Più potere alla UE per controllare le emissioni delle auto

La Commissione potrà sanzionare direttamente i costruttori, che oggi rispondono solo allo stato in cui hanno ottenuto l'omologazione.

NORME PIÙ SEVERE - A differenza di quello che avviene negli Stati Uniti, dove si trova un’agenzia federale per la protezione dell’ambiente (la EPA), In Europa è compito degli Stati membri vigilare sulle omologazioni dei veicoli e “bacchettare” i costruttori che non dovessero rispettarle. Per superare questa frammentazione il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva negli scorsi giorni un nuovo sistema di vigilanza, molto più rigoroso di quello odierno: la Commissione Europea (l’organo esecutivo dell’Unione) sarà in grado di infliggere multe ai costruttori e potrà effettuare test in maniera indipendente “aggirando” così i singoli stati. La novità è stata votata a larga maggioranza e dovrà essere approvata dal Consiglio della UE.

REGIA DALL’ALTO - Il Parlamento ha scelto di muoversi in questa direzione per inasprire i controlli sulle emissioni dei motori, fino a poco tempo fa troppo blandi, se è vero che il gruppo Volkswagen è riuscita ad eluderli per anni senza che nessuno se ne accorgesse. È la vicenda nota come Dieselgate, di cui si è occupata la Motorizzazione tedesca, che in quanto organo competente per la Germania (il paese in cui ha sede la Volkswagen) stabilisce come intervenire per sanzionare e rimettere in regola chi viola i regolamenti sulle emissioni. Ciò avviene per ogni nazione, e le modifiche approvate sono valide in tutta Europa. Secondo molti però la Motorizzazione tedesca è stata scandalosamente tenera con il gruppo Volkswagen consentendo le modifiche ai veicoli non conformi senza alcuna sanzione per il mancato rispetto delle normative. Manca insomma una “regia” centrale, al riparo da favoritismi o conflitti di interesse legati alla singola nazione.

PREVISTO UN RIMBORSO - La recente votazione serve proprio a questo: dal 1 settembre 2020 alla Commissione Europea verrà affidato il potere di sanzionare i costruttori inadempienti, multandoli fino a 30.000 euro per ogni automobile non in regola. La Commissione potrà inoltre ordinare campagne di richiamo. In base al testo approvato ogni Stato membro dovrà inoltre effettuare controlli su un numero minimo di vetture ogni anno, pari a una macchina ogni 40.000 nuove immatricolazioni. Il documento votato prevede inoltre nuovi controlli sulle emissioni per tutta la “vita” dell’auto (non soltanto da nuova) e l’obbligo di rimborso da parte dei costruttori ai clienti costretti ad effettuare riparazioni sulle auto in caso di mancato rispetto delle norme di omologazione.



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