La Lexus LC 500 debutta a Detroit

12 gennaio 2016

Elegante senza rinunciare alla sportività, la Lexus LC 500 è una 2+2 raffinata, con trazione posteriore e motore 5.0 V8.

La Lexus LC 500 debutta a Detroit
SALTO IN ALTO - Si chiama Lexus LC 500 la coupé al vertice della gamma della casa giapponese: deriva dalla concept LF-LC e si propone come un connubio tra lusso e sportività. Per fissare le idee, rispetto alla più piccola (ma non più di tanto, visto che la differenza è di soli 6 cm di lunghezza) RC l’accento è più spostato sul lusso. Lo stile è aggressivo, con la mascherina a clessidra tipica delle Lexus che si estende dal cofano all’estremità inferiore del paraurti; i fari sono sottili, e non mancano due prese d’aria verticali che incattiviscono l’impatto visivo.
 
SBALZI RIDOTTI - Il passo della Lexus LC 500 è notevole, 287 cm a fronte dei 476 di lunghezza. Di conseguenza, gli sbalzi sono molto ridotti (quello anteriore è di 92 cm, il posteriore pari a 97). Il cofano è lungo e basso, per alloggiare uno dei pochi V8 aspirati rimasti in circolazione. La fiancata è muscolosa, con i passaruota posteriori particolarmente marcati (e in grado di alloggiare pneumatici larghi 275 mm, su cerchi di 21” nelle versioni più ricche). La distribuzione dei pesi è pari al 52-48%, grazie alla scelta progettuale di accentrare nella zona mediana della LC la meccanica; tra le finezze, spiccano le sospensioni realizzate in alluminio e l’uso di fibra di carbonio per ampie zone delle portiere, del tetto e del bagagliaio. L’impianto frenante vanta pinze a sei pistoncini per l’asse anteriore e quattro per quello posteriore.
 
 
CALDA MA HI-TECH - Gli interni della Lexus LC 500 sono decisamente curati, con sedili profilati e un generale abbinamento tra pelle e Alcantara (presente sulla parte centrale delle poltrone, che hanno poggiatesta integrati); la plancia è raccolta, il tunnel centrale molto pronunciato e il sistema multimediale abbinato a un impianto audio Pioneer (o Mark Levinson in opzione). Non mancano una completa strumentazione digitale e, sul fronte della sicurezza, sistemi di assistenza alla guida quali il cruise control adattativo, il dispositivo precollisione, quello per il mantenimento della corsia e la gestione automatica dei fari abbaglianti.
 
10 MARCE PER L’AUTOMATICO - La meccanica della Lexus LC 500 prevede la trazione posteriore, su un pianale inedito; il motore è il 5 litri aspirato con 8 cilindri a V già appannaggio della Lexus GS-F e RC-F, che sviluppa 467 CV ed è accoppiato a un cambio automatico sequenziale con 10 marce, dagli ingombri ridotti (secondo i tecnici Lexus) rispetto al precedente 8 marce, e con un software più evoluto. L’unico dato al momento dichiarato è relativo al passaggio da 0 a 60 miglia orarie (96 km/h): la Lexus LC 500 vi arriva in 4”5.

 

Lexus LC
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Ritratto di MAXTONE
12 gennaio 2016 - 19:51
E' forse il modello in assoluto che meno di tutti e' cambiato nella trasposizione dal concept alla serie, gli unici altri che io ricordi sono stati la R8, la SLK prima generazione e la Boxster.
Ritratto di as.crni
12 gennaio 2016 - 13:42
A me piace tanto.soprattutto per il motore aspirato.che di cavalli ha 476 e non 467
Ritratto di Flavio Pancione
12 gennaio 2016 - 14:07
7
Sinceramente spettacolare. Anche ragionando sul contesto storico della "vecchia" LFA, preferisco questa per l'estetica. Sembra incredibile anche tecnicamente. Per le marce, per esperienza (e non come i ciarlatani), ho apprezzato il numero "consistente" di rapporti che prima snobbavo. Certo psicologicamente sono davvero tantissime 10 ma il motore dovrebbe guadagnarne.
Ritratto di AlexTurbo90
13 gennaio 2016 - 23:54
Flavio vorrei ricordarti che non molto tempo fa la ZF (che non è proprio l' "ultima arrivata", in fatto di cambi) dichiarò che un cambio con più di 9 marce risulterebbe controproducente sia dal punto di vista delle prestazioni, sia dei consumi. Ora, non è che voglio considerare per forza come oro colato ciò che hanno detto gli ingegneri della ZF, ma...
Ritratto di SuperMaserati
12 gennaio 2016 - 14:18
Davvero bella, gli interni sono epici solo dalle foto sento il profumo di pelle. Questa GT non mi piace solo perché è una garante della tradizione "aspirata" ma anche per il fatto che questa vettura è consapevole di essere una vettura sportiva e lussuosa: non ostenta ridicolmente la sportività con sedili scomodi, inutili finiture in fibra o otto tubi di scappamento, è molto raffinata e di buon gusto. Come approccio (solo approccio eh) mi ricorda la Maserati GT V8 aspirato classico, comoda, ben rifinita, non ostentante alla sportività e bellissima, una in stile puro italiano l'altra giapponese.
Ritratto di MAXTONE
12 gennaio 2016 - 14:55
Non avevo ancora letto questo commento e già lo avevo scritto sopra: Ha un non so che di Maserati, poi so già che verrò messo in croce per questo ma anche nei forum Lexus più di qualcuno ha trovato queste affinità.
Ritratto di SuperMaserati
12 gennaio 2016 - 15:31
@Maxtone Non è mia intenzione quella di "metterti in Croce", ma sinceramente cosa vedi di Maserati, se parli di approccio ok, il motore è molto simile a quello di GT MC Stradale e della nuova Alfieri (sono 4.7 v8 aspirate con 460cv, differenze non enormi tra i due) e come ho già detto anche l'approccio da GT classica e pura è molto Maserati. Ma non mi puoi dire che la linea è italiana! Questa è una GT con APPROCCIO (tranne per il tanto acclamato cambio) italiano, ma la linea è (fortunatamente) giapponese! Non si potrebbe scambiare per una Maserati neppure se avesse un tridente, è e deve rimanere una vera Lexus, come è giusto che sia. Non so se hai notato ma i fari più in alto sono simili a quelli della Huracan.
Ritratto di MAXTONE
12 gennaio 2016 - 15:51
La finestratura laterale a salire, la lines di cintura...mi paiono di scuola Italiana, non sono stato il solo ne' il primo a dirlo, Ghibli aveva questo disegno di finestrini nel 67, prima nel post della Infiniti ho letto di qualcuno che voleva provare a mettere lo scudetto ALFA sul nuovo coupé, io se sapessi usare il Photoshop proverei a mettergli il tridente tanto per togliermi lo sfizio. Poi certo sono d'accordissimo con te sul fatto che gli stilemi siano inequivocabilmente nipponici com'è giustissimo che sia. A volte accade che anche un auto tedesca possa avere un so che di un marchio che so, inglese, per esempio l'a5 ha il padiglione con un non so che di Bentley o la Stilo aveva un design con influenze vw, la Corvette C5 del 1997 ricordava molto la Mazda RX-7...insomma un detto dice "I libri parlano sempre di altri libri" allora perché le auto non possono parlare di altre auto? Un saluto!
Ritratto di SuperMaserati
12 gennaio 2016 - 16:24
@Maxtone Quello è vero, ma come hai già detto tu, la linea non è affatto italianeggiante. Sono contento di vedere di non essere l'unico a conoscere la Ghibli del 1967, è un'auto delle più belle al mondo che però è stata dimenticata, mentre le sue rivali Daytona e Miura vengono tuttora ricordate da molti. Complimenti!
Ritratto di MAXTONE
12 gennaio 2016 - 16:33
L'hanno mostrata anche tra I capolavori di Giugiaro quando e' stato ospite a Che tempo che fa: Uno degli esempi più alti della scuola italiana.
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