Marchionne e il mea culpa sul ritardo della Cherokee

Il capo del gruppo Fiat Chrysler riconosce gli errori che hanno ritardato il lancio della Jeep Cherokee: “abbiamo imparato a non ripeterli più”.
NOVITÀ IMPEGNATIVE - Il ritardo nel lancio della nuova Jeep Cherokee sul mercato USA sta pesando sull’andamento commerciale del gruppo Chrysler e l’argomento non poteva star fuori dalle discussioni e dalle analisi in occasione della presentazione del bilancio trimestrale del gruppo Chrysler. Un ritardo legato all’adozione del moderno cambio automatico a 9 rapporti in combinazione con il sistema che disinserisce la trazione in determinate situazioni. Una prima assoluta, secondo la Chrysler.
 
 
REVISIONE E COLLAUDI MINUZIOSI - Di fronte ai problemi rilevati dagli stessi tecnici dopo la produzione dei primi esemplari, la Jeep è stata obbligata a rivedere il software di gestione, prevedendo anche un accurato test in pista per ognuno degli oltre 20.000 esemplari già usciti dalla fabbrica (qui per saperne di più). Risultato: un congruo ritardo nell’avvio delle vendite in un mercato dove la Jeep non era più presente dall'uscita di scena della precedente generazione della Cherokee avvenuta lo scorso anno.
 
 
IL PREZZO DELL’INNOVAZIONE - “Siamo stati naif a pensare che sarebbe stata introdotta senza problemi” ha detto Marchionne, che ha poi aggiunto: “Ciò che abbiamo imparato è di non ripetere un tale errore in futuro”. La Jeep è una delle prime auto ad utilizzare il nuovo cambio a nove rapporti appositamente sviluppato per le trazioni anteriori o integrali dalla ZF. La Chrysler lo costruisce in proprio, su licenza, nello stabilimento di Kokomodo, nell'Indiana. Marchionne ha di fatto ammesso la sottovalutazione del problema: un'auto completamente nuova, con nuovi motori, un cambio e una fabbrica completamente rifatti. Troppa complessità ha mandato in tilt la casa americana. Che però ora sembra aver risolto i problemi ed è pronta a consegnare le prime Jeep Cherokee ai clienti.


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