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Rallenta la produzione di Alfa Romeo Stelvio e Maserati Levante 

19 ottobre 2017

La FCA paga le difficoltà in Cina, per colpa di una legge che penalizza i costruttori che importano. 

Rallenta la produzione di Alfa Romeo Stelvio e Maserati Levante 

A MEZZO SERVIZIO - La FCA avrebbe rivisto i piani di lavoro nelle fabbriche di Torino Mirafiori e Cassino, fermando la produzione o rallentandola dopo un calo delle vendite registrato in Cina, la nazione al mondo in cui si vendono più auto e auto di lusso. Lo scrive il sito internet Autonews citando fonti sindacali. Il provvedimento interessa alcuni modelli fondamentali per il gruppo, che si aspettava buoni numeri di vendita proprio in Cina: la produzione a Mirafiori della suv Maserati Levante sarà interrotta per due settimane fra ottobre e novembre, mentre le berline Alfa Romeo Giulia e le suv Alfa Romeo Stelvio (foto qui sopra) fabbricate ogni giorno a Cassino scenderanno da 300 a 265.

NUOVA LEGGE - La produzione di Giulia e Stelvio era già stata fermata per quattro venerdì da metà settembre, stando ad Autonews, che riconduce i problemi delle tre vetture ad un inasprimento delle regole per le auto che vengono importate in Cina: dalle scorse settimane è obbligatorio per i costruttori far arrivare nel paese solo le vetture che saranno vendute e non creare stock da "piazzare" nelle concessionarie, pratica nota anche nel nostro Paese (è lo stesso meccanismo delle auto a chilometri zero). È per questo motivo che le Stelvio importate in Cina ad agosto sono state 227, contro le 1.066 di giugno e le 2.666 di luglio, mentre le Levante importate sono passate da una media di 800 esemplari al mese nella prima parte dell'anno alle 350 in media di luglio e agosto. Il Governo cinese penalizza fortemente i costruttori che non producono in loco. 





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Ritratto di Eccomi
21 ottobre 2017 - 10:03
Al solito confondo le tue speranze con la realtà. Stai tranquillo che tutte le sciocchezze che hai scritto ti verranno presentate di volta in volta. E di materiale ce n'è parecchio...
Ritratto di Fr4ncesco
19 ottobre 2017 - 14:04
2
Penso che l'Europa debba essere più bilaterale su questa cosa, cioè i prodotti cinesi arrivano da noi a dazi inferiori di quelli che subiscono i prodotti europei esportati in Cina. Quando è stato Trump a voler attuare un piano di politica protezionistica (e guarda caso soprattutto nei confronti dei Paesi orientali) è successo un polverone assurdo, se si tratta della Cina invece passa tutto in secondo piano. Si vede che quest'ipocrisia è data dal fatto che il regime post-comunista è nelle grazie sia dei sinistroidi che dei grandi finanzieri (non la gdf eh...) occidentali.
Ritratto di Luzo
19 ottobre 2017 - 14:14
ovviamente i cinesi tirano l'acqua al loro mulino,imporre di far arrivare da fuori solo le auto effettivamente già vendute ( quindi tempi biblici) co.zza innanzitutto con l'interesse del consumatore, che è abituato come negli stati uniti ad andare e trovare uno stock di vetture ( allestimenti colori motorizzazioni...) tra cui scegliere: ok fare politiche sui limiti di potenza e cilindrata ( da cui il fiorire di motori da 2.9l ), non tanto buono incidere sui patti commerciali liberamente sottoscritti fra importatori e concessionari ( e questo non è l'unico vincolo, ce ne sono di altri anche più pressanti)
Ritratto di Highway_or_bust
19 ottobre 2017 - 14:41
Facile dare la colpa ai cinesi, la verità però è un altra. I potenziali clienti che farebbero i mega super numeroni comprandone a miliardi (come si vede su questo sito) non se la potranno mai permettere la Stelvio o la Levante ma prenderanno una 500L da 95 cv come daveloshigway o la panda da 70 cv della mamma come twinturbo. Quindi Alfa Romeo e Maserati devono cambiare strategia, è inutile fare il lavaggio del cervello a gente come twinturbo se poi sta gente al massimo può guardare queste auto davanti alla vetrina, bisogna puntare ai veri potenziali clienti e colmare l'offerta con un V6 diesel e benzina per lo Stelvio (oltre alla QV).
Ritratto di Luzo
19 ottobre 2017 - 14:58
questo in base a cosa?
Ritratto di twinturbo
19 ottobre 2017 - 15:16
Non devono assolutamente cambiare alcuna strategia. Le eccellenze italiane vengono e devono continuare a essere prodotte in Italia e non a Bratislava o a Martorell o Dubravka o addirittura cedendo a queste politiche di induzione alla delocalizzazione a Shenyang (Cina), Pechino (Cina) o Foshan (Cina). La PUREZZA italiana non va barattata. Chi se le può permettere se le compra anche lì in Cina, gli altri le possono ammirare su Youtube. Questo per quanto riguarda le nostrane, gli altri invece possono anche scendere a compromessi tanto oramai lo fanno già per altre cose come montare motori 3 cilindri, o condivisi con delle generaliste semi low cost che siano del proprio gruppo o addirittura di gruppi esterni. Dalla Giulia in su NO, massimo rigore sugli standards e quindi produzione solo in Italia,, e infatti tale Purezza poi paga nei risultati su strada (vedi i soliti primati in pista sia di Giulia che di Stelvio)
Ritratto di Highway_or_bust
19 ottobre 2017 - 15:30
Anche Hitler faceva discorsi sulla purezza simili ai tuoi. Comunque ancora una volta dimostri di non aver capito mezza parola del mio commento. Ma visto che sono buono ti faccio un riassunto, è inutile produrre auto che tu e i funboy come te non potrete mai permettervi, meglio puntare sui clienti che poi le comprano davvero. A proposito di purezza comunque, sapevi che il 30% delle componenti della Giulia sono Made in Germany, mentre le componenti Made in Italy sono solo 24%? (http://www.omniauto.it/magazine/38449/alfa-romeo-giulia-componenti) a dimostrazione che il tuo commento da perdabal è totalmente una cagaata pazzesca.
Ritratto di twinturbo
19 ottobre 2017 - 15:47
Veramente pensavo anche più del 30%. Ad ogni modo hai scritto bene: Per la Giulia 30% Made in Germany e non 60-70% made in Spain o Slovacchia. Poi il mio discorso era sulla purezza del made in italy e della professionalità (spesso addirittura di carattere semiartigianale come per i pellami o gli impianti di scarico delle Maserati e dei motori plurifrazionati by Ferrari) in tema automotive (tanto che componentistica tedesca che pure hanno altrettanta quasi elevata qualità professionale ritengo ci possa pure stare, l'importante è che l'assemblaggio complessivo e quindi le linee guida degli standards qualitativi siano Italiani) e non di certo di tipo razziale. Se ad esempio parliamo di elettronica te lo dico io stesso che in Cina sono nettamente più avanti che in Italia. Ma anche pure restando in tema di auto se parliamo di puri ed essenziali impianti di scarico, Akrapovic è Sloveno e mi sta benissimo come fornitore di sola componentistica a contorno. Spero di non aver affrontato temi di logistica industriale troppi elaborati per il presente forum, nel caso chiedo scusa
Ritratto di twinturbo
19 ottobre 2017 - 15:49
Di certo mi sentirei, invece, sì razzista/classista a cercare di sminuire qualcuno solo perché guiderebbe una Panda o una 500L (auto per onesti lavoratori e non solo), ma ritengo il discorso risulterebbe ancora più complesso della spiegazione precedente, per cui evito
Ritratto di Highway_or_bust
19 ottobre 2017 - 16:01
E per l'ennesima volta dimostri di capire roma per toma, o addirittura roma per albania, visto come sei messo. Il succo del discorso è completamente un altro, non importa se assemblano componenti tedesche su un auto italiana davanti al colosseo oppure a Bratislava (a proposito, la città slovacca in quanto a ordine, disciplina, criminalità e sicurezza è 10 spanne sopra la città italiana), ciò che conta è a chi poi vendi questo prodotto, e se fai un prodotto che fa impazzire gente che poi nella realtà può permettersi al massimo 20 euro da fare nella panda della mamma allora tutto il lavoro diventa inutile, meglio puntare sui clienti seri che poi le comprano veramente. Comunque a proposito di "onesti lavoratori", tu che sei un mantenuto non dovresti proprio parlare, visto che o sei sul groppone dei genitori oppure sei sul groppone di tutti noi.
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