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Leggeri ritocchi per la Lancia Ypsilon

9 febbraio 2018

Tre nuovi allestimenti per la citycar torinese Lancia Ypsilon, in offerta a partire da 9.500 euro.

Leggeri ritocchi per la Lancia Ypsilon

SEMPRE RICHIESTA - Negli ultimi due anni la Lancia Ypsilon è stata la seconda auto più venduta in Italia (la prima è sempre la Fiat Panda). E, anche se non è più una novità (ha debuttato nel 2011 ed è stata ristilizzata nel 2015), è ancora richiesta. Per questo la Lancia ha ridefinito la gamma, proponendo la vettura in tre inediti allestimenti (invariati i motori a benzina, a Gpl, a metano e a gasolio). L’Elefantino Blu ha un approccio giovanile: nel look, giocato sui tanti dettagli neri (mascherina, calotte per le ruote, selleria interna), e nei prezzi (dai 13.500 euro della 1.2 a benzina da 69 CV ai 17.250 per la 0.9 a metano con 80 CV), che includono il climatizzatore manuale e la radio. La più elegante Gold si distingue per i tanti dettagli in tinta con la carrozzeria e in nero lucido, oltre che per la selleria in tessuto Jacquard. I prezzi della Gold vanno da 14.750 euro a 18.500 e includono la radio con lo schermo tattile di 15”, il Bluetooth, i retrovisori a regolazione elettrica e i sensori posteriori di distanza. La ricercata Platinum (da 16.000 a 19.750 euro) aggiunge molti elementi cromati (fra cui il profilo che corre sotto le porte), i cerchi in lega di 15”, il climatizzatore automatico, i sedili in Alcantara e i vetri posteriori scuri. Per tutte sono di serie gli airbag per la testa, mentre quelli laterali anteriori sono un optional da 250 euro (la Elefantino Blu non può averli). A breve sarà disponibile l’app Mopar Connect per monitorare alcune funzionalità dell’auto con il telefonino: per esempio, se le porte sono chiuse. Peccato che con l’aggiornamento non siano proposti sistemi di sicurezza, come la frenata automatica d’emergenza (utile, in un’auto prettamente cittadina).

OFFERTE DI LANCIO - La rinnovata Lancia Ypsilon è già in vendita, con un “porte aperte” specifico il fine settimana del 10 e 11 febbraio. Non mancano interessanti promozioni. Per esempio, la Elefantino Blu 1.2 a benzina è ribassata a 9.500 euro (anziché 13.500) per chi sceglie il finanziamento Menomille: non si versa nessun anticipo, e si pagano 72 rate mensili di 171,50 euro (elevato, però, il Taeg: 9,5%). Per i clienti con partita Iva che “danno dentro” un’auto del gruppo FCA sono previsti optional in omaggio per un valore di oltre 500 euro.

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Ritratto di Dr.Torque
9 febbraio 2018 - 14:07
Mi fa male vedere la Lancia ridotta così, staccate la spina vi prego.
Ritratto di probus78
9 febbraio 2018 - 14:17
secondo me i ricarrozzamenti di tipiche auto mastodontiche americane hanno ucciso la Lancia. Fare la Thema su base 300 è stato (a parer mio) un errore madornale. Capisco che non avevano i soldi per sviluppare auto da 0. Ma avrebbero potuto utilizzare come base da rimarchiare auto meno yankee nel DNA, ad esempio la Dodge Dart potevano rifarla in salsa Lancia (Dedra?)... e per la Thema potevano utilizzare al massimo la nuova 200. Una volta messi da parte utili potevano cimentarsi nel far rivivere il mito Delta, magari stessa base della Giulia.
Ritratto di Xadren
9 febbraio 2018 - 15:38
1
Sono d'accordo su quanto hai detto per il ricarrozzamento; mi piace molto la Chrysler 300, ma Lancia è una cosa diversa e marchire con quel nome l'auto americana ne ha diminuito il prestigio; è come se avessero detto: "Non siamo in grado di allestire una gamma originale, abbiamo tolto la Chrysler dall'Europa e ora le sue auto le chiamiamo Lancia", eh no, questo può andare bene per Opel/Vauxhall/Holden, ma non per un marchio che ha quella storia. Ritengo che una nuova Delta (o Thema, o Lybra) su piattaforma Giorgio sarebbe fantastica, ma oltre alla progettazione, ci vogliono i soldi anche per l'assemblaggio, la creazione di una rete di vendita (e Lancia ormai è praticamente sparita dall'Europa) e la promozione, soldi che non ci sono (ancora,al momento). Non so, per come la vedo io di qui a cinque anni sopprimeranno il marchio e non lo vedremo almeno per qualche decennio, ma del resto negli ultimi vent'anni sono molti i marchi storici scomparsi (su tutte, mi viene in mente Saab).
Ritratto di Challenger RT
10 febbraio 2018 - 06:05
probus78, non sono assolutamente d'accordo. Chrysler 200 (la sostituta dell'auto sulla base della quale hanno prodotto L'elegante Flavia Convertibile) e soprattutto Dodge Dart sono auto che non si prestavano assolutamente a fare da base ad un'ammiraglia come la Thema, perchè entrambe sono di categoria inferiore alla Chrysler 300. La Thema su base 300 era un'ottima Lancia, elegantissima e con un portamento ed una imponenza che solo la Flaminia, e ancor prima l'Astura, avevano. Chi conosce la storia dell'auto americana sa bene che Chrysler e Lancia hanno molte più cose in comune di quanto si pensi. tanto che la casa americana era paragonata per stile ed eleganza proprio a quella italiana. Alla Lancia/Chrysler non mancava nulla. A molti automobilisti italiani sicuramente qualcosa.
10 febbraio 2018 - 10:31
Condivido al 101%. Se non era per i media gli italiani nemmeno facevano caso che la Thema fosse di origine americana ma criticarla per questo, all'epoca, era diventato sport nazionale. Appunto Chrysler e Lancia sono accomunate da una concezione e stilemi simili. Anche una PT Cruiser , molto prima che nascesse FCA, aveva un ché ad esempio di Ypsilon. Come le berline Lancia negli anni '50 e '60 si ispiravano, come spesso accadeva per le ammiraglie europee, alle auto americane. La Thema ancora oggi si distingue per l'importanza e l'eleganza delle forme e dei dettagli tra il "piattume" stilistico e la banalità del 90% del parco circolante. Idem la Flavia, una cabrio così come dovrebbe esserlo, elegante e comoda con un aspetto distintivo.
Ritratto di IloveDR
10 febbraio 2018 - 10:37
4
challenger ma tu ti sei proprio bevuto il cervello, ma cosa scrivi...quell'operazione di rimarchiamento del 2011 è stata un'offesa alla Storia dell'automobile italiana...ma se un giorno BMW o AlfaRomeo andassero a rimarchiare una Dodge Charger americana come giudicheresti l'operazione??? e riscrivo "rimarchiare"...un progetto comune come la Nuova Z4 può andare, come è andato più che bene con la Phedra, ma non rimarchiare una auto ormai vecchia e fuori dal contesto europeo.
Ritratto di tramsi
10 febbraio 2018 - 13:32
Ho letto che Marchionne voleva marchiare Alfa Romeo e nominare Spider quella che poi, dietro consiglio dei suoi collaboratori, è diventata la Fiat/Abarth 124 attuale. In buona sostanza, è bastato cambiare la forma delle lamiere per trasformare una potenziale Alfa in una Fiat, stante che la sostanza è identica. La Thema era una 300, sostanzialmente e formalmente, tanto che non aveva alcun senso cambiare il marchio della calandra. Ci si stupisce che la Infiniti Q30 sia una Mercedes (solo sostanzialmente, perché formalmente sono ben diverse) o che una A3 sia una Golf (anche lì la considerazione precedente), etc., e poi si accetta che 2 macchine siano perfettamente identiche, 2 cloni esatti con denominazioni differenti??? Anche a me piaceva la 300, moltissimo, ma non faccio alcuna fatica a comprendere perché non sia stato accettato il rebadging. Ottima come Chrysler, insufficiente come Lancia, perché imparagonabile alle concorrenti europee (scritto su tute le testate dell'epoca!), ben più costose, ma anche migliori. Non parliamo dei consumi: la versione a gasolio faceva 10 km/l. Capitolo Flavia (chi l'ha vista?): un solo motore aspirato a benzina 2.4. Già basterebbe questo per decretarne l'insuccesso in Europa. Sul vetusto cambio a 6 rapporti (a proposito, anche la Thema aveva un 6 rapporti e, a pensare all'8 marce della 5er, vien da ridere, non soltanto per il numero dei rapporti, ovviamente) si sarebbe potuto chiudere un occhio, ok, ma... la Flavia era il clone della Sebring Cabrio, a sua volta commercializzata anche in Europa esclusivamente con il motore diesel 2.0 CRD di origine Volkswagen, nonché nata sulla piattaforma della giapponese Mitsubishi Lancer. Spacciare per italiana un’auto di origini americane e nipponiche, tra l’altro con un brand glorioso e un nome storico come Flavia è stato PREVEDIBILMENTE molto controproducente.
10 febbraio 2018 - 14:34
Infatti non ci ha creduto nemmeno FCA, potevano montare cambi e motori più idonei (anche se ricordo che la Thema veniva via full a 30k euro circa) e la 200 nuova su pianale italiano US compact wide sarebbe stata ottima come nuova Lancia a trazione anteriore e cambio a 9m. Esteticamente bastava cambiare calandra, tanto dove ci sarebbe stata Lancia non c'era Chrysler e viceversa. Ma sono certo che non avrebbe comunque avuto successo.
Ritratto di tramsi
10 febbraio 2018 - 18:56
Non lo so: una Lancia fatta "come si deve" avrebbe potuto presentarsi anche all'estero senza timori reverenziali. Gli altri lo fanno, perché non anche Lancia? Alfa c'è riuscita, ad esempio. Ma una Chrysler 200 nominata Flavia no, lì la certezza del fallimento era assoluta. Insomma, nelle mani di Tata o Geely sarebbe andata ben diversamente! Infatti, mi auguro che la vendano. Ricordo ancora la Beta coupè 1.800 che mio padre regalò a mia madre, nel 1974. Che linea. E che motore! Un marchio famoso per le sue berline e coupé mi ricarrozza la Panda facendone un'auto da donne e gay (con tutto il rispetto, attenti esclusivamente alla forma), oltretutto pessima da guidare.
Ritratto di gjgg
10 febbraio 2018 - 20:53
1
Sulle doti stradali comunque va ricordato che è comunque nata quando Punto (Abarth inclusa) Mito erano in piena attività. Era giusto che la Ypsilon si differenziasse dalle cugine puntando più a una clientela che alle doti di guida non ci pensa
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