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Lamborghini: i 50 anni di Espada e Islero

23 luglio 2018

Entrambe del 1968, non potrebbero essere più diverse: una innovativa e originale, l'altra elegante e classica. In comune il V12 3.9.

Lamborghini: i 50 anni di Espada e Islero

TOUR CELEBRATIVO - Il 2018 verrà ricordato alla Lamborghini per l'arrivo sul mercato della suv Urus, prima vera suv della casa di Sant’Agata Bolognese. Il 2018 però è anche l'anno in cui spengono le candeline due auto storiche per del costruttore: le coupé Espada e Islero. La Lamborghini ha deciso per l'occasione di restaurare i due esemplari conservati nel suo museo e di organizzare un tour commemorativo dal 7 al 10 settembre in Centro Italia, dov'è già stato “disegnato” un giro turistico di 650 chilometri fra Perugia, Orvieto, la zona del Chianti, i “mitici” passi della Futa e Raticosa e Sant'Agata Bolognese, sede della Lamborghini.

LA ESPADA - La coupé Lamborghini Espada del 1968 (foto qui sopra) è il modello più originale e riconoscibile fra i due, per effetto della carrozzeria bassa in stile fastback. Il design della Espada si deve a Marcello Gandini, per conto della Bertone, che riusci a vestire una coupé a quattro posti, in grado di offrire una buona abitabilità interna a dispetto dei soli 119 cm di altezza. La lunghezza della Lamborghini Espada è notevole (467 cm), così come il motore, un V12 di 3.9 litri passato dai 325 CV della prima edizione ai 350 CV della terza. Fra le novità della Espada c'è anche il cambio automatico, ordinabile per la prima volta su un'auto del Toro. È rimasta in vendita fino al 1978 e ha raggiunto una produzione di 1.226 unità.

LA ISLERO - Nel 1968 debuttò anche la Lamborghini Islero (foto qui sopra), una coupé costruita in soli 225 esemplari fra il 1968 e il 1970, come sostituta della 400 GT. Lo stile è firmato da Mario Marazzi, che scelse linee pulite e proporzioni da classica coupé, con la coda corta e l’abitacolo arretrato, il muso lungo e i titpici fari a scomparsa. Il telaio è lo stesso della precedente 400 GT, rivisto per ospitare pneumatici allargati e con carreggiate maggiorate. Guardando la Lamborghini Islero si ha l'impressione di avere davanti un'auto più “snella” rispetto alla contemporanea Espada. Ciò è confermato dai numeri, perché la Islero è 18 cm più corta (ne misura 452) e 9 cm più stretta della Espada. Il motore V12 però è lo stesso 3.9, anche qui collocato in posizione anteriore longitudinale, dove eroga 320 CV sulla Islero e 350 CV sulla più veloce Islero S.

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Ritratto di Gordo88
24 luglio 2018 - 00:17
A me invece piace tanto la islero.. linee morbide e dimensioni più contenute ne fanno una linea sempre piacevole ( al contrario della espada)
Ritratto di Giuliopedrali
24 luglio 2018 - 08:46
Concordo.
Ritratto di Fr4ncesco
24 luglio 2018 - 01:37
Nulla da togliere alle Lamborghini attuali ma quelle di una volta erano elegantissime e/o esasperate ma nella purezza delle forme. La Espada è davvero inusuale e suggestiva ma anche semplice e pulita, naturale. Le Lambo attuali inoltre sono rimaste concettualmente ferme alla Diablo, non c'è stato più un modello innovativo e distintivo stilisticamente parlando.
Ritratto di Giuliopedrali
24 luglio 2018 - 08:51
Una volta la bellezza non era fine a se stessa, era prima di tutto funzionale, dalla Miura a motore centrale trasversale alla Panda che semplificava tutto. Oggi almeno a questi livelli è per stupire i "coltissimi" automobilisticamente giovinastri con soldi da buttare dei paesi del Golfo.
Ritratto di nik66
24 luglio 2018 - 11:36
i nomi me li ricordavo, come erano fatte sinceramente non tanto, ma ora come allora rivedendole rimango sempre a bocca aperta per la bellezza, semplice ma elegante per entrambe. avrebbero meritato di lasciare un segno più che indelebile in un'epoca come 50 anni fa
Ritratto di Giuliopedrali
24 luglio 2018 - 11:46
Be per me sempre detto, quelle che lasciano davvero il segno perché non conta solo il design ma anche "l'uso" sono capolavori popolari: le auto speciali tra quelle che hanno avuto tutti, e noi italiani eravamo maestri. Oggi chissà se riusciremo a rinnovare la 500.
Ritratto di PaoloPerego
24 luglio 2018 - 12:24
Bellissime, affascinanti, orgoglio del desing e della tecnica italiana
Ritratto di verdebiancorosso
24 luglio 2018 - 21:18
ero bambino e avevo tre miti automobilistici all'epoca...la Maserati Mistral, la Ferrari 330 GTC e la Lamborghini Islero mentre la Espada mi sembrava brutta allora come adesso. Poi vennero la Maserati Ghibli, la Iso Grifo, la Miura e tutte e tre le avemmo in casa...la Ghibli cambiata perchè mio padre si accorse che aveva le balestre, la Iso perchè fece testacoda uscendo dal magazzino e alla Miura bianca si ruppe il cambio dopo una settimana finendo per prendere una Daytona nel classico rosso. A me quella che piacque di più sempre fu una Porsche 2.4 S color prugna e tutti i modelli dopo fintanto che si poteva andare ancora a tavoletta in autostrada, legalmente
Ritratto di Onofrio Gelmini
24 luglio 2018 - 21:34
1
ero bambino e avevo tre miti automobilistici all'epoca...la Audi S6, la Mercedes c coupè e la audi a3 1.9 tdi mentre la giulia mi sembrava brutta allora come adesso. Poi vennero la 335d, la rs6, la a3 1.9 tdi e l'unica che riuscì a portare a casa fu quest'ultima con rate bimensili...la 335d cambiata perchè immaginaria, la rs6 potevo solo vederla sul giornale e alla mia a3 1.9 tdi si ruppe il cambio dopo una settimana finendo per pagare dal classico meccanico. A me quella che piacque di più sempre fu una audi a3 1.9 tdi color grigio sputo e tutti i modelli dopo fintanto che si poteva andare ancora a tavoletta in sottosterzo, legalmente.
Ritratto di gjgg gelmini
24 luglio 2018 - 22:12
1
ero bambino e avevo tre miti automobilistici all'epoca...la Lancia Delta 2.0 jtdm, la Infiniti diesel e la Mito 1.3 jtdm mentre la Audi RS6 mi sembrava brutta allora come adesso. Poi vennero la Stilo, la 147, la Infiniti immaginaria e l'unica che riuscì a portare a casa fu quest'ultima con rate bimensili...la Delta cambiata perchè immaginaria, la Ghibli che ho provato per finta potevo solo vederla sul giornale e alla mia infiniti si ruppe il cambio dopo una settimana finendo per pagare dal classico meccanico. A me quella che piacque di più sempre fu una Infiniti color grigio sputo e tutti i modelli dopo fintanto che si poteva andare ancora a tavoletta in sottosterzo, legalmente.
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