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La Chrysler vuole la quota del Canada

31 maggio 2011

Sergio Marchionne è interessato ad acquistare l'1,7% delle azioni in mano a Ottawa. Il ministro delle Finanze canadese si dice possibilista, ma prende tempo.

FIAT PIGLIA TUTTO - Dopo aver annunciato che eserciterà l'opzione per acquisire il 6% della Chrysler in mano al Ministero del Tesoro Usa (leggi qui per saperne di più), Sergio Marchionne (nella foto in alto) si è detto pronto ad acquistare anche la quota detenuta dal governo canadese, pari all'1,7%. Un'ipotesi che incontra l'interesse del ministro delle Finanze canadese, James Flaherty che, però, getta acqua sul fuoco. Come riporta l'agenzia di stampa Ansa, vorrebbe aspettare di sapere quanto verrà valutata la quota del Tesoro Usa, prima di prendere una decisione definitiva.

BISOGNA CONTRATTARE
- A differenza delle quote degli Usa, per quella canadese, la Fiat non ha nessun opzione da far valere e quindi dovrà contrattare sul prezzo. “Non avremmo mai pensato che il governo canadese sarebbe potuto entrare nell'industria automobilistica. Ora dobbiamo guardare a ottenere un buon valore per i contribuenti canadesi” ha affermato Flaherty al New York Times. Ricordiamo che il governo canadese e quello dell'Ontario hanno concesso alla Chrysler un prestito di 2,9 miliardi di dollari canadesi (circa 2 miliardi di euro) per evitarne la bancarotta, ottenendo in cambio l'1,7% delle azioni.





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Ritratto di Claus90
1 giugno 2011 - 10:06
Diamo tempo al tempo Marchionne saprà il fatto suo io lo vedo come un rivoluzionario e a me piacciono queste iniziative ma come in tutte le scelte non bisogna essere solo competenti ma ci vuole anche un po di cu.lo auguri.
Ritratto di lidel
1 giugno 2011 - 17:45
2
gli altri costruttori fanno record di vendite e l'opinione degli italiani sulla fiat diventa sempre piu' negativo. un rivoluzionario nell'aver rovinato TOTALMENTE 1 marchio come lancia (come qualcuno ha già scritto) mentre l'alfa è messa un pelino meglio. per lo stesso prezzo di alcune macchine fiat trovo piu' conveniente rivolgermi sulle case estere. come è possibile che la ford focus mi sia piu' economica di un'auto come la bravo? vogliamo parlare di quell'oscenità chiamata freemont venduta a 25mila euro come prezzo base? sarà sicuramente un suc-cesso!
Ritratto di gugliadino
1 giugno 2011 - 17:57
vedo commenti dove si critica Fiat per cercare di essere forti in mercati esteri... Ma un azienda ha dei concorrenti e deve guadagnare per stare sul mercato e per pagare i propri dipendenti! e cosa dovrebbe scegliere FIAT tra un paese dove è stato il sindacato a proporre scrifici per tutti pur di mantenere i posti di lavoro e un paese dove quando ha proposto di investire i soldi ha avuto una mezza rivoluzione? Tra un paese dove paghi un casino di tasse e hai un casino di costi per adempimenti fiscali etc e uno dove tutte queste cose sono semplificate ?!?! COMUNQUE FIAT RIMARRA' (se i sindacati permetteranno) IN ITALIA per un solo motivo: IL MADE IN ITALY IN GIRO PER IL MONDO è un ottimo biglietto da visita per vendere e per questo rimarrà qui ma non lo farà a scapito della concorrenzialità sui mercati globali... quindi .. occhio a tutti quelli che parlano di diritti che fanno perdere i posti di lavoro ... o la perderemo... insieme ai posti di lavoro (NB Nessuna azienda straniera viene più a investire in Italia da un casino di anni... e non è un caso) saluti
Ritratto di Blade Runner
2 giugno 2011 - 21:32
Fiat ha fatto scelte industriali di dismissione all'epoca di Romiti e fu chiamato Fresco, collegato al mercato americano, per mollare la Fiat alla GM. Marchionne sta facendo cose egregie, dal punto di vista della Fiat; ha rilanciato il marchio e gli ha dato nuovo impulso, ma la sua strategia non prevede, nel futuro un impegno primario in Italia. Mentre in Francia e in Germania le fabbriche non sono state dismesse e l'occupazione non è stata messa in discussione, in Italia Marchionne ha preferito ricattare gli operai per garantire l'occupazione ma alle sue regole. Il problema è che Marchionne produce in Italia un terzo di quello che veniva prodotto 5-10 anni fa (da oltre un milione di auto a meno di 500.000 di oggi in Italia) il grosso della produzione è in Brasile (è anche il primo mercato), inoltre in Italia il gruppo Fiat non fa utili (lo ha dichiarato lo stesso Marchionne) e allora l'acquisizione (gratis) della Chrysler sposta inevitabilmente il baricentro del gruppo verso il continente Americano. Fiat importerà col proprio marchio prodotti americani che noi non sappiamo fare, e venderà fuori le auto di piccola cilindrata, nelle quali siamo bravi. Non c'è nulla di male a fare questo, ma occorre però, a questo punto fare una riflessione: se Fiat è sul mercato mondiale, si deve allora confrontare anche in Italia col mercato mondiale e qui nascono i problemi sulla qualità e affidabilità dei prodotti che istituti di ricerca indipendenti indicano non ancora all'altezza di certi costruttori mondiali.
Ritratto di gugliadino
2 giugno 2011 - 23:57
hai un idea di perchè nessuna azienda straniera investe più in Italia ? e quelle che ci sono stanno cercando di andarsene? Perchè in Italia i costi di impresa sono più alti che nel resto d'Europa Perchè in Italia I rischi d'impresa dovuti a posizioni solo politicizzate sono troppo alti rispetto agli altri paesi Europei MARCHIONNE NON HA FATTO NESSUN RICATTO !!! è una balla politica questa !!! LE AZIENDE DEVONO STARE SUL MERCATO DEVONO COMPETERE CON LE ALTRE.. questo è il punto IN GERMANIA IN FRANCIA IN USA IN CANADA QUESTO LO SANNO E I SINDACATI SONO I PRIMI A CHIEDERE CERTE CONDIZIONI DI LAVORO PUR DI MANTENERE I POSTI DI LAVORO !!! DA NOI TUTTO DIPENDE DALLE POSIZIONI POLITICHE E NON DAI DATI DI FATTO !!! i dati di fatto sono che nessuno investe piu in Italia (se puo' evitarlo) e questo non crea posti di lavoro e non crea ricchezza !!! dire altre cose è demagogia e falsità PER IL RESTO le dinamiche mondiali di costruzione del prodotto valgono per tutti i costruttori .. IL PROBLEMA è FARE IN MODO CHE IN ITALIA CONVENGA PRODURRE NON SOLO PER LA FIAT MA PER TUTTI !!!!! NON è MARCHIONNE IL PROBLEMA MA IL SISTEMA ITALIA chi non capisce questo o chi dice il contrario mente sapendo di mentire
Ritratto di lidel
1 giugno 2011 - 18:32
2
a me risulta che la fiat abbia fatto un vero e proprio ricatto per mantenere i posti di lavoro in italia e nonostante questo chiuderanno altre fabbriche in italia nei prossimi anni. ti dò ragione sulla pressione fiscale che è oltre ogni logica sopportazione ma qui la colpa in primis è dello stato italiano che se ne frega ed i sindacati additati come il male assoluto in parte sbagliano ma allo stesso cosa facciamo? buttiamo nel cesso diritti costati sangue,lacrime e morti? lo ripeterò fino allo sfinimento: il modello tedesco è quello che crea meno problemi tra aziende/sindacati/stato. là lavorano 35 ore alla settimana e prendono 500/600 euro in piu' di noi che lavoriamo minimo 20 ore di piu' al mese con un costo della vita forse superiore al loro. devo aggiungere altro? qui si deve smettere di ridurre sempre dalla parte dell'operaio, o lo stato inizia SUL SERIO a venire un pò incontro alle aziende tramite defiscalizzazione o l'italia è destinata a morire sul serio. già siamo sulla buona strada
Ritratto di gugliadino
3 giugno 2011 - 00:03
I SINDACTI HANNO DELLE COLPE IMMENSE IN ITALIA lo sai che siamo lìunico paese democratico in cui i sindacati fanno riferimento alle parti politiche ??? Come fanno a fare l'interesse dei propri associati se devono seguire l'interesse di una parte politica? all'estero i sindacati fanno l'interesse dei loro associati la loro forza e sopravvivenza dipende da quello e basta , dai soldi dati dai loro associati e dalla gestione degli stessi e non dai miliardi di euro dati in gestione dallo stato QUESTO è il problema base per cui fanno gli scioperi se le cose le fa una parte politica e non li fanno quando la loro parte politica ruba la liquidazione a tutti i dipendenti !!! I SINDACATI HANNO GRANDI COLPE e non vanno minimizzate ovviamente non è solo colpa loro ma hanno una bella quota ... (ripeto . è solo a completamento della risposta che ho già scritto sopra)
Ritratto di gugliadino
3 giugno 2011 - 00:03
I SINDACTI HANNO DELLE COLPE IMMENSE IN ITALIA lo sai che siamo lìunico paese democratico in cui i sindacati fanno riferimento alle parti politiche ??? Come fanno a fare l'interesse dei propri associati se devono seguire l'interesse di una parte politica? all'estero i sindacati fanno l'interesse dei loro associati la loro forza e sopravvivenza dipende da quello e basta , dai soldi dati dai loro associati e dalla gestione degli stessi e non dai miliardi di euro dati in gestione dallo stato QUESTO è il problema base per cui fanno gli scioperi se le cose le fa una parte politica e non li fanno quando la loro parte politica ruba la liquidazione a tutti i dipendenti !!! I SINDACATI HANNO GRANDI COLPE e non vanno minimizzate ovviamente non è solo colpa loro ma hanno una bella quota ... (ripeto . è solo a completamento della risposta che ho già scritto sopra)
Ritratto di probus78
6 giugno 2011 - 12:40
sono lieto di trovare finalmente una persona che la pensa esattamente come me. L' estrema politicizzazione dei sindacati italiani è una delle più grosse iatture che il nostro Paese si porta dietro, unitamente a tantissime altre problematiche che rendono l'Italia meno appetibile nel settore della grande impresa. Citerei soltanto: 1) legislazione più favorevole alle piccole imprese rispetto alle grandi; 2) infrastrutture scadenti; 3) giustizia lenta; 4)burocrazia poco efficiente. 5) ingombrante presenza della criminalità organizzata. Queste "caratteristiche" del nostro sistema hanno reso sconveniente per qualsiasi multinazionale estera investire in Italia. Parimenti risulta sconveniente oggi per la FIAT RIMANERE nel nostro Paese... rectius sconveniente "a certe condizioni". Inutile quindi demonizzare Marchionne se, a capo di una multinazionale, persegue l'interesse della stessa. Piuttosto, sarebbe più dignitoso che tutti noi italiani facessimo un bell'esame di coscienza generale, interrogandoci su come abbiamo fatto a ridurci così.
Ritratto di gugliadino
6 giugno 2011 - 17:10
mi fa piacere trovare altri che riescono a vedere le cose concretamente indipendentemente dalla parte politica di appartenenza. la verità è quella che dici anche tu ma come vedi dai commenti qui tutti vedono quello che gli dice il "giornale" di riferimento della sua parte politica e non guardano più in la del loro naso. Eppure la verità è così evidente e sotto gli occhi di tutti , ma proprio per questo non la vedono.E poi sono troppo impegnati a demonizzare l'avversario di turno per pensare davvero ai problemi reali Buona Fortuna a te e a me e a questa povera Italia
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