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La Pininfarina venduta alla Mahindra

31 maggio 2016

Ufficializzato il passaggio della maggioranza della Pininfarina, storica società italiana di design ed ingegneria, agli indiani della Mahindra.

La Pininfarina venduta alla Mahindra

CESSIONE DEFINITA - La società indiana Mahindra ha completato nelle scorse ore l’acquisto della Pininfarina, il cui nome richiama alcune fra le vetture più affascinanti e significative del panorama automobilistico italiano: l’azienda di Cambiano, fondata nel 1930 da Battista ‘Pinin’ Farina, ha disegnato modelli come ad esempio l’Alfa Romeo Spider, la Ferrari Dino 246, la Fiat 124 Spider e la Lancia Flaminia. L’annuncio rende effettivi gli accordi dello scorso dicembre: la Pininfarina era da tempo in grossa difficoltà economica e non aveva fondi sufficienti per rilanciarsi sul mercato. La Mahindra ha promesso di investire 20 milioni di euro e finanziare così un aumento di capitale, che permetterà all’azienda di avvicinarsi alla concorrenza e diventare più competitiva. I 20 milioni saranno messi a disposizione entro la fine del 2016.

INVESTIMENTO DI 150 MILIONI - La cessione della Pininfarina avviene tramite un complesso meccanismo fra società. L’acquisto è stato portato a termine dalla società di diritto olandese PF Holdings BV, posseduta dalla TechMahindra Limited (azienda nel ramo delle telecomunicazioni) e dalla Mahindra&Mahindra, casa automobilistica specializzata in suv e vetture per il fuoristrada: la Mahindra&Mahindra è un costruttore di successo sul mercato indiano. La PF Holdings BV ha acquistato le azioni detenute dalla Pincar, ovvero la società della famiglia Pininfarina a cui faceva capo l’azienda, pagando 1,10 euro per azione e rilevando il 76,03% del capitale azionario: la somma investita, secondo indiscrezioni, sarebbe pari a 150 milioni di euro. L’indebitamento della Pininfarina inizierà ad essere ripagato dal 2017. Paolo Pininfarina (nipote del fondatore) e Silvio Angori verranno confermati nelle posizioni di presidente e amministratore delegato, mentre il nuovo consiglio di amministrazione verrà nominato il 3 agosto.

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Ritratto di impala
1 giugno 2016 - 06:51
...poi la Fiat a gia preso la Bertone di Grugliasco
Ritratto di Aristide33
1 giugno 2016 - 08:51
Ma perché "se ne va"? Pininfarina rimane in Italia, non viene licenziato nessuno, anzi con nuovi capitali l'azienda può guardare al futuro con più sicurezza. D'altra parte anche la Jaguar e la Land Rover da qualche anno sono di proprietà di un'azienda indiana (la Tata), ma non mi sembra che abbiano perso la loro identità di auto inglesi.
Ritratto di aerovinci
31 maggio 2016 - 13:50
Ottimo, questa è una fantastica notizia, finalmente Pininfarina può ricominciare alla grande. Basta piangersi addosso con "l'Italia se ne va", gli indiani sono gente seria e non buttano soldi. Tutte le aziende inglesi cedute agli indiani ora vanno alla grande (jaguar in primis) e non mi sembra che gli inglesi stiano a piangere per questo
Ritratto di anarchico2
31 maggio 2016 - 14:57
Hai ragione, tanto più che gli "imprenditori italiani" preferiscono buttare centinaia di milioni nelle inutili squadre di calcio, che danno visibilità ma producono perdite.
Ritratto di Luzzo
31 maggio 2016 - 17:03
certo che c'è stato l'ìimprenditore italiano, tale Rossignolo...e ho detto tutto: alla fine della fiera bisognava farsi carico di 200 milioni per acquistare semplicemente proprietà intellettuali ,giusto cinesi ed indiani potevano permetterselo
Ritratto di aerovinci
1 giugno 2016 - 00:23
non so cosa sia peggio, se il tuo italiano incomprensibile e sgrammaticato o il tono supponente che si evince fra le righe (senza comprendere il motivo di tale supponenza, sempre per il motivo di cui sopra)
Ritratto di onlyroma
3 giugno 2016 - 09:53
Ammazza 150€ al'ora ? Manco le donnine sulla salaria chiedono ste cifre. ahahaahahah. scherzo dai.
Ritratto di Marsalach
1 giugno 2016 - 09:24
Vedremo come si svilupperà. Non poche compere degli Indiani sono andati a finire nello smantellamento e nel trasloco del lavoro in India. Qui sarà con più rumore se riducono l'esistente corpo di assunti. Ma il comando sulle decisioni e passato in altre mani. Qui si chiude un importante capitolo della storia delle auto. Cambiamenti non si possono fermare - ma la corsa allo sviluppo e verso il vertice di un singolo paese si ... Forse inizia già la fase dove aziende estere sostengono con investimenti a fondo perduto (come monumenti storici per ora nel caso delle aziende) il tramontato di un passato glorioso di altri. Si può ignorare il fatto che la fetta di produzione italiana della torta di vetture vendute annualmente e diventata piccolissima. Ma non si può ignorare il fatto, che come la Pininfarina ci sono delle ripercussioni non solo per le famiglie al timone. Anche i posti di lavoro, i mercati dove questi comperano, dove vanno a fare le vacanze, i ristoranti e cosi via ne risentono. Solo per potersi vantare, che comperi estero?! Forse non è male se questo paese faccia posto davanti al sole a quelli che sono più furbi.
Ritratto di Claus90
1 giugno 2016 - 11:51
Hanno fatto un investimento e i soldi non hanno carta i identità o bandiera, tanto poi fra tutti i meccanismi complessi finanziari holdig,prestanomi,società offshoree cc ecc manco vai a capire che è indiana, poi basta saper fare movimenti oculati, potrebbe anche essere in mano a Fininvest o ad Exor , la Pininfarina ma non sarebbe cambiato nulla
Ritratto di Luzzo
1 giugno 2016 - 15:55
forse ti è scappato il dito sulla tastiera ma i dipendenti pininfarina a dicembre erano 300 - non 1300- , perlatro con 14 esuberi annunciati prima della cessione definitiva
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