La Nasa reinventa la ruota

Annunciato un nuovo prototipo di ruota per le future missioni di esplorazione extra-terrestre.

DECENNI DI LAVORO - L’espressione “reinventare la ruota” sembra solo una battuta e per gli americani ha la stessa valenza del detto italiano “inventare l’acqua calda”, ma il Glenn Research Center della Nasa, situato nei pressi dell’aeroporto di Cleveland in Ohio, ha sempre preso letteralmente questo mandato di trovare soluzioni funzionali a supporto della mobilità sugli altri corpi celesti del sistema solare, reiventando la ruota, appunto. Il primo importante progetto realizzato della divisione mobilità dal Glenn Research Center risale agli anni sessanta quando il Lunar Rover, con le sue ruote metalliche vuote e flessibili, consentì agli astronauti delle ultime missioni Apollo di esplorare ampi spazi sulla superficie della Luna. La ricerche svolte a Cleveland hanno poi aiutato i due robottini Spirit e Opportunity a esplorare il suolo di Marte, molto più dissestato e tutt’altro che morbido rispetto alle polverose vallate luogo di atterraggio delle missioni Apollo sulla Luna. Le sei rotelle dei rover furono progettate in alluminio e avrebbero dovuto essere super resistenti.

REINVENTARE LA RUOTA - Dal 2013 però gli ingegneri della Nasa hanno notato una significativa decadenza e danneggiamenti sulle ruote dei rover sul suolo marziano e il Glenn Research Center ha dovuto nuovamente mettersi al lavoro per reinventare la ruota. Si è tornati all’idea di una ruota cava simile a quanto si era visto nelle missioni lunari ma con una significativa evoluzione della trama metallica flessibile. La Nasa ha infatti presentato i primi prototipi della nuova ruota che prevedono l’utilizzo di una particolare lega di titanio e nickel con “memoria”, capace ovvero di piegarsi e conformarsi al terreno senza rompersi per poi gentilmente riassumere la forma originale senza rimbalzare bruscamente e provocare danni alle strumentazioni dei veicoli per l’esplorazione. Il nuovo design della trama metallica dovrebbe altresì migliorare l’aderenza ed evitare che i veicoli rimangano bloccati nelle distese di sabbia o polvere extraterrestre. I tecnici Nasa si dicono fiduciosi sull’utilizzo della nuova ruota nelle future esplorazioni dei corpi celesti del sistema solare.



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