Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento UE 2026/1738 vengono introdotte regole comuni sulla progettazione, sulla produzione e sulla riparazione delle auto, oltre che sul loro riciclo e gestione di quelle da demolire. Per le nuove auto rimangono gli obiettivi già previsti di almeno 85% della massa riutilizzabile o riciclabile e del 95% riutilizzabile o recuperabile, ma cambia il modo in cui questi valori dovranno essere calcolati e verificati.
Soprattutto, i costruttori dovranno tenere conto della circolarità già durante la progettazione. Per i nuovi veicoli omologati dal 2032 sarà inoltre necessario progettare numerosi componenti in modo che possano essere rimossi senza difficoltà e, quando tecnicamente possibile, riutilizzati, ricondizionati o riciclati. Vediamo nel dettaglio cosa cambia, sottolineando che la maggior parte delle novità saranno effettive solo nei prossimi anni.
Una delle novità più concrete riguarda i materiali. Dal primo settembre 2032, ogni nuova auto dovrà contenere almeno il 15% di plastica riciclata proveniente da rifiuti post-consumo e la percentuale salirà al 25% dal 2036. Inoltre, almeno un quinto dell’obiettivo dovrà essere ottenuto utilizzando plastica riciclata proveniente proprio da veicoli fuori uso o da componenti smontati dalle auto durante la loro vita.
Per acciaio e alluminio il regolamento ha stabilito per il momento gli obiettivi minimi, che dovranno essere fissati in un secondo momento dalla Commissione. Un’altra decisione destinata ad avere effetti soprattutto sulle elettriche riguarda batterie e motori elettrici.
Dal 2032 i nuovi modelli dovranno essere progettati in modo da permettere la rimozione e la sostituzione delle batterie e dei relativi pacchi, oltre che dei motori elettrici, in maniera facile e non distruttiva, sia durante la vita dell’auto sia quando questa diventa un veicolo fuori uso. Inoltre dal 2029 costruttori, riparatori e demolitori dovranno poter accedere a informazioni standardizzate sulle procedure per rimuovere e sostituire batterie, componenti e materiali.
Il regolamento introduce anche il passaporto digitale di circolarità del veicolo, che sarà accessibile gratuitamente e conterrà, tra le altre cose, le informazioni necessarie per rimuovere componenti e batterie, i dati sulla percentuale di materiali riciclati utilizzati e il catalogo ufficiale dei ricambi.
Le informazioni dovranno essere aggiornate, strutturate e interoperabili, così da poter essere utilizzate anche da soggetti diversi dal costruttore. I costruttori saranno obbligati a elaborare una strategia di circolarità, da aggiornare almeno ogni cinque anni, indicando come intendono rispettare gli obiettivi e quali azioni prevedono per facilitare il recupero dei materiali e il riutilizzo dei componenti.
Il regolamento interviene anche sul momento in cui un’auto deve essere considerata definitivamente fuori uso, introducendo criteri vincolanti per stabilire quando un veicolo non è più riparabile; se questi non sono soddisfatti, si procede con ulteriori criteri e, quando necessario, con una valutazione tecnica delle riparazioni necessarie per riportare l’auto alla revisione.
In questo modo un veicolo ancora riparabile non dovrebbe essere classificato automaticamente come rifiuto. Per il proprietario c’è anche una conseguenza pratica: il conferimento del veicolo fuori uso a un impianto autorizzato o a un punto di raccolta è gratuito, salvo che manchino parti essenziali come il motore (termico o elettrico), la batteria di trazione o grandi elementi della carrozzeria. Al momento della consegna l’impianto dovrà inoltre rilasciare un certificato di rottamazione in formato elettronico.
Una delle parti più rilevanti del nuovo regolamento riguarda infine le auto usate destinate ai Paesi extra Ue. Dal primo settembre 2031 potranno essere esportate soltanto se non sono considerate veicoli fuori uso e se risultano tecnicamente idonee alla circolazione al momento della dichiarazione doganale.
Per ogni vettura dovranno essere disponibili il VIN, lo Stato dell’ultima immatricolazione e la documentazione che dimostri il rispetto dei requisiti. Il controllo non sarà soltanto cartaceo: una volta operativo il sistema europeo previsto dal regolamento, le autorità doganali potranno verificare automaticamente, attraverso il VIN, i dati sull’immatricolazione e sulla revisione dell’auto. Se le informazioni non coincidono con quelle presenti nei registri nazionali, l’esportazione potrà essere bloccata.























