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Renault: lo Stato francese cede il 4,7% delle azioni

4 novembre 2017

La quota in mano pubblica della casa francese è tornata al 15,1%, come era fino all’inizio del 2015.

Renault: lo Stato francese cede il 4,7% delle azioni

UN BUON AFFARE - Lo Stato francese ha venduto una parte del suo pacchetto azionario della Renault. Si tratta 14 milioni di azioni, pari al 4,7% del capitale societario, che sono state cedute per un controvalore di circa 1,21 miliardi di euro. È esattamente la stessa quantità di titoli che la mano pubblica di Parigi acquistò nell’aprile del 2015 per assicurarsi il pieno controllo del costruttore. Per le casse statali l’operazione significa un utile di 55 milioni di euro. Lo stato francese resta comunque il principale azionista della Renault, continuando a detenere il 15,01% delle azioni.

AZIONI DOPPIE - La decisione di acquisire ulteriori azioni della Renault era stata presa dal governo parigino per poter arrivare assicurarsi un controllo più pieno della società. Secondo la normativa francese, infatti, valgono doppio le azioni dei soci di lungo termine (e lo stato in questo caso lo è perché azionista Renault dal 1945). Con ciò, il governo di Parigi poteva contare sul 19,74% delle azioni con il 23,2% dei diritti di voto, che in seno al consiglio di amministrazione della Renault significava avere il diritto di veto. La cosa era stata voluta perché c’erano timori di un cambiamento dei rapporti con la Nissan nell’ambito dell’Alleanza tra le due case (attualmente la casa giapponese detiene il 15% delle azioni Renault, ma sono senza diritto di voto; ciò mentre la Renault possiede il 43% delle azioni Nissan). Il governo di Parigi non intendeva vedere modificata la situazione e si premunì appunto con l’aumento della sua quota azionaria. 

CONTRASTI CON LA SOCIETÀ - La vicenda aveva innescato un pesante scontro tra il governo e il management della Renault, contrario alla nuova situazione per timore che rompesse l’equilibrio su cui si basava l’Alleanza con la Nissan. E in effetti quest’ultima aveva manifestato, sia pure con misura e discrezione, la propria contrarietà a quanto deciso dalle autorità pubbliche parigine. Dopo alcuni mesi di discussioni e trattative, alla fine del 2015 le parti arrivarono a un accordo in base a cui ognuna si impegnò a rispettare determinate condizioni operative. Per esempio, la Renault si impegnò a non modificare l’accordo di alleanza con la Nissan. Quanto allo stato prese l’impegno di far valere i suoi diritti di voto solo su questioni strategiche e di non immischiarsi nella gestione aziendale. 

CONTINUITÀ POLITICA - Va sottolineato che la decisione dell’acquisto delle azioni fu presa sotto la presidenza di François Hollande, ma il ministro dell’economia che la volle assolutamente era Emmanuel Macron, l’attuale presidente. Dunque la vicenda si è svolta in una sostanziale continuità politica. Proprio Macron due anni fa aveva peraltro garantito che lo stato non avrebbe conservato quelle azioni. Nel comunicato dell’APE che ha riferito dell’operazione, è anche specificato che il 10% delle azioni cedute saranno acquistate dalla Renault che le offrirà in vendita ai dipendenti ed ex dipendenti della casa automobilistica.



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Ritratto di Eccomi
5 novembre 2017 - 16:11
Infatti le sedi produttive italiane pagano le tasse in Italia. FCA Italia indovina dove ha sede e dove paga le tasse. Alfa e Maserati indovina dove hanno sede e dove pagano le tasse. Ma guarda tu se bisogna sempre stare a sentire sti discorsi.
Ritratto di napolmen4
6 novembre 2017 - 07:30
...che poi nn menzionano mai VW in Lussemburgo....
Ritratto di Vincenzo1973
6 novembre 2017 - 11:11
VW e' in lussemburgo? davvero!?!?!? chiedo semplicemente, perche mi stupisce
Ritratto di Eccomi
6 novembre 2017 - 20:32
VW in Lussemburgo è di casa: https://www.google.it/amp/espresso.repubblica.it/affari/2017/10/26/news/le-manovre-di-volkswagen-in-lussemburgo-1.312863/amp/
Ritratto di grande_punto
5 novembre 2017 - 14:45
3
Peccato..
Ritratto di Agl75
5 novembre 2017 - 22:39
Non vedo cosa ci sia di male a proteggere un settore che da un punto di vista occupazionale e non solo, è importantissimo. Sarebbe folle non farlo. @GuidoFiat per quanto possa essere d’accordo, leggere i suoi post di come interpreta notizie di intrecci economici, finanziari, di politica internazionale e interna è deprimente per quanto la sua sintesi sia semplicistica e sempliciotta.
Ritratto di GuidoFiatDal19xx
6 novembre 2017 - 21:00
E' che forse semplifico troppo e passo subito alle mie conclusioni nel blog bisogna essere brevi. Nel caso STX perchè il governo francese non è intervenuto qualche anno fà quando c'erano i problemi occupazionali? Ha lasciato fallire, e quando Fincantieri ha prelevato STX all'asta fallimentare, tra l'altro chiedendo il permesso al governo francese che venne accordato, allora Macron ne fa una questione di aziende strategiche per la Francia. Il sempliciotto è Macron non io. Pero loro fanno così, noi italiani facciamo il contrario,a tutti i livelli, stendiamo tappeti rossi a qualunque straniero e mettiamo in difficoltà i nostri.
Ritratto di GuidoFiatDal19xx
6 novembre 2017 - 21:00
E' che forse semplifico troppo e passo subito alle mie conclusioni nel blog bisogna essere brevi. Nel caso STX perchè il governo francese non è intervenuto qualche anno fà quando c'erano i problemi occupazionali? Ha lasciato fallire, e quando Fincantieri ha prelevato STX all'asta fallimentare, tra l'altro chiedendo il permesso al governo francese che venne accordato, allora Macron ne fa una questione di aziende strategiche per la Francia. Il sempliciotto è Macron non io. Pero loro fanno così, noi italiani facciamo il contrario,a tutti i livelli, stendiamo tappeti rossi a qualunque straniero e mettiamo in difficoltà i nostri.
Ritratto di GuidoFiatDal19xx
6 novembre 2017 - 21:01
E' che forse semplifico troppo e passo subito alle mie conclusioni nel blog bisogna essere brevi. Nel caso STX perchè il governo francese non è intervenuto qualche anno fà quando c'erano i problemi occupazionali? Ha lasciato fallire, e quando Fincantieri ha prelevato STX all'asta fallimentare, tra l'altro chiedendo il permesso al governo francese che venne accordato, allora Macron ne fa una questione di aziende strategiche per la Francia. Il sempliciotto è Macron non io. Pero loro fanno così, noi italiani facciamo il contrario,a tutti i livelli, stendiamo tappeti rossi a qualunque straniero e mettiamo in difficoltà i nostri.
Ritratto di Agl75
6 novembre 2017 - 22:25
Nel blog bisogna essere corretti, come in ogni cosa che si fa. Caro GuidoFiat, manca ancora qualcosa per inquadrare meglio il passo “strano” di Macron che si riassume molto sinteticamente in “criticità di politica interna” per cui bisognava dimostrarsi duri con i non Francesi (per inciso Vivandì, STX e politiche di accoglienza dei migranti si sono sovrapposti per un qualche giorno) ma di nuovo, concordo con lei con la sua chiusura. In Italia siamo tendenzialmente esterofili e piuttosto che fare squadra col campanile del borgo vicino, facciamo accordi con chiunque purché sia straniero. Forse sbaglio a credere che siamo nel 2017 e ci troviamo ancora nell’Italia medioevale dei Comuni. Su questo avremmo molto da imparare da Tedeschi, Francesi, Inglesi e Americani, giusto per buttar lì qualche nome.
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