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Una Peugeot 308 GTi per i Carabinieri

15 dicembre 2017

Consegnato all’Arma dei Carabinieri un esemplare della 308 GTi che sarà impegnato a Roma nel controllo del territorio.

Una Peugeot 308 GTi per i Carabinieri

LA PRIMA DI UNA SERIE - È una Peugeot 308 GTi l’ultimo modello ad entrare nella flotta dei Carabinieri. La vettura è stata consegnata oggi in comodato d’uso gratuito al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri di Roma dove verrà utilizzata per il controllo del territorio, per i servizi di scorta in occasione di cerimonie istituzionali e per interventi speciali come il trasporto di organi e sangue. La consegna rientra in un accordo con l’Arma e vuole sottolineare il rilievo di Groupe PSA Italia per l’economia nazionale del Bel Paese. La filiale italiana del gruppo francese, infatti, ha fatturato nel 2016 2,7 miliardi di euro dando lavoro a oltre 700 dipendenti e coinvolgendo, attraverso i 2.000 business partner, altri 8.000 addetti. Inoltre, sono 82 le aziende italiane che forniscono componenti al Gruppo PSA per un giro d’affari di 430 milioni di euro. 

TRASFORMATA DALLA NCT - La Peugeot 308 GTi dei Carabinieri si differenzia dalla versione “civile” per l’allestimento specifico realizzato dalla carrozzeria torinese NCT, di recente insignita del prestigioso Premio 100 Eccellenze Italiane. Le modifiche più evidenti riguardano la presenza delle sirene sul tetto, dei segnalatori luminosi a nano LED nella calandra, dei supporti per le torce al centro dei sedili anteriori, per il porta arma lunga a bloccaggio meccanico e per il sistema di comunicazione con la centrale sulla plancia. Inedito è pure il un piano scrittoio illuminato ricavato nella cappelliera e dotato di doppia presa Usb e predisposizioni per i sistemi di comunicazione e di scambio dati operativo in dotazione alle forze dell’ordine.

UN CORSO CON ANDREUCCI - Rimane invariata la parte meccanica della Peugeot 308 GTi, dei Carabinieri compreso il motore 1.6 THP da 272 CV. Confermati sono pure l’impianto frenante con dischi da 380 mm all’avantreno, i cerchi da 19” e differenziale autobloccante meccanico Torsen, nonché i diversi sistemi di assistenza alla guida previsti dalla versione civile. Le prestazioni sono di rilievo (250 km/h la velocità massima, 6,0” il dato dell’accelerazione 0-100 km/h), tanto da indurre i responsabili del Leone ad offrire alle pattuglie che la useranno una formazione aggiuntiva rispetto a quella fornita dall’Arma: un corso di guida a Misano Adriatico con un istruttore d’eccellenza, il dieci volte campione italiano rally e pilota ufficiale Peugeot, Paolo Andreucci.

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Ritratto di LOL25
16 dicembre 2017 - 22:17
Ma per fortuna direi, 272 cv non sarà una potenza da supercar ma è molto più di quanto l'automobilista medio guidi tutti i giorni, quindi ben venga un corso di guida
Ritratto di otttoz
16 dicembre 2017 - 14:00
ma anche per azionare sirena e lampeggianti si dà il comando sul monitor come per il clima?
Ritratto di grande_punto
16 dicembre 2017 - 14:11
3
Eh ma la golf...
Ritratto di Porsche_Panamera
17 dicembre 2017 - 10:36
Quanto siete sfigati voi fiattari, vero sinistro?
Ritratto di grande_punto
17 dicembre 2017 - 11:47
3
Chi cszzo è sinistro???
Ritratto di aquilale77
17 dicembre 2017 - 07:57
Io non condivido il fatto che le nostre forze dell'ordine usino auto straniere.
Ritratto di studio75
18 dicembre 2017 - 09:07
5
ma cosa è rimasto di italiano 100% ? FCA (fiat/alfa/ferrari/chrysler/Jeep) la considero italiana forse al 30% ma tra una generazione sarà internazionale come la pizza.
Ritratto di Mattia Bertero
18 dicembre 2017 - 10:14
3
X STUDIO75. Credo che ormai la questione dell'azienda nazionale deve essere superata. Ormai tutte le grandi aziende in qualsiasi parte del mondo sono delle multinazionali, hanno diverse nazionalità. Sulle nostre auto di qualsiasi marca esistente ci sono pezzi e meccanismi che provengono da svariate parti del mondo. Per me quindi non ha più senso sbandierare una nazionalità di una determinata azienda quando ai conti fatti non esiste più. Se voglio ricercare, per esempio, un Made in Italy ora come ora vero lo ricercherei nell'alimentazione (anche se qui qualche importazione arriva sempre) ma che comunque rimane molto legato alla provenienza di un determinato luogo del Bel Paese.
Ritratto di studio75
19 dicembre 2017 - 10:53
5
il 30% di nazionalità lo davo ad appannaggio delle maestranze italiane tuttora impiegate nel gruppo. Tra una generazione, ripeto, ho paura che possano predominare logiche economiche che facciano venir meno anche questa presenza.
Ritratto di LanciaRules
18 dicembre 2017 - 08:35
Al primo dei crateri di Roma spacca i cerchi... Città e Stato allo sbaraglio da 72 anni...
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