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La Porsche di Claudio Salini viaggiava a 200 km/h

30 novembre 2015

L’incidente fatale è colpa quasi esclusivamente della forte velocità. La presenza di un avvallamento non è stata ritenuta fatale.

La Porsche di Claudio Salini viaggiava a 200 km/h
LA PERIZIA - L’imprenditore Claudio Salini guidava ben oltre i limiti di velocità nei secondi precedenti al terribile impatto (qui sopra nella foto di Leggo) che gli avrebbe tolto la vita. Lo ha stabilito l’ingegner Mario Scipione, a cui è stato affidato il compito di ricostruire le modalità dell’incidente, verificatosi lo scorso 31 agosto sulla strada a scorrimento veloce Cristoforo Colombo. Salini perse il controllo della sua Porsche 911 e finì contro un albero. Il tecnico nominato dalla Procura ha stabilito che l’automobile procedeva ad una velocità compresa fra 190 e 200 km/h, sbandando anche per colpa di un avvallamento del manto stradale.
 
NESSUNA MANOMISSIONE - Scipione ha escluso l’ipotesi del sabotaggio ai freni o alla centralina. Queste illazioni emersero già nelle ore successive al fatto e sono legate ad alcuni episodi ancora poco chiari: all’imprenditore furono indirizzate minacce di morte, subito denunciate alle autorità. Salini rimase vittima anche di un tentativo di estorsione. La relazione elaborata dal tecnico non chiarisce perché il 46enne guidasse a velocità così sostenuta, ma il Corriere della Sera ipotizza che l’uomo volesse provare l’automobile nuova. Scipione non ritiene che vadano imputate responsabilità ai funzionari del comune, che avrebbero dovuto giudicare in altri termini la pericolosità dell’avvallamento.
 
VELOCITÀ SOSTENUTA - Le indagini dimostrano invece che l’automobile ha si perso aderenza per colpa dell’avvallamento, ma soltanto a causa della velocità sostenuta: la depressione sul manto stradale non è stata ritenuta profonda a sufficienza per rivelarsi pericolosa. Salini era amministratore delegato di una grossa azienda nel settore delle costruzioni ed era cugino di Pietro Salini, a capo di un’altra società fra le maggiori nel ramo delle costruzioni e dell'ingegneria.


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Ritratto di Scorpionkkk
1 dicembre 2015 - 16:53
viale cristoforo colombo è praticamente un rettilineo a tre corsie lungo 27Km inframezzato da semafori. Raggiungere i 200 all'ora è un gioco da ragazzi e, auto permettendo e bruciando i semafori, si può raggiungere qualsiasi velocità.
Ritratto di freaklondon
1 dicembre 2015 - 13:43
Meno male che è morto lui che andava a 200 e non un povero malcapitato che tornava a casa dalla sua famiglia! Un pericolo in meno sulle strade, bene, molto bene!
Ritratto di Gianluu
7 dicembre 2015 - 18:48
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Concordo pienamente. Certa gente ha cervello solo dove vuole lei.
Ritratto di negus
1 dicembre 2015 - 18:49
Io rimango della prima idea che ebbi al momento dell'incidente. A mio parere, sulla base di altri casi accaduti con altre auto sportive, l'auto subito dopo la botta presa nell'avvallamento (a quella velocità un avvallamento equivale a imprimere una botta paurosa alla carrozzeria) ha azionato l'airbag e questo ha fatto andare fuori strada il mezzo. Dalle foto è probabile che erano esplosi entrambi gli airbag al momento dell'impatto per come erano spiegati all'interno dell'abitacolo. Vedremo nei prossimi mesi come si evolveranno le perizie.
Ritratto di mArCo1928
22 giugno 2016 - 12:16
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