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Nuova Nissan Qashqai: come sarà

Pubblicato 13 novembre 2020

La primavera del 2021 vedrà il debutto della terza serie della Nissan Qashqai: tutta nuova, un po’ più grande e spaziosa e con una innovativa versione ibrida “full” da 188 CV. Ma non avrà motori diesel.

Nuova Nissan Qashqai: come sarà

UNA FORMULA DI SUCCESSO - Previsto per la prossima primavera il debutto della terza edizione della Nissan Qashqai, un modello che ha segnato un’epoca. Nata nel 2006, in un momento di crisi della casa giapponese, la prima serie ne ha risollevato le sorti grazie a un’impostazione innovativa, che ha fatto scuola: la si può definire come la prima crossover compatta, con il look “avventuroso” delle suv ingentilito da forme più smussate e un tetto più basso e filante, ma anche con una guidabilità e un comfort più da berlina che da fuoristrada. La formula, che è piaciuta molto, è stata ripresa in pratica da tutti gli altri costruttori, ma questo fatto non ha influito sul successo della Qashqai, venduta fino a oggi in oltre 5 milioni di esemplari in tutto il mondo. Di questi, oltre tre milioni sono stati consegnati in Europa; il picco nelle consegne si è raggiunto nel 2017, con 261.122 auto, ma anche lo scorso anno il valore è rimasto elevato: 235.356 auto. E ora arriva il modello tutto nuovo, caratterizzato da linee più tese e moderne (per quello che si può percepire dalle immagini delle vetture camuffate che vi proponiamo) e da luci anteriori sottili e futuribili; la casa ha poi fornito le prime informazioni sulla tecnica. 

CRESCE, SOPRATTUTTO DENTRO - Gli ingombri crescono solo di pochi centimetri (ricordiamo che la Nissan Qashqai di oggi è lunga 439 centimetri e larga 181), ma, grazie anche alle ruote più grandi (fino a 20” di diametro, invece dei 19 odierni) e poste più verso l’esterno, promette di apparire più “piantata a terra”. Aumenta poi in maniera significativa il passo (la distanza fra il centro delle ruote misurato lungo la fiancata), aumentando lo spazio nell’abitacolo (già buono nel modello in vendita oggi). Porte più ampie dovrebbero agevolare l’accesso al divano, mentre la capienza del bagagliaio cresce di “oltre 50 litri”, arrivando in pratica a 500, nella configurazione a cinque posti: niente male.

LEGA LEGGERA A PIENE MANI - La piattaforma utilizzata come base per la nuova Nissan Qashqai (che si chiama CMF-C) è completamente rifatta, per migliorare il comportamento in caso di incidente e ridurre il peso (con vantaggi per guidabilità, consumi, emissioni e prestazioni). Innovazioni strutturali consentono di assorbire in modo più progressivo l’energia in caso di urto frontale, ma è soprattutto l’uso di materiali più raffinati a fare la differenza, riducendo il peso della scocca di 60 kg e aumentandone la rigidezza torsionale del 41%. La percentuale di acciai ad altissima resistenza (UHSS) passa dal 20% al 30%, con le quattro porte, i parafanghi e il cofano anteriori in lega di alluminio; il portellone, invece, è in materiale composito. Riviste da cima a fondo anche la taratura dello sterzo e le sospensioni, che pure mantengono lo schema classico: davanti McPherson e dietro a ponte torcente (o multilink per le versioni 4x4 e anche per quelle con ruote di 20”, allo scopo di mantenere un buon comfort nonostante la maggior “rigidezza” di un pneumatico così ribassato). 

PIÙ AUTONOMA - Già la Nissan Qashqai attuale offre un buon numero di aiuti elettronici alla guida (la casa riunisce i più importanti sotto il nome ProPilot), ma il nuovo modello segna un passo avanti verso la guida autonoma. Per esempio, il cruise control adattativo ora regola la velocità non solo in base a quella del veicolo che c’è davanti (arrivando a fermare l’auto e a farla ripartire da sola), ma anche in base ai limiti di velocità presenti nelle mappe del navigatore, e aggiornati in tempo reale grazie alla telecamera che legge i cartelli stradali. Inoltre, il sistema tiene conto dell’andamento della strada, e può rallentare l’auto in corrispondenza delle rotonde e delle curve. Altre funzioni nuove sono la frenata automatica in retromarcia, che tiene conto dell’arrivo di altri veicoli, pedoni o ciclisti, i sensori di distanza laterali (avvisano se si rischia di “strisciare” la fiancata in fase di manovra) e quelli dell’angolo cieco che non solo avvisano con una spia dell’arrivo di una vettura alle spalle, ma ora intervengono sullo sterzo contrastando un’eventale manovra del guidatore che andrebbe a tagliare la strada all’altro veicolo.

SOLO IBRIDA, “LEGGERA”… - Come sempre più spesso succede, soprattutto per i modelli medio-piccoli, anche la Nissan Qashqai dice addio ai motori diesel (i 1.5 e 1.7 attuali, di origine Renault). I 1.3 turbo a benzina rimangono, ma in versione ibrida “leggera”: un piccolo motore/generatore elettrico a 12 volt, collegato con una cinghia, recupera energia nelle decelerazioni inviandola a una batteria agli ioni di litio, per restituirla nelle successive riprese, alleggerendo un po’ il lavoro del quattro cilindri. Così, consumi ed emissioni calano leggermente (il 3-4%). Quattro le versioni previste: con cambio manuale a sei marce e trazione anteriore, si sceglie fra 138 e 155 CV. La versione più potente si può avere anche con un nuovo cambio automatico a variazione continua (invece che con il robotizzato a doppia frizione previsto oggi) e con quest’ultima trasmissione abbinata alla trazione integrale. 

…O “FULL” - Il “pezzo forte” dal punto di vista tecnico è la versione ePower, che riprende uno schema già utilizzato da quattro anni in Giappone (con successo di vendite) sulla piccola monovolume Note, e che si differenzia da tutti gli altri utilizzati per le ibride “full” non ricaricabili dall’esterno (si avvicina solo a quello delle Honda Jazz e CR-V). Qui, infatti, le ruote sono collegate unicamente al motore elettrico (da 188 cavalli); quello a benzina serve soltanto per azionare il generatore, che crea la corrente, e non anche per muovere la vettura. Con la Nissan Qashqai ePower ancora in fase di omologazione è presto per parlare di consumi ed emissioni. Tuttavia, i tecnici parlano di risultati molto simili a quelli delle altre ibride “full”; quindi, in media, il 20-25% in meno dello stesso modello solo a benzina, con picchi del 40% in città (dove il recupero di energia nei rallentamenti ha molte occasioni per funzionare) e un vantaggio attorno al 5% in autostrada. La vera differenza rispetto alle altre vetture bimotore è nell’esperienza di guida: dato che la trazione (per ora solo sulle ruote anteriori, ma in seguito dovrebbe arrivare una versione 4x4) è dovuta al motore a corrente, le riprese dovrebbero essere come quelle di un’auto elettrica: immediate e molto vigorose. 

I PREZZI CRESCONO POCO - La Nissan Qashqai non avrà una versione elettrica, ma sarà affiancata a fine 2021 da una crossover a batteria un po’ più grande e lussuosa, la Ariya (ne parliamo qui). E nel 2022 è previsto pure l’arrivo della nuova X-Trail (una Qashqai più grande e anche a sette posti). Infine, i prezzi: siamo ancora lontani dalla definizione dei listini ufficiali, ma pare realistico pensare che una Nissan Qashqai 1.3 ibrida “leggera” costerà dai 23.000 euro in su, mentre per le ePower la cifra sarà vicina ai 30.000 euro. 

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Ritratto di Ale94
15 novembre 2020 - 20:10
Molto bella la linea da quello che si intravede, la prima si distingueva nel traffico perchè era un qualcosa di nuovo e ha avuto un gran successo ha messo d’accordo quello che cercavano gli automobilisti non sempre la solita segmento C. La seconda è stata totalmente diversa un bel passo avanti e una linea ancora attuale speriamo che questa non deluda per un modello che mi fa apprezzare il marchio Nissan. (Prevedo anche una nuova Kadjar). Mentre per i motori ok il benzina, ibrido ma non proporre nemmeno un diesel è grave ormai c’è proprio un sabotaggio verso il diesel ma chi percorre tanti km in autostrada tra un po’ si ritroverà ad acquistare il nulla! (Scelta di tutti costruttori ormai).
Ritratto di e-bbo
16 novembre 2020 - 09:39
Speriamo che acquisti originalità con questo nuovo restiling!
Ritratto di bijulino
16 novembre 2020 - 13:31
Una delle peggiori auto che ho avuto (seconda serie). Una serie di problemi, che l'officina non riuscendo a risolvere, si è rassegnata dicendomi: sono fatte così! L'ho data via non appena ho sentito i primi segnali che le bronzine stavano per partire. La prima Nissan che ho avuto era fatta in Giappone ed era di qualità nettamente superiore
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