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Mirafiori fa un passo avanti verso il rilancio

22 marzo 2012

Firmato l'accordo con i sindacati che metterà in cassa integrazione per 18 mesi gli oltre 5.300 dipendenti. Per adeguare lo stabilimento alla produzione dei nuovi modelli la Fiat investirà 1 miliardo di euro.

18 MESI DI “PAUSA” - Il progetto Fabbrica Italia per lo stabilimento di Mirafiori procede spedito. Nella giornata di ieri il gruppo torinese e i sindacati hanno siglato l'accordo che porterà i dipendenti dello stabilimento torinese a una cassa integrazione programmata di 18 mesi, a cominciare dal prossimo 2 aprile. Un arco di tempo durante il quale la Fiat modernizzerà l'impianto di Mirafiori in vista della produzione di nuovi modelli. Come riportato dai principali organi di stampa, affinché l'accordo sia esecutivo dovrà essere ratificato dalla regione Piemonte, l'incontro tra le parti è atteso per venerdì 23 marzo.

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IMPIANTO DA MODERNIZZARE - Con gli oltre 5.300 operai di Mirafiori che fino a settembre 2013 lavoreranno per un minimo di 3 giorni e un massimo di 10 al mese, a partire dai prossimi mesi la Fiat avrà modo di impiantare una nuova linea di produzione, modificare la divisione lastratura e verniciatura, e realizzare una linea di sigillatura che utilizzerà nuovi robot. Per tutti questi lavori il gruppo torinese stima di investire 1 miliardo di euro.

Stabilimento mirafiori fiat 02

IN ARRIVO DUE SUV - Ricordiamo che nell'immenso complesso di Mirafiori si continuerà a costruire l'Alfa Romeo MiTo e l'erede della Lancia Musa, che sarà costruita sulla nuova piattaforma denominata “Small Wide”, utilizzata anche per la nuova Fiat 500L, che viene però costruita in Serbia. Inoltre, dallo stabilimento torinese usciranno anche due nuove piccole suv con marchio Fiat e Jeep. Entro la fine dell'anno prossimo inizierà la produzione del modello Fiat che andrà a sostituire la Sedici, la crossover oggi costruita insieme alla Suzuki in Ungheria (è una gemella della SX4) e prossima al pensionamento: è in commercio dal 2006 ed è stata ristilizzata nel 2009. Dalla seconda metà del 2014, invece, sempre sulla stessa ossatura verrà avviata la produzione anche della suv Jeep che sarà esportata anche negli Usa.





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Ritratto di Montreal70
23 marzo 2012 - 17:55
Questa storia dei 5 anni vi ha proprio lobotomizzato a quanto pare. Ripeto ancora: i 5 anni non esistono, il gruppo coreano ha ricevuto una multa dall'antitrust per pubblicità ingannevole. Per quanto riguarda la chiesa, stendiamo un velo pietoso. Sarà quest'ultima semmai a rapinare gli italiani, incassandosi anche l'8 per mille che non le spetta e spendendo più in pubblicità che in carità (non è un'esagerazione, cerca pure i dati).
Ritratto di Franchigno
23 marzo 2012 - 18:10
In dubbio diciamo che la chiesa è alla pari di Marchionne,ma se non altro qualcosa va anche ai poveri e non ad ingrossare il già "grasso"stipendio del noto manager.Riguardo la garanzia e di 5 anni(compresa la manodopera)sono escluse solo alcune parti.Quindi in confronto alla concorrenza è oro!
Ritratto di Montreal70
23 marzo 2012 - 18:24
Insomma, secondo la garanzia è tutto soggetto ad usura, si salva solo la scocca a momenti. Ad esempio, la pompa del gasolio, non rientra nella copertura. Comunque, non è esatto, Fiat paga miliardi di Euro di tasse all'Italia, seppur venda la totalità dei suoi prodotti all'estero, senza considerare che da da mangiare a centinaia di migliaia di famiglie italiane (considerando anche l'indotto). In pratica, è più utile alla collettività Fiat che l'associazione dei pedofili.
Ritratto di Mambo9
23 marzo 2012 - 17:08
Ma cavolo, sta storia dell'erede della Musa è nata da un vostro errore di traduzione dall'inglese quando avete scopiazzato un'articolo da un'altra parte. Marchionne ha solo detto che continueranno a produrre l'ATTUALE Musa finchè ci sarà domanda. Un pò di attenzione, se vi serve una mano a tradurre fatemi un fischio :)
Ritratto di ARAN-GP
5 aprile 2012 - 01:11
la hyundai i10 la uso per farci cacare il cane
Ritratto di caronte
15 giugno 2012 - 13:37
speriamo bene che a parte questa occasione non si ricorra più alla cassa integrazione.
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