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A Mirafiori un anno di cassa integrazione

04 dicembre 2018

Da fine dicembre 2018 a fine dicembre 2019 lo stabilimento torinese dovrà essere preparato per la fabbricazione della Fiat 500 Elettrica.

A Mirafiori un anno di cassa integrazione

NOTIZIE BUONE E NO - Investimenti per 5 miliardi di euro entro il 2021, con diversi restyling assieme a inedite versioni ibride e soprattutto la novità della Fiat 500 elettrica. È l’essenza del piano FCA per l’Italia annunciato ai sindacati giovedì scorso (qui la news). La prima iniziativa di attuazione del piano purtroppo è l’annuncio di un anno di cassa integrazione nello stabilimento di Mirafiori, a Torino. La misura è stata presa anche in conseguenza del rallentamento delle vendite dei modelli Maserati prodotti negli stabilimenti dell’area torinese (Mirafiori e Grugliasco). Altra motivazione è il necessario lavoro di adattamento delle linee alla produzione della Fiat 500 Elettrica, compresa anche la necessaria formazione del personale. La fabbricazione dei veicoli elettrici è sensibilmente diverso da quella delle auto a benzina o diesel (e tra l’altro richiede molta meno manodopera). 

INIZI SCAGLIONATI - Il periodo di cassa integrazione andrà dal 31 dicembre al 2018 al 29 dicembre 2019, con tutta una serie di distinguo e differenziazioni in termini di date e di categoria dei lavoratori. In tutto il periodo comunque complessivamente saranno 3245 addetti, tra cui operai, impiegati e quadri. L’applicazione della “cassa” comincerà il 31 dicembre per 2.445 addetti, per poi passare a 2.595 dal 14 gennaio 2019, 2.755 il 28 gennaio, 2.915 l’11 febbraio, per salire quindi a 3.075 il 25 febbraio e appunto a 3.245 il 4 marzo. I lavori di adeguamento delle linee di produzione della Fiat 500 Elettrica (tecnicamente diversa da quella già da tempo prodotta) porteranno a vedere uscire da Mirafiori le prime vetture a “emissioni zero” nella primavera del 2020. Da parte dell’azienda c’è la fiducia che con ilo programma varato si riuscirà a realizzare la piena occupazione, vale a dire all’assenza di cassa integrazione e ammortizzatori sociali.  

AFFIDAMENTO SULL’ELETTRICO - C’è evidentemente fiducia che la domanda di auto elettriche crescerà sensibilmente. Ciò anche se da gennaio a tutto novembre 2018 le vendite in Italia sono state sì in crescita del 185%, ma rimanendo pur sempre contenute in 4.630 unità. D’altra parte le previsioni sulle vendite di auto elettriche sono molto controverse. L’Unione europea ha fissato l’obiettivo del 15% del totale per il 2025 e del 20% dal 2030, ma molti top manager del settore hanno bollato di “irrealismo” tali previsioni. L’organizzazione dei costruttori, ACEA, è anche intervenuta sull’argomento criticando pesantemente i piani UE. 



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Ritratto di 82BOB
5 dicembre 2018 - 08:34
Io poi mi chiedo, da quanto tempo avevano pensato di togliere dal mercato la MiTo? Perché non hanno velocizzato il più possibile questo periodo di transizione? Probabilmente il cambi in azienda hanno rallentato tempestività ed organicità delle decisioni... Triste poi la questione Levante, non so se la massiccia campagna pubblicitaria che stanno facendo ora sia in grado di risollevarne le sorti, probabilmente altro bolle in pentola per il SUV del tridente! Concordo con te Fr4, la 500 elettrica deve essere un vero traino all'elettrificazione, non un semplice e costoso esperimento!
Ritratto di Giuliopedrali
4 dicembre 2018 - 19:50
Ma questi americani e italiani sono i dilettanti dell'auto, o almeno lo sono diventati in questo nuovo millennio. Poi un anno di cassa integrazione per le linee per la 500 elettrica... Diglielo a qualche industria seria cioè orientale.
Ritratto di Luzo
5 dicembre 2018 - 10:28
Quando ė servito Toyota l ha fatto, come ha pure usufruito di aiuti di stato....e vorrei vedere, in Germania per un po' di calo vendite auto (globale) il PIL ė andato in rosso, cosa successa,guarda un po',nel 2015
Ritratto di FOXBLACK
4 dicembre 2018 - 21:03
Il problema è anche per tutto l indotto. ...per un auto elettrica ci sono meno pezzi. ..ovvero meno posti di lavoro. ...
Ritratto di FOXBLACK
4 dicembre 2018 - 21:13
Poi se il bel paese non si organizza con colonnine ecc.per caricare queste auto. ..chi non ha un box o posto auto comodo che fa. ...tira un cavo dalla finestra. ..sto pensando a quelli che abitano nei grandi centri cittadini dove anche i parcheggi sono introvabili sotto casa. ..
Ritratto di Mamg
4 dicembre 2018 - 21:53
Ma state scherzando? Geniale tenere fermo un anno uno stabilimento? Dov'é la programmazione? E poi a spese di noi contribuenti!
Ritratto di otttoz
5 dicembre 2018 - 07:59
potevano continuare a produrre la punto,magari rilanciandola con la dotazione della frenata automatica di emergenza,a mirafiori spazio ce n'è, anzichè farci pagare la GIG...
Ritratto di 82BOB
5 dicembre 2018 - 20:56
Pure la MiTo... In ogni caso andava programmato prima...
Ritratto di Luzo
5 dicembre 2018 - 10:30
Ma non ne hai detta una vera...l investimento ė su tutta la gamma che sarà elettrificata (Renegade intesta, fra meno di un mese)
Ritratto di Challenger RT
6 dicembre 2018 - 02:16
Magari una 500 elettrica a 23.000 euro, cioè meno di una Smart elettrica che ha solo due posti! La comprerebbero subito!
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