Marcel Guerry: “Con la Smart, pronti alla svolta elettrica. Ma il governo non crei ostacoli”

Il capo della Mercedes Italia fa il punto sul passaggio alla Smart elettrica. Ricordando che è indispensabile creare un’adeguata rete infrastrutturale.

LA PAROLA AL PRESIDENTE - Marcel Guerry, 55 anni (nella foto sopra), è alla guida della Mercedes-Benz Italia dall’ottobre 2017, dopo essere stato a lungo a capo della filiale svizzera. Mercati molto diversi, quello italiano e quello elvetico, per le dimensioni (1.970.000 auto immatricolate da noi l’anno scorso, sei volte di meno in Svizzera) e per il differente peso che i due paesi riservano alle vetture di prestigio. Sulle rive del Lago Lemano, le auto di fascia premium o di lusso (settori storicamente presidiati dalla Mercedes) hanno un peso ben maggiore rispetto a quello che gli è riconosciuto nel nostro paese. Ed è proprio a Ginevra, dove in questi giorni è in pieno svolgimento il Salone internazionale dell’automobile, che Guerry ci racconta dei buoni risultati ottenuti dalla casa della Stella. “Siamo abbastanza soddisfatti di come stanno andando le nostre vendite in Italia”, dice il manager zurighese, “dove, nei primi due mesi dell’anno, abbiamo messo a segno una crescita dell’1,17%, quindi superiore all’aumento registrato dal mercato italiano nel suo insieme. Insomma, non abbiamo risentito più di tanto del clima d’incertezza che, come spesso capita in periodo pre-elettorale, ha segnato le settimane precedenti il 4 marzo”.

NON SOLO AUTO AZIENDALI - Al di là dei freddi dati statistici (10.336 Mercedes consegnate in gennaio e febbraio, con una quota che nel secondo mese ha superato il 3%), è il successo tra i privati a riempire di soddisfazione Marcel Guerry. “A sostenere la domanda di automobili nuove in Italia, negli ultimi tempi, sono state soprattutto le vetture aziendali, dove noi siamo ovviamente presenti con numeri importanti. Ma siamo andati molto bene anche nelle vendite ai privati, un settore che ci vede detenere una quota superiore a quella dei concorrenti. Sapere che le Mercedes finiscono in mano a chi le compra perché è davvero appassionato, ci dà grande fiducia nei riguardi delle scelte che abbiamo compiuto”.

L’INIZIO DI UNA NUOVA ERA - Tra i compiti del presidente della Mercedes-Benz Italia c’è anche quello di traghettare la Smart verso la nuova era dell’elettrico, annunciata l’anno scorso al Salone di Francoforte. Dalla fine del 2019, quando uscirà la nuova generazione, le citycar a due posti del gruppo Daimler saranno proposte esclusivamente con motore a batteria. Una transizione che in Italia è particolarmente delicata: il nostro è il paese dove si vendono più Smart al mondo, e ancora nel 2017 sono stati 24.000 gli italiani che ne hanno comprata una. “L’atteggiamento dei clienti Smart verso il passaggio all’elettrica è molto positivo, come dimostra il fatto che già quest’anno ne venderemo 1500”, dice Guerry. “Il fatto è che chi acquista una delle nostre city car ha il problema di tutti, e cioè la necessità di avere un box attrezzato con la wall box, dove ricoverare l’auto e ricaricarla di notte”. Un limite non da poco allo sviluppo dell’auto elettrica. Da superare, secondo il presidente della Mercedes Italia, con l’inevitabile aiuto del governo e delle amministrazioni pubbliche “perché non creino ostacoli all’installazione di colonnine di ricarica nelle strade e nei parcheggi. Siamo all’inizio di una nuova era, che è guardata con favore dai clienti, costretti a cambiare mentalità, abitudini. Noi gli mettiamo a disposizione le app per cercare, su telefoni e tablet, i punti di ricarica, e nello stesso tempo lavoriamo in partnership con l’Enel per superare gli ostacoli con cui deve confrontarsi chi compra un’auto elettrica per attrezzare il box di casa. Normative, burocrazia, eccetera”. In questo, il ruolo dell’Enel è essenziale. “Contiamo sulla società pubblica dell’energia elettrica”, dice Guerry, “per risolvere il problema delle infrastrutture, senza le quali le auto a batteria non cresceranno. Poter contare su una rete capillare di colonnine è fondamentale, sapere dove si trovano anche. E lo dico da utente. Sono esperienze che che vivo personalmente, insieme a mia moglie, che guida appunto una Smart elettrica”.

E IL DIESEL? - Un altro dei temi caldi del Salone di Ginevra riguarda il destino (che per alcuni osservatori fa rima con declino) del motore a gasolio, messo sempre più in discussione dalla guerra che molte amministrazioni europee sembrano avergli dichiarato. A questo proposito, Marcel Guerry invita tutti “a stare ai fatti, evitando un approccio irrazionale a un problema complesso. I motori diesel dell’ultima generazione sono estremamente puliti, non solo nell’emissione di particolato ma anche per quel che riguarda gli ossidi di azoto. Non si può non tenerne conto. D’altra parte, lavoriamo anche noi sulle ibride, per affrontare il tema della lotta all’inquinamento su più fronti”.



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