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A Mirafiori la produzione Alfa Romeo e Jeep

26 novembre 2010

Questo il piano della Fiat per il rilancio dello stabilimento torinese. Previsti investimenti per un miliardo di euro e non si escludono nuove assunzioni. Adesso si aspetta il via libera dei sindacati.

IL RILANCIO DI MIRAFIORI - Rendere Mirafiori il “cuore” delle produzioni Fiat di fascia alta (nella foto sopra una delle attuali linee di produzione). È questo il piano di Sergio Marchionne per il futuro dello stabilimento torinese, che ora attende la risposta dei sindacati. “Il piano prevede la creazione di una joint venture tra Chrsysler e Fiat per portare a Torino una nuova piattaforma dagli Stati Uniti, che servirà per produrre automobili e Suv di classe superiore per i marchi Jeep e Alfa Romeo”, si legge nel comunicato diffuso oggi dal Lingotto. Nelle intenzioni dell’amministratore delegato, si tratta di produrre in Italia “vetture dei segmenti C e D” destinate non soltanto all’Unione europea: “Più della metà è destinata a raggiungere i mercati di tutto il mondo, specialmente l’America”.

VERSO NUOVE ASSUNZIONI? - Il piano prevede un investimento di un miliardo di euro e punta ad “adeguare l’impianto alle nuove produzioni in tempi coerenti con il lancio commerciale dei futuri modelli Jeep e Alfa Romeo”, previsto per la seconda metà del 2012. Da Mirafiori dovranno uscire tra le 250.000 e le 280.000 vetture all’anno, vale a dire più di mille auto al giorno. Per raggiungere questo obiettivo, il gruppo non esclude nuove assunzioni. La palla passa alle rappresentanze dei lavoratori. Anche perché il gruppo torinese su un punto pare irremovibile: “È indispensabile il consenso di sindacati e dipendenti per assicurare allo stabilimento il necessario livello di competitività”. Marchionne, però, avverte: “Bisogna stringere i tempi il più possibile. Non possiamo permetterci di passare mesi a discutere”.

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Ritratto di okorop
26 novembre 2010 - 14:18
male che qualcuno diceva che voleva vendere tutto ai tedeschi.... Ed adesso si parla di nuove assunzioni e nuovi progetti.... Marchionne ha capito secondo me tutto, pianali uguali per europa e usa con commercializzazione di macchine diverse, sfruttamento economie di scala e grande possibilità di fare utili...
Ritratto di elioss
26 novembre 2010 - 16:17
4
ottima mossa, produrre auto di fascia alta e con più margine di guadagno qui in italia dove la produzione costa di più, e ottimizzare gli utili, nelle fasce alte tanto alzare il prezzo di 1000-2000€ non modifica di molto il numero di ordini, mentre alzare il prezzo di una mito di quella cifra vuol dire allontanare parecchi clienti... bravo marchionne, ora sta solo ai dipendenti e ai sindacati darsi da fare per raggiungere i livelli di produzione tedeschi ;)
Ritratto di elioss
26 novembre 2010 - 16:17
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ottima mossa, produrre auto di fascia alta e con più margine di guadagno qui in italia dove la produzione costa di più, e ottimizzare gli utili, nelle fasce alte tanto alzare il prezzo di 1000-2000€ non modifica di molto il numero di ordini, mentre alzare il prezzo di una mito di quella cifra vuol dire allontanare parecchi clienti... bravo marchionne, ora sta solo ai dipendenti e ai sindacati darsi da fare per raggiungere i livelli di produzione tedeschi ;)
Ritratto di Alfonso_
26 novembre 2010 - 17:16
è il c-evo, studiato da fiat e chrysler, non solo da chrysler ;) http://italiantestdriver.blogspot.com/2010/11/alfa-romeo-la-nuova-giulia-e-il-nuovo.html#more
Ritratto di dynastar64
26 novembre 2010 - 18:54
E' un ottima strategia economica, che potrà contribuire a risanare quella che è l' economia italiana. Bisogna sperare che i sindacati e i lavoratori vadano incontro, che qua si stanno aprendo nuove frontiere e forse avremmo un marchio in grado di competere con tanti colossi. E speriamo che non si lamenti più nessuno dei sindacati
Ritratto di Paolo_1973
26 novembre 2010 - 23:42
1) Un pianale italiano, il C-Evo sviluppato da Alfa Romeo (Giulietta), viene utilizzato dal Gruppo Chrysler come pianale per i segmenti C e D. Su quel pianale ci faranno le prossime berline medie Chrysler e Dodge, ossia i modelli critici per il mercato americano, dove si fanno i maggiori volumi. Se l'hanno adottato, vuol dire che non è buono, è eccellente. 2) Lo stesso pianale viene perfezionato da Jeep, suppongo (ma confesso la mia somma ignoranza) per adattarlo alla tecnologia SUV 4WD, di cui sono leader worldwide indiscussi. Il C-Evo diventa C-wide. 3) Questo pianale verrà portato a mirafiori, dove potranno costruirci un SUV Jeep (primo modello straniero ad essere costruito in italia) un SUV, Alfa e una berlina Alfa. E io ci aggiungo anche una berlina Lancia, perché credo proprio che la prossima Dedra o Flavia che dir si voglia, sarà costruita sul C-Wide, a Mirafiori. E scusate se è poco.
Ritratto di mbtriskel
29 novembre 2010 - 10:01
..Che nonostante tutto, sia un'enorme cavolata il far produrre in Italia macchine destinate all'America, in polonia macchine destinate all'Italia e in USA macchine destinate all'Europa... quanto costa il trasporto da una parte alla'tra dell'oceano di una vettura?? E, soldi a parte, quanto inquinamento inutile produce questa politica produttiva??? A questo punto è inutile fare le auto ecologiche e poi inquinare il triplo durante la fase di produzione....
Ritratto di SAUZER75
29 novembre 2010 - 14:28
Ma quando abbassano i prezzi delle auto? 50.000.000 di vecchie lire per un'auto come Giuglietta, opel astra , etc. (Seppur belle) mi sembran tantini.... gli stipendi? sempre quelli....Ovvero, il potere d'acquisto e' sempre quello se non di meno. Io prendo 1200 euro al mese e mi sembra di guadagnare 1.2000.000 lire di una volta. Nessuno ha questa impressione? Saluti
Ritratto di liinkss
29 novembre 2010 - 18:32
9
Piu che altro la domanda è "Ma quando si aumentano i stipendi dei dipendenti?" Il prezzo delle auto è in linea con l'aumento del costo della vita, che sale sale sale (in fatti, lo stipendio dei pubblici è aumentato di più 40% in 10 anni), e noi stiamo li a ammuffire.
Ritratto di Al86
29 novembre 2010 - 18:53
No, non sei l'unico, credo che bene o male tutti si siano accorti che il realtà il proprio potere d'acquisto è dimezzato, tra euro e aumenti vari costa tutto il doppio, ma gli stipendi sono rimasti uguali, quindi è come se tutti prendessero in busta paga la metà di quanto si prendeva prima, la gente comune in pratica si ritrova in tasca la metà di quanto aveva prima, di conseguenza spende la metà di prima, chi produce di conseguenza vende la metà di prima, poi ci si meraviglia se la crisi non passa, in più i governi per rimettere in moto l'economia, invece che aiutare i consumatori, elargisce denaro alle imprese, così per un po' le imprese sono a posto (finchè non finiscono i soldi) ma in realtà la situazione non migliora, perché comunque i consumo non riprendono (e quindi i prodotti non vendono).
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