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La Qoros ferma i programmi europei

5 giugno 2015

La giovanissima casa cinese Qoros ha deciso una nuova strategia che concentra gli obiettivi sul mercato nazionale.

La Qoros ferma i programmi europei
VENDITE LIMITATE - L’americano Phil Murtaugh, a capo della cinese Qoros dal febbraio scorso, ha rivisto le strategie per la casa costruttrice cinese come lui stesso ha confermato al periodico tedesco Wirtshafts Woche. Il suo predecessore, Guo Quian, aveva previsto un piano di sviluppo in cui un ruolo significativo era ricoperto dai mercati europei. In questa prospettiva già l’anno scorso la Qoros aveva iniziato a operare in Slovacchia, come test di prova. Ma l’andamento generale delle vendite non è stato quello previsto e sperato, con soltanto 6.967 unità consegnate dalla Qoros nel corso del 2014, su tutti i mercati. Ciò a fronte di impianti con una capacità produttiva di 150 mila unità annue. 
 
CONCENTRARSI SULLA CINA - Murtaugh ha così deciso di ripensare i piani della casa, puntando innanzitutto ad aumentare la penetrazione sul mercato domestico, cioè la Cina, lasciando a un futuro più roseo le prospettive internazionali. Incerte sono anche le prospettive di ampliamento della gamma di cui si era parlato nei mesi scorsi. Si era infatti parlato di un nuovo modello suv (qui sopra la recente concept PHEV 2), ma anche in questo caso il progetto sarebbe stato messo in stand bye. Per cui l’offerta della Qoros rimane quella delle tre configurazioni di carrozzeria del modello Qoros 3: sedan a 4 porte, hatchback a 5 porte e city suv, cioè un allestimento che guarda al mondo delle suv.
Qoros 3 Hatch
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Ritratto di PongoII
5 giugno 2015 - 15:57
7
Mmm... se i cinesi scappano dall'Europa... non è un buon segno....
Ritratto di notasoccerplayer
5 giugno 2015 - 18:38
4
Secondo me in Europa non c'è spazio per un marchio del genere. In Europa si vive di marchi conosciuti, con una storia o, in caso contrario, sostenuti da uno di questi (esempio: Dacia ha iniziato a vendere bene in Europa solo dopo che ci ha messo le mani Renault facendone auto valide). Esempi fallimentari: DR, Tata. Esempi positivi: Kia, Hyundai (iniziati come marchi "low cost": una votla fatta nomea e fama, sono ora assolutamente al pari di qualsiasi marchio europeo - anche perchè progettazione e disegno avvengono anche qui). Peraltro a me sembra un piano troppo ambizioso quello di 150.000 unità annue tar Cina e Europa nel primo anno di vita... Semplicemente hanno fatto il passo più lungo della gamba, proponendo peraltro auto dalla validità parecchio dubbia e dallo stile decisamente vecchio.
Ritratto di SuperMaserati
5 giugno 2015 - 19:29
Non sono d'accordo con te il mondo è sempre più globalizzato e pertanto i mercati esteri sono destinati a giungere sempre di più in Europa. Tanto per fare qualche esempio: fino agli anni 70-80 in Italia non si vedevano le auto giapponesi, ma guarda oggi tengono una notevole fetta di mercato, fino a qualche anno fa c'erano molti telefoni Nokia e Motorola, oggi invece tutti hanno o Apple o Samsung e le marche prima citate non le ha quasi più nessuno, inoltre sempre pi gente compra telefoni cinesi come Huawei o simili, sempre più nelle strade si vedono Great Wall. Questo discorso per dire che oggi sembra che non possano avvenire cambiamenti, ma domani guarderemo dall'alto in basso il nostro passato che, erroneamente, ci sembrerà arretrato e obsoleto.
Ritratto di Fr4ncesco
5 giugno 2015 - 21:52
Le automobili non sono come i telefoni. Si tratta di spendere cifre importanti e per un oggetto che deve garantirti una certa sicurezza. Le coreane per affermarsi in Europa ci hanno messo una 20ina di anni e lo stesso le giapponesi e parliamo di Paesi comunque con una nomea migliore rispetto al "Made in China". Da 5-6 anni che le cinesi sono importate qui hanno venduto poco e niente e non c'è stato alcun miglioramento tecnologico-estetico-qualitativo dei modelli nel frattempo. Almeno per adesso l'approdo in Europa è fallito.
Ritratto di M93
6 giugno 2015 - 10:13
Concordo sul fatto che il mondo sia sempre più globalizzato, e che ciò influenzi anche le tendenze e il mercato in generale. Il discorso che hai fatto, concerne te le vetture giapponesi, è vero e condivisibile solo nel momento in cui è contestualizzato al mercato italiano: come è noto, fino si primi anni '90, le vetture giapponesi (o comunque orientali) nel nostro paese arrivavano in quantità limitatissime, a causa delle politiche sulle importazioni dall'estero. Nel resto d'Europa, invece, la loro affermazione è avvenuta prima, in virtù di una più prolungata e importante presenza sul territorio, in termini di prodotti offerti. Beninteso che esistevano politiche di contingentamento anche in altri stati del vecchio continente, ma molto meno restrittive e limitative. Da noi, le giapponesi (e, dopo, anche le coreane) si sono davvero affermate negli ultimi 25 anni, per i sopra citati motivi. Sono d'accordo anche sul discorso legato si prodotti tecnologici (cellulari, smartphone e compagnia bella), ma quando si parla di auto, i presupposti cambiano. Sicura bere il mercato auto cambierà, ma ritengo che i tempi non siano ancora del tutto giusti, nel settore automotive. Un saluto.
Ritratto di SuperMaserati
6 giugno 2015 - 14:48
Concordo con voi sul fatto che auto e telefonini prevedono spese completamente diverse. Proprio per questo anche i tempi di cambiamento sono differenti, ma ciò non significa che non ci siano, infatti se una marca di telefonini ci mette cinque anni per arrivare a essere acquistata e per guadagnarsi la fiducia e la benevolenza dei compratori un marchio automobilistico ce ne mette venti. Per fare un esempio già in questo Salone di Ginevra la Qoros disponeva di uno stand piuttosto significativo e bello, questo significa che il mercato automobilistico cinese si sta sempre più avvicinando a quello europeo e sta sempre più affinandosi.
Ritratto di M93
7 giugno 2015 - 11:17
Condivido in pieno: sicuramente l'industria cinese (e non solo) dell'auto arriverà e saprà costruirsi una reputazione nel difficile ed esigente mercato europeo, ma ci vorranno parecchi anni. A mio avviso la Qoros, ha fatto il passo più lungo della gamba: le premesse erano buone (anche considerando i precedenti prodotti cinesi in questo ambito arrivati da noi), ma i tempi non erano e non sono ancora maturi. Già il fatto che non sia stato previsto un motore diesel con cui equipaggiare le proprie auto in Europa avrebbe reso molto più difficoltoso l'ingresso sul nostro mercato. Staremo a vedere. Un saluto ;)
Ritratto di notasoccerplayer
6 giugno 2015 - 15:36
4
esatto, fino agli anni 70-80. Che però sono 40-45 anni fa... Ci hanno messo parecchio tempo per affermarsi (cosa avvenuta negli anni '90, solo dopo che si erano affermate in Nord America). Il discorso dei cellulari e in generale della tecnologia di consumo è molto diverso, soprattutto per quanto rigurda gli smartphone. I marchi finalndese e americano da te citati hanno fallito perchè non hanno saputo adeguarsi ad un progresso che nel giro di 2-3 anni (questo mercato cambia velocissimamente) li ha travolti. Apple è comunque americana e ciò crea blasone al marchio; Samsung esiste da anni in altri settori di elettronica domestica. Per l'auto il cambiamento è lentissimo: oltre ad una evoluzione tecno-costruttiva che evolve molto meno rapidamente da quella dei telefoni, ci si basa anche su fama e nome perchè per l'auto si possono spendere anche cifre importanti nell'ordine delle decine di migliaia di euro. Un telefono da 200 euro lo compri: poi se è scadente, erano "solo" 200 euro. E' un tipo di mercato molto atipico quello dell'auto perchè come han già detto richiede investimenti spropositati per progettazione e costruzione, e se qualcosa va storto è un pasticcio. In questo caso, non è stato considerato il mercato di approdo in modo corretto. Non metto in dubbio che il mercato cambi rapidamente (esempio nel settore che hai citato: Huawei, fino a ieri sconosciuta oggi è una importante produttrice di elettronica) ma, ti ripeto, sono mercati radicalmente diversi quello dell'elettronica e quello dell'auto, non c'è proprio paragone.
Ritratto di SuperMaserati
6 giugno 2015 - 16:01
Certo il mercato dell'elettronica cambia più in fretta ma, come ho già detto sopra, non vuole dire che anche gli altri mercati siano destinanti a cambiare, ci vorranno anni prima che le cinesi si affermino però probabilmente si affermeranno.
Ritratto di M93
6 giugno 2015 - 09:59
Un dietrofront era ipotizzabile, sopratutto alla luce dei vari rinvii e del mancato debutto sui mercati europei occidentali. La Qoros sembrava promettere bene, ma evidentemente i tempi non sono ancora maturi: meglio puntare prima sul mercato interno.
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