Mini Electric: passato e futuro

A New York la Mini espone una show car basata sulla storica Cooper restaurata e convertita alla trazione elettrica.

ESEMPLARE UNICO - Ai visitatori che entreranno al prossimo Salone di New York al via il 30 marzo potrebbe sembrare di essere tornati indietro di 60 anni. Sotto i riflettori dello stand Mini ci sarà, infatti, un modello con sembianze del tutto simili a quelle concepite da Alec Issigonis alla fine degli Anni 50. Sotto la carrozzeria, però, si nasconde una “meccanica” con la tecnologia del futuro, quella elettrica. È la Mini Electric basata su una Cooper restaurata e verniciata di rosso con tetto e strisce bianche. Le caratteristiche tecniche rimangono ignote, ma i responsabili Mini assicurano che il motore elettrico fornisce una sensazione da go-kart degna della celebre antesignana. Affermazione difficile da confutare in quanto la Mini Electric rimarrà un esemplare unico e non avrà un futuro commerciale. 

L’ELETTRICA DEBUTTA NEL 2019 - La show car firmata Issigonis è funzionale per presentare i piani della Mini per quel che riguarda le auto elettriche. Un impegno iniziato nel 2008 con la Mini E, modello costruito in 600 esemplari dal 2008 e servita per sperimentare la tecnologia poi adottata dalla BMW i3, nonché per lo sviluppo della Cooper SE Countryman All4 ibrida plug-in accreditata di un consumo medio di 43,5 km/l e di 52 grammi/km di emissioni di CO2. La versione a emissioni zero arriverà nel 2019 per il 60° anniversario del modello della British Motor Corporation e sarà un’evoluzione della Mini Electric Concept presentata al Salone di Francoforte 2017. Per il momento si sa soltanto che sarà agile e maneggevole come le vetture tradizionali, si baserà sulla versione a 3 porte e sarà prodotta al Mini Plant Oxford, nel Regno Unito. 



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