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Maggiore 308M: una Ferrari 308 molto speciale

Pubblicato 06 novembre 2020

La prima vettura firmata Automobili Maggiore è una reinterpretazione della Ferrari 308 GTS in chiave moderna: si aggiornano il motore, l’assetto e la carrozzeria con tanto carbonio e nuovi particolari estetici originali.

Maggiore 308M: una Ferrari 308 molto speciale

UNA FERRARI MODERNIZZATA - Negli ultimi anni i restomod, ovvero i processi di restauro e ammodernamento delle auto d’epoca, sono diventati sempre più popolari: tanti appassionati sono alla ricerca dell’esperienza di guida analogica delle auto del passato, ma senza i grandi “difetti” che le contraddistinguono. E dopo le interpretazioni su base Porsche (come Singer e Emory), Lancia (una su tutte la Delta Futurista di Automobili Amos) e Alfa Romeo (come Alfaholics e la neonata Totem Automobili), anche una vettura del Cavallino è stata “rivista e corretta”: è la capostipite delle berlinette V8 Ferrari a motore centrale, la 308 GTB trasformata in Maggiore 308M.

I PROTAGONISTI - Gianluca Maggiore, l’ingegnere meccanico e fondatore dell'omonima azienda di Forte dei Marmi per realizzare la Maggiore 308M è intervenuto con un lungo processo di restauro e modifica volto a mantenere la filosofia e il carattere della vettura originale seppur aggiornandone la dinamica di guida e i dettagli estetici interni ed esterni. Per arrivare al risultato mostrato in queste foto, la Maggiore si è affidata alla consulenza di due aziende partner: la reinterpretazione del stile della 308 è stato affidato allo studio del designer olandese Stefan Scholten, mentre la parte motoristica e telaistica è stata curata dagli specialisti torinesi di Italtecnica.

CARBONIO E LED - Partiamo proprio dal design della Maggiore 308M, immediatamente riconoscibile, per quanto rivoluzionato nei particolari. I vetri, la parte alta della vettura, e le portiere sono originali, tutto il resto è di nuovo disegno e realizzato in fibra di carbonio. La 308M si fa immediatamente riconoscere dall'originale nella fanaleria: i fari a scomparsa sono stati abbandonati in favore di sottili elementi a Led disposti su due file, più in alto le luci di posizione, più in basso i proiettori abbaglianti e anabbaglianti. Dietro, i quattro elementi circolari tondi rimangono, ma sono portati al passo con i tempi con la tecnologia a Led e la finitura in carbonio a vista degli alloggiamenti. Non potevano infine mancare degli inediti cerchi in lega: Maggiore ha optato per delle più grandi unità da 17" - contro i soli 14" degli originali - ai quali si ispirano nel disegno delle cinque razze.

LE MODIFICHE ALL’INTERNO - L'abitacolo della Maggiore 308M mantiene l'impostazione classica della berlinetta Anni 70 ma ci sono nuovi pannelli delle portiere e comandi sulla consolle centrale, così come inedite finiture in pelle, carbonio e alluminio. Completa la trasformazione interna l’impianto audio Delta Sigma che si controlla attraverso un apposito display nascosto al centro della plancia.

CAMBIA L'EROGAZIONE - Per quanto riguarda la meccanica della Maggiore 308M, Italtecnica è intervenuta sulle caratteristiche di erogazione dell’otto cilindri e sull'assetto della vettura per migliorarne la guidabilità su strada anche ad andature più sostenute. Il propulsore è stato rivisto completamente: la cilindrata è passata da 2.927 a 3.146 cc e la potenza è aumentata è passata dai 255 CV originari a circa 300 CV. La coppia ora è distribuita più uniformemente a tutti i regimi: il picco massimo è di 300 Nm a 5.500 giri (contro i 284 Nm a 5.000 giri della normale 308) ma di questi 250 Nm sono già a disposizione a 3.000 giri. L’assetto della 308M poggia sul telaio originale della vettura, ma vanta carreggiate allargate ( 5 cm davanti, 10 dietro), ammortizzatori regolabili Koni e un nuovo impianto frenante Brembo - "il 50 percento già prestante dell'originale" dichiara Maggiore - con dischi da 280 mm a tutti e quattro gli angoli e pinze a quattro pistoncini all'anteriore. Come sull'originale non ci sono controlli elettronici di alcun genere: l'auto è completamente nelle mani del pilota. La Ferrari 308M sarà prodotta in un numero molto limitato su ordinazione al prezzo di circa 500.000 euro.

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Ritratto di Quello la
7 novembre 2020 - 10:00
Sarà che all'epoca ero un giovinotto di belle speranze... Per me queste dono le vere Ferrari. Come la 911 per me la più bella è la prima turno, con spoilerone a becco d'anatra
Ritratto di andrea750
7 novembre 2020 - 14:28
Anche per me
Ritratto di Giuliopedrali
7 novembre 2020 - 10:56
Si ovvio bisognava essere dei duri per guidarle, oggi col politically correct...
Ritratto di katayama
7 novembre 2020 - 12:16
Il fatto è che buttare quest'acido, metaforicamente inteso, nella pozza stagnante di candeggina dell'oggi, che sta di fatto rendendo sterili le nostre vite (anche col politically correct), significa scatenare una reazione emotiva tumultuosa, che scuote. Qualsiasi restomod, più o meno professionale, più o meno prestigioso, sortirebbe lo stesso effetto. Il fatto medesimo di unire il meglio del passato e del presente è nostro sommo dovere morale. Keep the best, skip the rest, e senza voler scomodare Kant e la critica della ragion pratica. Scommetto che se avessero fatto qualcosa di simile con un'A112 Abarth o una 127 Sport i commenti sarebbero stati dello stesso tenore: entusiastici. Lasciamo da parte i timori reverenziali, quindi, qualsiasi auto è e dev'essere "sacrificabile" allo scopo. Pena l'oblio.
Ritratto di Giuliopedrali
7 novembre 2020 - 12:53
Del politicamente corretto sarebbe da parlarne per secoli è il vero male di oggi, anch'io sono per le auto elettriche ma una bella 33 o altre d'epoca mi fanno impazzire, come se vedo una bella fanciulla dico che è appunto una bella fanciulla, oggi devi valutare una per altri valori ma come fai a conoscerli, conosci ciò che vedi. Però il restomod non lo capisco, cioè Citroen dovrebbe investendo miliardi purtroppo come fa qualunque Casa per realizzare un nuovo modello costruire di nuovo una DS tipo 1955 o 1968 con tutte le caratteristiche sottopelle moderne ma invisibili almeno negli esterni, utilizzando la stessa linea, lo stesso design, pannelli, sicurezza a 5 stelle, tutti i sistemi elettronici anche guida autonoma di livello 2 o 3 ed elettrica, quella sarebbe ideale per un'operazione del genere ma anche altre auto classiche da costruire ex novo a livello di quelle di oggi, si accettano suggerimenti.
Ritratto di katayama
7 novembre 2020 - 13:42
Sì, è un po' come la riuscitissima operazione 500, o MINI. Pur con le abberrazioni evolutive legate ai vari restyling. Per fortuna, come da "buona tradizione", Fiat ne ha fatto solo uno, ma i suoi danni li ha comunque fatti. La 911 è un esempio di "moralità assoluta" in questo senso. Nessuna concessione all'ego dei designer, nessuna indulgenza verso il "nuovo per il nuovo". Però, il restomod è giusto che resti e prosperi. Ai tempi di Bertoni praticamente nessuno frequentava scuole di design, come ai tempi di Dante praticamente nessuno frequentava scuole tout court. Quelli del diritto allo studio hanno preso una cantonata pazzesca. Non è che se hai 1'000 laureati in lettere ti vengono fuori almeno 10 Dante. E non è che se hai 1'000 laureati in design ti vengono fuori almeno 10 Bertoni. Non funziona così, anzi, meno fuffa c'è in giro e meno la confusione e più si riconosce la "merce" buona. Voglio dire (eh... dai che c'arrivi), oggi in pratica non c'è nessuno che sia disposto ad abiurare il proprio titoletto di studio ben incorniciato ed appeso in bella vista, e tutti vogliono fare i Dante e i Bertoni. Peccato che non ne siano neppure vagamente all'altezza. E poi c'è lo sfacelo prodotto dal team work, dalla formazione "fuffosa", ecc. I Dante e i Bertoni di oggi magari fanno i correttori di bozze e i carrozzieri, ma nessuno li vuole scovare e nessuno comunque gli darebbe spazio.
Ritratto di Giuliopedrali
7 novembre 2020 - 15:50
Si anche se non sarebbe un operazione tipo 500, MINI, o 124 spider o il mio Maggiolino 2012, ma quell'auto là dell'epoca esattamente quella, poniamo una Citroen DS ma nel sottopelle completamente nuova, elettrica, elettronica con sicurezza, affidabilità etc etc di un'auto di oggi, operazione costosa, ma alla fine sarebbe come mettere in produzione qualsiasi nuovo modello, non è che per forza il design di oggi sia inferiore a quello del passato, a me piace di più disegnare oggi che negli anni 90, però appunto Citroen ormai la associamo solo a utilitarie e quallche suvetto, ecco pronta una DS da rimandare in produzione uguale identica a com'era negli anni 60 ma con le caratteristiche di un'auto odierna, qualcuno potrebbe provarci, forse Citroen, forse Jaguar, MG, Fiat con qualche sua sportivetta, Alfa col Duetto, Corvette (una Sting Ray del 63 sarebbe da impazzire) e i prezzi potrebbero esser inferiori a quelli della corrispondente auto originale d'epoca ormai alle stelle e ovviamente oggi quasi inutilizzabile.
Ritratto di katayama
7 novembre 2020 - 18:28
Beh, bisognerebbe creare delle divisioni ad hoc. E già si fa fatica gestire i marchi in essere. Preferirei un po' più d'umiltà da parte dei designer di oggi. Il design dovrebbe essere come un farmaco. Si cambia o si delibera una formula solo se veramente più efficace. Giocare con gli eccipienti, lasciamolo ai "caramellai".
Ritratto di AndyCapitan
7 novembre 2020 - 17:42
1
io restomodernizzerei la talbot matra murena Pedrali!
Ritratto di Giuliopedrali
7 novembre 2020 - 19:07
Si la Matra Murena la Bagheera, però ancora più interessante la Matra Simca Ranch, ispirata alla Range Rover 1970 e basata sulla modesta 1100 esempio di design e marketing straordinario: primo vero SUV della storia (ibrido tra berlina e fuoristrada) sarebbe un successo pazzesco magari produrla ex novo a 5 porte.
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