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Porsche Macan: ultimi test per la versione ristilizzata

16 luglio 2018

A pochi giorni dalla presentazione del facelift ecco cosa sappiamo sulla rinnovata Porsche Macan.

Porsche Macan: ultimi test per la versione ristilizzata

CONTO ALLA ROVESCIA IN AFRICA - È ormai imminente la presentazione ufficiale con successivo lancio commerciale della nuova edizione ristilizzata della Porsche Macan, modello che dal suo lancio avvenuto nel 2014 è stato consegnato in oltre 350.000 esemplari. Ad anticiparlo è la stessa Porsche, che appunto parla di significativi ammodernamenti “in tema di design, comfort, connettività e dinamica stradale”. Ciò per mettere la Macan nella migliore posizione per affrontare la seconda parte della sua carriera (fino al 2021). Per la messa a punto della vettura così rinnovata, la casa tedesca sta compiendo test di collaudo nelle situazioni più diverse, comprese quelle particolarmente provanti negli spazi africani, sulle strade asfaltate ma anche sulle piste sabbiose del Sud Africa. Nello stato sudafricano del Lesotho la nuova Porsche Macan è stata sottoposta a duri test su strade a 3.400 metri di quota. Ciò anche in vista del lancio del modello, cosa che dovrebbe avvenire entro la fine del mese di luglio 2018. 

POCHI RITOCCHI ALLO STILE - Le novità introdotte sulla nuova edizione della Porsche Macan non stravolgono la linea e l’immagine del modello. Ci sono però numerosi dettagli inediti, sia nella parte anteriore che in quella posteriore. Davanti, per esempio, il paraurti dovrebbe avere un nuovo design, Inoltre, gli stilisti della casa tedesca pare abbiano lavorato parecchio nelle zone dei gruppi ottici, sia davanti che dietro, dove le camuffature fanno ipotizzare che sia stato introdotto un elemento di raccordo a tutta larghezza tra la parte destra e quella sinistra. Tutto ciò senza che la personalità della Macan sia modificata. Secondo le indiscrezioni, il nuovo modello proporrà poi un sensibile ammodernamento e miglioramento dell’equipaggiamento, con il nuovo PCM (Porsche Communication Management), il display touchscreem ad alta definizione, i sistemi audio di qualità, e un’ampia serie di innovazioni che investono l’intero abitacolo.

MOTORI PIÙ POTENTI - Ancora più ricca si preannuncia l’offerta in materia di dispositivi di assistenza alla guida a disposizione sulla nuova Porsche Macan. È infatti previsto l’arrivo dei dispositivi da poco adottati sulla Porsche Cayenne 2018, come i sistemi Night Vision Assist, Lane Change Assist, Lane Keeping Assist e Traffic Jam Assist. Non ci sono informazioni ufficiali sui motori che andranno a essere impiegati sulla nuova Macan, ma si prevede che ci sarà la soluzione ibrida plug-in, con LA conferma dell’eliminazione dalla gamma delle versioni diesel. Per i motori a benzina le indiscrezioni parlano di una potenza di 300 CV per il 4 cilindri di 2.0 litri, con un sensibile balzo rispetto all’attuale potenza di 252 CV. Un’altra indiscrezione riferisce che la nuova Macan S sarà proposta con il V6 Turbo di 3.0 litri da 355 CV, oggi impiegato sulla Cayenne. Altra novità in tema di motori, sarebbe la sostituzione del V6 3.6 Turbo con il V6 2.9 Turbo da 440 CV.

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Ritratto di AyrtonTheMagic
17 luglio 2018 - 12:10
2
Ma condividerà o condivide il concetto non cambia. Continuate a fare gli schizzinosi, ma il 2,2 che monta il Cherokee che prendete sempre come esempio è la versione euro 5 del motore 2200, che è stato il primo mezzo ad equipaggiare quel motore. Successivamente Giulia/Stelvio hanno ricevuto la variante Euro6, che cambia nello stesso modo è cambiato il 1750 da eu5 a eu6, anche se in realtà il 2200 ha variato anche la cilindrata. Ora sul Cherokee viene installato l'euro 6 e vai poi a vedere che cilindrata ha... come il Wrangler. Ma poi quale sarebbe il problema?
Ritratto di -BOSS-
17 luglio 2018 - 15:02
Sbagliato, almeno informati prima di scrivere. Il 2.2 della Cherokee non c'entra assolutamente nulla con il 2.2 della Giulia. Sono due unità completamente diverse, nonostante siano di cilindrata simile, ma non uguale (2184 cm cubi l'unità Jeep vs 2143 cm cubi quella Alfa). Il 2.2 della Jeep è in pratica una evoluzione del precedente 2.0 Multijet, da cui conserva l'intera struttura del monoblocco in ghisa, oltre che iniettori e altro... Il 2.2 della Giulia, invece, nasce da un foglio bianco: ha una componentistica differente ed è più leggero di un bel po' di kg (è tutto in alluminio), oltre che studiato esclusivamente per essere alloggiato su piattaforme a motore e trasmissioni longitudinali. P.S. Guarda che il Cherokee 2.2 è Euro 6, visto che quel motore è stato messo in circolazione proprio a seguito delle nuove ridicole norme antinquinamento del 2015, soppiantando il precedente 2.0 da 170 CV.
Ritratto di AyrtonTheMagic
17 luglio 2018 - 15:21
2
E dimmi, dove dovrei informarmi? Ho scritto anch'io delle differenze del basamento collegandomi alle discorso del 1750, dove l'unità eu5 e quella eu6 si differenziano di molto, compreso il materiale del basamento, pur rimanendo lo stesso motore. Dimmi dove dovrei leggere che FCA per un unica unità cubica, pur avendo in mano il 2200 eu6 di 2143cc evoluto da quello eu5 di 2184cc, parte da zero per fare un altro motore 2200 eu6 di 2143cc da mettere su Giulia e basta solo per il posizionamento longitudinale (basta riprogettare i supporti). Informatevi voi di quanto costa progettare un motore da 0 partendo da un foglio bianco, solo per far contenti i nuovi alfisti creduloni delle cartelle stampa e delle brochure pubblicitarie, convinti che la loro auto preferita è il giardino dell'eden dell'automobilista.. E il 2,0 benzina sai da dove proviene?? O magari mi dici che è un motore fatto da un foglio bianco solo perché è un multiair?? Noi comuni mortali possiamo fare riferimento magari a wikipedia, altrimenti dammi un documento ufficiale dove ci sono dati che mi informo... magari lavori per FCA e mi dai i doc di Giulia.. ma sono iper segreti, quindi sarà difficilissimo.
Ritratto di -BOSS-
17 luglio 2018 - 18:24
Che casino... Vado con ordine. Il 2184 cm cubi è una semplice evoluzione del precedente 1956 cm cubi (per intenderci, il classico 2.0 Mjet da 170 CV), incrementando il volume dei cilindri e aumentando l'alesaggio. La componentistica, di fatto, è la stessa. È un motore progettato appositamente per essere ospitato sotto al cofano di Suv, fuoristrada, ecc...: non per niente, ha il sistema di aspirazione protetto dall'ingresso dell'acqua, un'erogazione della potenza e una disponibilità di coppia tarate molto in basso e, se non erro, la circolazione dei liquidi garantita anche in forti pendenze. Di questa unità, il 2143 cm cubi conserva esclusivamente il sistema di iniezione Multijet II IRS, il resto è differente. In ogni caso, creare un'unità differenziata dagli altri modelli del gruppo non significa far contenti gli alfisti convinti che la Giulia sia il non plus ultra (e nel suo segmento lo è sicuramente). Significa dare un'identità ad un marchio serio, evitando le condivisioni interne tipiche, invece, di altri gruppi ben noti...
Ritratto di tramsi
17 luglio 2018 - 18:29
@-BOSS-: "... Significa dare un'identità ad un marchio serio, evitando le condivisioni interne tipiche, invece, di altri gruppi ben noti...". L'assunto iniziale, ovvero che i motori della Wrangler sono in comune con Alfa, non cambia, stante che, oltretutto, anche gli altri motori 1.3, 1.4, 1.6 e 2.0 sono già condivisi con altri marchi FCA, come fanno anche altri gruppi, FCA (e, quindi, Alfa) inclusa.
Ritratto di -BOSS-
17 luglio 2018 - 18:37
Adesso inizi già a cambiare discorso? Partendo dal presupposto che sarei curioso di sapere se la Wrangler monta la stessa unità della Giulia oppure quella della Cherokee (molti erroneamente non le distinguono), il tuo discorso è completamente fuori luogo con quanto detto in precedenza. Che poi Alfa, fino all'altro ieri, ha condiviso meccanica e motori con modelli ben più economici è fuori discussione (Mito, Giulietta, ecc...). Con gli ultimi modelli, però, le cose sono ben diverse...
Ritratto di tramsi
17 luglio 2018 - 18:47
@-BOSS-: Non cambio affatto discorso e non mi sono nemmeno inserito nella diatriba sulla Cherokee, che non mi interessa (basta rileggere la sequenza). Sto sul pezzo dall'inizio (altro che "fuori luogo"!), senza divagare né cambiare argomento e i motori (opportunamente adeguati: fondamentalmente, sul diesel cambia la turbina e sul benzina il sistema di doppia fasatura variabile) sono quelli della Giulia e Stelvio, montati longitudinalmente. Peraltro, solo il messaggio preceduto da "@-BOSS-" era riferito a te, gli altri tutti al troll multinick gjgg alias nicktwo alias twinturbo alias infiniti altri.
Ritratto di bridge
17 luglio 2018 - 19:36
1
http://www.autosupermarket.it/magazine/motore-alfa-romeo-2-2-turbodiesel-150-180-e-210-cv-focus-tecnico/
Ritratto di alex_rm
17 luglio 2018 - 20:00
Anche costruttivamente il motore alfa e tutto in alluminio mentre quello della Cherokee ha il basamento in ghisa.Ancora non si sa niente del nuovo wrangler,ma se un motore e buono può essere usato dappertutto.Specialmente adesso che i motori termici(specialmente diesel)sono a fine carriera e richiedono molte spese di sviluppo per adattarli alle restrittive norme antinquinamento. Poi è chiaro che se un gruppo automobilistico che ha bisogno di un motore non è che si mette a fare 2 versioni di motori della stessa cubatura ma ne usa uno magari facendoci qualche affinamento per innalzarne la potenza.i motori bmw li condivide con mini,Mercedes li condivide con Renault e infiniti,sulla economica A montava lo stesso motore che montava sulla E o S e sulla G gli stessi motori della C. Così come vag che condivide i motori tra tutti i marchi(tranne la 718 e la 911 con i boxer Porsche).Tanto tra un po tutti i motori dei vari marchi saranno come quelli degli aspirapolvere.
Ritratto di -BOSS-
17 luglio 2018 - 20:43
La condivisione è sicuramente cosa giusta, specialmente per risparmiare sui costi industriali, ma deve essere fatta con cognizione. Vedere un'Alfa, marchio il cui slogan è "la meccanica delle emozioni", condividere un motore con una Suzuki S-Cross o una Fiat Tipo, se permetti, ha il sapore di bestemmia.
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