselli
17 luglio 2026 - 13:20
i giapponesi sono 123 milioni, Il gruppo Toyota vende ogni anno (compresa Lexus, Hino e Daihatsu) 10 milioni di veicoli. Va da se che la sua sopravvivenza sia esclusivamente legata ai mercati esteri sui quali il Giappone non può applicare nessuna politica agevolatoria per i marchi interni.
Ritratto di Danza
16 luglio 2026 - 16:35
Come negli anni 80, per arginare i jap alcuni Paesi europei (non la Germania) introdussuro misure protezionistiche e variaiuti di Stato. Sappiamo com'è finita.
Ritratto di 02-0xygenerator
17 luglio 2026 - 11:47
Esatto
Ritratto di Mauro1971
17 luglio 2026 - 16:09
1
E finita benissimo Toyota e Nissan hanno aperto o rilevato aziende e dato lavoro a milioni di inglesi francesi e turchi...idem i coreani...senza ripetere errore degli americani di Detroit..Nissan era anche a Barcellona..
Ritratto di Danza
17 luglio 2026 - 16:21
Sappiamo com'è finita per francesi ed italiani.
Ritratto di Andre_a2
20 luglio 2026 - 01:33
Non so, se i lavoratori inglesi ci abbiano guadagnato ad avere alcune fabbriche giapponesi, ma tutta la British Leyland fallita...
Ritratto di Mauro1971
20 luglio 2026 - 12:41
1
Assolutamente si..sunderland e rinata con Nissan e via dicendo..governo Thatcher..idem Valenciennes toyota
Ritratto di Rijinmaru
16 luglio 2026 - 18:03
c'e anche da dire che il jappone non ha distrutto l'industria automobilistica nazione come ha fatto l'europa, inutile dire che Elkan e co li vedrei benissimo a pendolare da una forca ma comunque c'e una discreta differenza
Ritratto di 02-0xygenerator
17 luglio 2026 - 11:46
+10000000
Ritratto di Al Volant
16 luglio 2026 - 13:31
"La semplificazione del sistema fiscale". Questo lo decide la politica, non una azienda privata. Ormai allo sbando completo. Questi sono segnali evidenti. I cinesi sono più bravi di tutti, ma era ovvio visto che sono i nuovi che stanno scardinando un sistema fatto di cartello, clientelismo, tangenti, corruzione, suini azionisti.
Ritratto di BobTheBear
16 luglio 2026 - 14:03
Semplificazione, non significa ridurre la pressione fiscale. Semplicemente possono essere accorpate delle voci semplificando i calcoli, ma la pressione rimarrebbe invariata.
Ritratto di Al Volant
16 luglio 2026 - 14:06
Ah ah ah !
Ritratto di 02-0xygenerator
17 luglio 2026 - 11:48
Concordo
Ritratto di Ultimojedi
16 luglio 2026 - 13:41
Ricordo quando negli anni 80-90 ogni computer era diverso. Adesso sono tutte componenti standardizzate, basate su un'architettura che non era affatto la migliore ma era la più aperta. Idem per il software. Era ovvio che l' auto non avrebbe seguito una traiettoria diversa.
Ritratto di Quello la
16 luglio 2026 - 14:25
In generale, quando si parla di standardizzazione, di semplificazione, di efficientamento (parola orribile), in pratica si parla di riduzione dei costi. Quello che non si dice è che quello che è costo per un'azienda, è ricavo per un'altra (ça va sans dire). Cioè, non solo (o non sempre) si tratta di licenziamenti di personale, ma anche di impoverimento di tutto l'indotto e di numerose società che gravitano attorno all'auto. Quando si passa dalla teoria alla pratica, c'è sempre qualcuno che rimane con il cerino in mano. Banalità, lo so, ma io preferirei che ogni azionista di una grossa società prendesse un dollaro in meno, ma questo di rado accade, e solo come extrema ratio.
Ritratto di Ultimojedi
16 luglio 2026 - 21:48
Se ottieni lo stesso risultato con meno costi, vuol dire semplicemente che qualcuno scavava buche e poi le ricopriva. Questo non è lavoro, è buttare risorse al ce$$o. Hai presente Alitalia, ILVA, ecc?
Ritratto di Quello la
17 luglio 2026 - 08:48
Sono convinto, caro Ultimo, che molti lavori non dovrebbero esistere, vengono creati per creare… lavoro. Penso ai certificatori, ai notai, e molti altri nel campo dei servizi. Anche il mio, paradossalmente, non dovrebbe esistere.
Ritratto di Ultimojedi
17 luglio 2026 - 09:01
È esattamente il motivo per cui siamo un paese a bassa produttività. Pure da me, se si semplificasse la burocrazia le stesse persone con la stessa fatica otterrebbero risultati molto migliori. Il lavoro si crea con le opportunità reali, la burocrazia inutile è equivalente a scavare buche e riempirle: fa girare sempre gli stessi soldi, non ne crea certo di nuovi. E poi un giorno il giocattolo si rompe.
Ritratto di Trattoretto
16 luglio 2026 - 15:20
Sembra si siano estinti i multi account che ripetevano a pappagallo “le elettriche non le vuole nessuno “
Ritratto di lucio204
16 luglio 2026 - 16:26
Ma è palese che le elettriche non le vuole nessuno, altrimenti non farebbero tutti i piangina e le grattate... come al solito gli elettrocazz@ri non capiscono nulla...
Ritratto di salsga
17 luglio 2026 - 08:11
Hahaha, come raccontarsi una storia palesemente falsa e auto convincersi che sia vera... Siete spassosissimi...
Ritratto di forfElt
16 luglio 2026 - 18:45
Esatto: qua oramai stiamo fissi oltre il 10%, persino in Italia
Ritratto di Quello la
17 luglio 2026 - 08:50
Io non sono uno di quelli, caro Trattoretto, ma ti chiedo: se le elettriche dovessero arrivare al 20%… giriamo la percentuale: l’80% non sarebbe elettrica. Che poi, a te, che ti frega?
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 08:57
Sì ma partiti da non le vuole "nessuno" => anche piazzata un'auto ad idrogeno, una sola che sia una in tutti i recenti anni = smentisce di fatto che l'auto ad idrogeno non la voleva/volesse "nessuno". A livello di definizione/terminologia ci sta
Ritratto di Quello la
17 luglio 2026 - 09:11
:-))) vabbè, se rende felice te, caro forfEit (o il carissimo Trattoretto) Io sono più felice ancora.
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 10:10
Era per dire, appunto, che è come te la costruisci la cosa: dove c'è (o meglio dove si crea) gusto non c'è perdenza. E sso fatto del "avevano detto che NESSUNO..." ne è un caso emblematico (e diffuso) ;/
Ritratto di Alexspc79
16 luglio 2026 - 15:28
14
Toyota ko, Suzuki kinto
Ritratto di Gordo88
16 luglio 2026 - 16:28
2
Non tutti i mali vengono per nuocere, e se prima avevano in mano il mercato globale assieme a VW ora tutto sta cambiando.. toyota va ancora a gonfie vele ma fanno bene i jappo a semplificare
Ritratto di ilariovs
16 luglio 2026 - 17:08
Sono arrivati i numeri cinesi ahahahahah quando prendi certe batoste nei denti ai voglia a usare dentifricio lenitivo. Strano avevo capito che con le ibride il mondo era nelle tue mani, grazie ai tre minuti ed ai 1000 Km con un pieno. Qualcosa deve essere andato storto, guardando Mirai credo più di una cosa. Avanti così, forza GR ad idrogeno.
Ritratto di forfElt
16 luglio 2026 - 18:48
Da quando hanno visto che mese dopo mese persino in Italia si va oramai in doppia % percentuale, era normale che ci ripensassero e ora proporranno soprattutto elettriche pure loro
Ritratto di ilariovs
16 luglio 2026 - 21:36
Possono sempre proporre Mirai, con quelle si che stanno mettendo in ginocchio i costruttori cinesi
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 05:43
Ma vedi che era (l'idrogeno) esattamente il manifesto/bandierina tecnologico da sventolare e di cui pregiarsi nello scegliere al tempo di quale tipo e marchio comprare l'auto, prima che prendesse piede (a sostituirlo) l'elettrico. Sai quanti al tempo convinti del Toyota / Lexus full hybrid senza se e senza ma, che hey ste Jappo (anche per il progetto come appunto la Mirai) sì che guardano al futuro (e te haivoglia a fargli notare, sì vabbè ma l'effetto scooter, però dai...). Non pensi che ora un sacco di quelli te li ritrovi pari-pari sposatisi sul neo versante/manifesto a pregiarsi della loro bev (o a desiderarla ardentemente per il futuro imminente) e cacciarti perle di esempi tipo "eh ma prova a collegare un tubo dalla marmitta all'abitacolo e vedrai"...? :))))
Ritratto di ilariovs
17 luglio 2026 - 07:21
So che Toyota nel 1H 26 fa -15% in Cina con mesi da oltre -30%... già così il problema è grosso perché Toyota faceva quasi 2mln di pezzi in Cina (il passato è d'obbligo credo). Ma il secondo e ben più importante campanello d'allarme è il sud est asiatico feudo decennale dei costruttori giapponesi, tolta l'India che ha dazi importanti si chi viene da fuori, in tanti altri posti i cinesi volano letteralmente. La progressione è veramente impressionante.
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 07:35
In Cina venderanno dopo tanti anni di dominio estero, dicevo venderanno finalmente I cinesi. alla fine pure in Italia cinesi di qua Tedeschi di là giapponesi sia sopra che sotto ma l'auto più venduta in assoluto rimane sempre la pandina che in teoria manco dovrebbe più esistere. Quindi sso fatto di pregio che in Cina si venderebbero finalmente tante auto cinesi e gli altri che non sono cinesi invece sempre meno è soltanto un refuso di quanto furono dominati negli anni addietro
Ritratto di ilariovs
17 luglio 2026 - 07:44
Chi lo ha detto in Cina? TU forse dovresti controllare i dati di export cinese. Se sono stabili hai ragione se hanno fatto +70% sul 2025 allora hai torto. Dimenticavo se le NEV hanno fatto +110% diventando la metà dell'export cinese vuoldire che non solo stanno mangiando in testa a tutti, comprese le giapponesi (infatti sono qua lagnarsi che spariranno se non comprano gli stessi cablaggi) ma che il caro carburante ha spinto verso l'elettrificazione in tutto il mondo. E tanti saluti ad Akio quello che aveva capito tutto.
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 07:53
Non lo stavi a dire esattamente tu pocanzi che hanno fatto -15%, quelli di Toyota(?), e con mesi da oltre -30%(?)...
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 07:56
Sul fatto chi avesse capito cosa, già è stato sottolineato: c'è chiaramente scritto """La standardizzazione delle parti meno strategiche, il miglioramento della logistica, la semplificazione del sistema fiscale per l’automobile, lo sviluppo delle infrastrutture dedicate alla guida autonoma, l’accesso alle materie prime strategiche, la creazione di un’economia circolare per il riciclo e il rafforzamento delle politiche di reclutamento dei talenti""" MA è MAGICAMENTE diventato = Nuooo abbiamo sballiato, dovevamo fare le elettrike!*
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 07:58
Oltretutto in uno scenario in cui intanto Toyota rimane il primo costruttore al mondo, e soprattutto tale "che non deve tagliare 100.000 posti in unabbotta", a differenza di chi aveva invece bello che annunciato giusto qualche anno fa "dal 2026 nuovi modelli solo elettrici per tale nostro brand". Essì... :))))
Ritratto di ilariovs
17 luglio 2026 - 08:21
Non ho compreso com 4 cavetti possano fare sparire IL PRIMO COSTRUTTORE DI AUTO DEL MONDO. Non sarà certo quello a farli sparire lei e Company. Toyota lancia un appello a focalizzare il problema ossia la competiviità sui cinesi. Spoiler non la raggiunta no certo con 4 cavetti ci vorrà ben altro. La colpa di questo ritardo è di chi doveva spingere sulle batterie invece ha vivacchiato sui cilindri con batterie NiMH di 20 anni fa e sperperato tempo e risorse sull'inutile idrogeno
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 08:53
Non ho capito ssa metafora dei 4 cavetti. Forse intendi dallo spinterogeno alle candele, su un 4 cilindri? --- Su una mia fu auto in effetti ogni tot (nell'ordine del quinquennio) andavano cambiati (presumo anche un fatto di alti voltaggi in gioco)
Ritratto di ilariovs
17 luglio 2026 - 13:23
I 4 cavetti sono il dito. Ma la luna è la concorrenza cinese che mette a rischio i produttori giapponesi. Non saranno certo 4 cavetti ne a salvarli ne a rovinarli. Fino a mo andavano benissimo i cablaggi, giusto nel 2026 non vanno più bene mo che i cinesi stanno prendendo il mercato interno ed iniziato ad esportare pesantemente all'estero. Guarda le combinazioni, cavetti che per decenni vanno benissimo e giusto quest'anno con le NEV al 60% in casa e al 50% in export non vanno più bene. Quando si dice le combinazioni
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 13:39
Capito niente. Io avevo inteso che cavetti ce ne stanno tanti sulle bev in primis; e l'elettrico, si sa, è in ascesa dappertutto (vedasi Norvegia e Danimarca in primis). Ora invece di colpo i cavetti non conterebbero nulla e non gli cambierebbero niente... Boh
Ritratto di ilariovs
17 luglio 2026 - 16:44
Non devi chiederlo a devi chiederlo ad Akio come mai sono diventati così importanti tanto che difficilmente replicherà le vendite del 2025 Toyota, ma anche Honda, Nissan, ecc ecc non è che a loro va meglio
Ritratto di ilariovs
17 luglio 2026 - 08:03
Quello è il mercato cinese. Ma il punto non è il mercato cinese il punto è l'export quelli de "basta andarsene dalla Cina" forse, ma dico forse non hanno calcolato che i cinesi non sono obbligati a vendere solo in Cina. Se la loro tecnologia è competiva possono vendere anche fuori. Infatti è quello che stanno facendo a spese di tutti gli altri. Se andiamo a guardare oggi il 50% (per dire la verità oggi qualcosa in più del 50%) è NEV. Mi pare chiara l'indicazione che da il mercato globale (non cinese) bene i prodotti cinesi e molto bene le NEV
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 08:15
E va bene così (visto lato user), anzi per fortuna arrivano i Cinesi... Cioè figurati quanto mai avrei potuto personalmente endorsementare le Yaris da 25k (ne chiedevano già 18-19k come street price per la 1.0cc quando la avevano a listino, e sembrava ti stessero pure a fare un prezzo di favore), e così pure le Y.Cross da 30k. Ma sono 2 cose diverse ss'ultima considerazione rispetto alla/e precedente/i
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 13:43
Poi se volevi dire che prima i giapponesi piazzavano a proprio brand mln e mln e mln e mln di auto in Cina epperò facendogliele fare ai locali; e mo' invece quei locali hanno semplicemente deciso di attaccargli il loro proprio brand (che tanto, oltretutto, un 1.5cc non lo si nega a nessuno come tecnologia da tenersi in casa disponibile da quelle parti) => allora c''hai ragione, e anzi ti faccio i complimenti per la lucidissima analisi realistica della cosa (almeno uno che l'abbia capito dove sta il punto, tanto facile da acchiappare fra l'altro)
Ritratto di CR1
17 luglio 2026 - 06:52
Il problema è che lo stanno già facendo già propongono auto elettriche e forse il problema lo hanno costruito loro con l'efficiente ibrido che altro non è una preparazione all' abitudine elettrica
Ritratto di ilariovs
17 luglio 2026 - 07:28
In realtà l'intuizione era giusta. Visto che il termico è fermo come innovazione e progressi, affianco un'unità elettrica per fare una parte del lavoro ed alzare di parecchio il rendimento medio. Fin qua era tutto giusto. Ma sono come quegli studenti dotati ma che non si applicano, l'idea era giusta ma andava sviluppata fino in fondo. Se ho una parte che ha il 90/95% di rendimento ed una che ha il 30/40% di rendimento io trasferisco sempre più lavoro sulla parte 90% in modo da avere prestazioni e consumi a gratis. Invece si sono fissati ad aumentare lo 0, sui cilindri. Tu mi dirai "non c'erano le batterie per farlo" certo, vero 30 anni fa non c'erano, oggi le hanno scoperte i cinesi. Mo saranno loro a pappaesi una fetta enorme della torta.
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 08:21
-- Se ho una parte che ha il 90/95% di rendimento ed una che ha il 30/40%-- Ancora con ssa cosa, in pieno 2026? Ma poi nella sezione commenti di un sito di auto. Io boh.... :))))))))
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 08:22
Avessi almeno detto tipo "per una tecnologia in cui la metà del prezzo del pieno se ne va in accise (+ relativa extra iva) VS un'altra invece no..." :)
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 08:30
E nonostante ciò (le suddette accise) = poi a prezzo da rifornimento autostradale una elettrica avrebbe un costo kmetrico persino maggiore che un diesel... Alla fine, quindi, in base a quale magia una tecnologia che ha un rendimento 1/3 di un'altra e che si carica pure un extra costo +100% al momento del pieno che l'altra invece non ha => poi si ritrova in situazioni tali che riesce ad essere meno costosa kmetricamente dell'altra che invece la dovrebbe sempre e comunque (economicamente) dominare? MISTERO IRRISOLTO (oltretutto in una sez.commenti di persone """appassionate/esperte di auto""")... :)))))))
Ritratto di ilariovs
18 luglio 2026 - 07:55
Il mistero PER TE è irrisolto, per diecine di mln di clienti invece il mistero è risolto. Infatti Toyota è qua che si lamenta dei cavetti, dopo aver visto i numeri cinesi. Ma ormai è tardi per risolverlo anche per lei. Lo scoprirai solo perdendo quote come gli altri che hanno perso tempo dietro ai cavetti, invece di fare batterie.
Ritratto di CR1
18 luglio 2026 - 07:11
più o meno, Le batterie al litio sono state inventate da M. Stanley Whittingham, John B. Goodenough e Akira Yoshino. Whittingham ha iniziato le ricerche negli anni '70, Goodenough ha perfezionato la tecnologia nel '91, mentre Yoshino ha creato la prima batteria pronta per il commercio. Questi scienziati sono stati riconosciuti con il Premio Nobel per la Chimica nel 2019 per il loro lavoro nel sviluppo delle batterie agli ioni di litio, che hanno rivoluzionato l'energia ricaricabile. La Casa della Batteria Poi gli americani di tesla seguiti dai cinesi ultimi arrivati gli europei e gli scetticissimi giapponesi ....... +3
Ritratto di ilariovs
18 luglio 2026 - 08:01
Il punto NON è scoprire una tecnologia. Il Nobel viene dato spesso e volentieri decenni dopo una scoperta perché le ricadute reali della scoperta le scopri solo decenni dopo. Il punto focale era rendere questa tecnologia fruibile ad ogni livello con costi simili alle altre tecnologie. Questo è stato il vero straordinario lavoro dei cinesi. Le loro LFP viaggiano sui 70€ a KWh di pacco FINITO non a cella. È pazzesco. Tecnologia 800V carica a 5C comoda anche 6... fino a 10C. SPACENTOSO. Il tutto a 70€ a KWh finito. Oggi hanno già iniziato la produzione di massa delle Sodio che saranno ancora più economiche anche se con densità delle prime LFP. Immagina una PHEV con 15KWh di NaIOn al prezzo di una mild ibrid europea con la metà dei CV ed il cambio manuale. Ovviamente la PHEV consuma meno ed i primi 50 Km se li fa in elettrico. Questi mieteranno il mercato come grano maturo. Giustamente aggiungo
Ritratto di CR1
17 luglio 2026 - 06:44
"ai voglia" sta come espressione linguistica dialettale oppure A.I. oppure è il correttore che non corregge?
Ritratto di ilariovs
17 luglio 2026 - 07:23
Sta come ai voja :-)))
Ritratto di CR1
17 luglio 2026 - 07:44
) : ( *_* )
Ritratto di giocchan
16 luglio 2026 - 17:48
Mi sembra sacrosanto. Detto ciò, Koji Sato rappresenta Toyota, che è leader: se c'è da stabilire uno standard per i cavi (ad esempio), è probabile che verrà seguito quello Toyota (e non, per dire, quello Mazda, che vende una frazione dei veicoli). Insomma, è probabile che questa standardizzazione comporterà più conseguenze di "riprogettazione" per un produttore più piccolo, piuttosto che per il gigante Toyota: viceversa, a livello economico, il produttore più piccolo avrà però il vantaggio di spuntare sconti migliori - una cosa è comprare cavi elettrici "custom" che usano solo loro (e che magari ti produce solo un fornitore), un'altra è comprare cavi molto più comuni (con più fornitori che si fanno concorrenza)).
Ritratto di forfElt
16 luglio 2026 - 19:02
A me la cosa più strana/divertente è come dal testo della news in diversi abbiano dedotto che ora i Giapponesi si vorrebbero buttareappesce sulle elettriche (abbandonando tutto il resto). Starà sso fatto di aver appunto letto dei cablaggi kmetrici?? :))))))))
Ritratto di forfElt
16 luglio 2026 - 19:03
"La standardizzazione delle parti meno strategiche, il miglioramento della logistica, la semplificazione del sistema fiscale per l’automobile, lo sviluppo delle infrastrutture dedicate alla guida autonoma, l’accesso alle materie prime strategiche, la creazione di un’economia circolare per il riciclo e il rafforzamento delle politiche di reclutamento dei talenti" è diventato = Nuooo abbiamo sballiato, dovevamo fare le elettrike!
Ritratto di giocchan
16 luglio 2026 - 21:21
La cosa più "peculiare" del rapporto tra giappo e BEV è la penetrazione di mercato: a grandi linee, in Giappone le BEV fanno il 3% del mercato... al confronto l'Italia è la Norvegia :) PS: a proposito di jappo: i marchi nazionali (Toyota, Honda, ecc...) fanno circa il 94% del venduto! www.jato.com/resources/news-and-insights/japans-automotive-electrification-trends-2025-h1
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 05:49
Te pensa, se il giappone era grande come la Cina probabilmente Toyota piazzava 40 mln di vetture annue globalmente :) Persino le 100.000 Pandina/mese fatte in Italia, se rapportate al mercato Cinese farebbe tipo 1mln di pezzi, a giocarsela con Rav4 e Corolla per il primato mondiale :)))
Ritratto di giocchan
17 luglio 2026 - 11:00
Se il giappone fosse stato un mercato grande come quello cinese, probabilmente non ci sarebbero stati 6-7 costruttori, ma 100... :)
Ritratto di StefanoAM
16 luglio 2026 - 21:17
Accomunare i componenti... lo abbiamo capito finalmente! Ci sono miriadi di parti che possono essere condivise per abbattere i costi, ma bisogna essere capaci di collaborare. Forse il Giappone ce la può fare, in Europa la vedo molto più dura
Ritratto di Ultimojedi
16 luglio 2026 - 21:51
Questione di mentalità. Noi CIABBIAMO LARTIGGGIANATO e LE PIEMMEI. Il Giappone ha ancora in attività la ditta Kongo Gumi, fondata nel 578 d.C. (sì CINQUECENTO, non MILLECINQUECENTO), che costruì tra l'altro il castello di Osaka e buona parte dei templi buddisti (che non a caso sono tutti uguali). Standardizza da quell'epoca lì.
Ritratto di forfElt
17 luglio 2026 - 05:59
Vabbè (non vorrei ipersemplificare ma) il Giappone è Giappone, apre e chiude là nelle decisioni (si presume a proprio vantaggio). Noi "oramai" stiamo in un contesto che "recepiamo direttive", e te (per una certa) ti ci volevo vedere a provare già solo il produrre/commercializzare tipo cetrioli che non avessero ben specifica forma , dimensione, colore, ecc.ecc. Voglio dire: hai voglia a far sopravvivere aziende per millenni in cotanto contesto... :)))
Ritratto di Ultimojedi
17 luglio 2026 - 09:46
Abbiamo ammorbidito i dazi per non dare fastidio alle esportazioni di auto tedesche in Cina... e i cinesi si sono mangiati lo stesso il mercato delle auto tedesche in Cina, con conseguente crisi della Triade. Eh, ma la "VDL e la dittatura di Bruxelles..."
Ritratto di giocchan
17 luglio 2026 - 11:02
Non sapevo della Kongo Gumi - l'azienda più vecchia al mondo ancora in attività! en.wikipedia.org/wiki/Kong%C5%8D_Gumi
Ritratto di Ultimojedi
17 luglio 2026 - 11:44
Sì, fa capire che differenza c'è tra il concetto di azienda e di industria in Giappone e in Italia. In entrambi i casi sono a conduzione familiare, ma la somiglianza finisce qui. Hitachi, Toyota, Mitsubishi, Honda, sono tutte "a conduzione familiare". Hitachi è pure menzionato tra i nobili nel Genji Monogatari, stiamo parlando del 1100 circa. Chiaramente la capacità di pressione politica è immensa, ma c'è un'idea di responsabilità molto, molto diversa.
Ritratto di giocchan
17 luglio 2026 - 12:43
"Hitachi è pure menzionato tra i nobili nel Genji Monogatari, stiamo parlando del 1100 circa" questa cosa mi fa esplodere la testa! (non ho mai letto il genji monogatari, devo rimediare)
Ritratto di Ultimojedi
17 luglio 2026 - 12:44
Gli "zaibatsu" sono i feudatari convertiti all'industria. A Tokai (dove c'è una centrale nucleare) fanno pure il "pollo Hitachi" (credo che sia il nome della regione, che coincide con quello del feudatario).
Ritratto di Kriss Parker
17 luglio 2026 - 12:38
No aspetta, cosa? HAHAHAHAHAHAHA, ma questi non erano quelli che sfottevano Tesla e i cinesi?
Ritratto di 02-0xygenerator
17 luglio 2026 - 12:45
I giapponesi fanno quello che dovremmo fare anche noi in Europa. Solo che anche loro grazie a Toyoda, hanno 20 Anni di ritardo. I cinesi han decine di dark factory. Magari non per tutto il processo, ma dalla velocità che dimostrano negli studi, nelle batterie, nel preparare nuovi modelli etc etc, direi che hanno già raggiunto e completato i processi semplificativi che noi affrontiamo oggi. Con grave d colpevole ritardo. Per il termico. Figuriamoci nell’elettrico.
Ritratto di GIACOMO DOMENICO STINCONE
17 luglio 2026 - 17:44
certo è strano il mondo. fosse per me sarebbero le uniche case a sopravvivere alle schifezze cino-europee, e questo (giustamente), si preoccupa della sua sopravvivenza. comunque mi auguro per tutti i clienti delle giapponesi nel mondo, per chi ci lavora e per lo stesso giappone che superino queste difficolta, per loro, e per impedire lo straripamento delle acque nere cinesi.
Ritratto di Gigiok
18 luglio 2026 - 08:22
I cinesi fanno le auto che il mercato vuole, sviluppando ogni tecnologia, termico compreso.. sovra producono prodotti praticamente tutti uguali sfruttando concetti proprio dei jappo (batterie a parte e tanto di cappello per questo).. i costruttori non cinesi si erano abituati ad un mondo che ora non c’è più e vi hanno (ci stanno) dormendo sopra.. Ma non sottovaluterei le “considerazioni” di toyota.. Porsche chiamó loro per non fallire facendoli entrare nella loro azienda.. e ci sono riusciti, in passato.. per ora io, personalmente, comprerei una giapponese usata invece che una cinese nuova..

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