La prossima Volvo XC90 sarà prodotta negli Usa

Attesa nel 2021, la suv verrà costruita (insieme alla berlina S60) nella fabbrica di Charleston, ampliata per l’occasione.

SCELTA STRATEGICA - La Volvo amplierà lo stabilimento americano di Charleston nel South Carolina (nelle foto) e farà aumentare la capacità produttiva fino a 150.000 automobili l’anno, aggiungendovi dal 2021 le linee di produzione della prossima generazione della Volvo XC90, che lascerà quindi la Svezia (dov’è costruita oggi) in direzione degli Usa. L’investimento è stato annunciato dalla casa svedese pochi giorni fa e rientra all’interno di una grande strategia industriale, messa a punto con l’obiettivo di aumentare le vendite in particolare negli Stati Uniti, paese al mondo in cui la Volvo consegna più automobili: le vendite sono cresciute dalle 56.000 unità del 2014 alle 83.000 dell’anno scorso. La casa svedese, stando agli annunci, costruirà a Charleston anche la nuova edizione della berlina media S60 (dall’autunno 2018).

INVESTIMENTI PER OLTRE 1 MILIARDO - La fabbrica di Charleston si trova in Sud Carolina e riceverà una seconda linea di produzione, oltre ad una nuova area di uffici dedicata ai reparti ricerca e sviluppo, acquisti, controllo qualità e vendite. L’investimento complessivo è nell’ordine di 1,1 miliardi di dollari e porterà all’assunzione di circa 4.000 persone. L’impianto negli Stati Uniti è uno degli 8 che la Volvo possiede al mondo: a Goteborg (Svezia), Gent (Belgio), Chengdu e Daging (Cina) realizza automobili “finite”, a Skövde (Svezia) e Zhangjjakou i motori ed a Olofström (Cina) particolari della carrozzeria. La casa svedese ha già annunciato di voler costruire un terzo sito produttivo in Cina, a Taizhou, dove saranno costruiti modelli basati sulla meccanica Compact Modular Architecture per auto compatte, la stessa utilizzata dalla recente Volvo XC40. 



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