NEWS

Ricarica delle auto elettriche in movimento: ci lavora il Politecnico di Torino

23 giugno 2017

Il progetto Charge While Driving punta a realizzare un sistema di ricarica che alimenti le auto elettriche durante la marcia.

Ricarica delle auto elettriche in movimento: ci lavora il Politecnico di Torino

TANTA CONCORRENZA - La scarsa autonomia delle batterie rimane il più grande ostacolo a frenare la diffusione delle auto elettriche, a cui servono inoltre lunghe soste di ricarica prima di avere l’energia sufficiente per effettuare un nuovo viaggio. Una possibile soluzione arriverà quando si affermeranno le colonnine per la ricarica veloce delle batterie, dove basteranno tempi inferiori all’ora per effettuare un ciclo completo di ricarica, ma nel frattempo aziende, istituti di ricerca e case automobilistiche stanno lavorando per risolvere la questione da un punto di vista alternativo. Un progetto fra i più interessanti viene curato dal Politecnico di Torino, dove il Dipartimento di Energia effettuerà presto i collaudi in pista di un sistema per alimentare le pile a vettura in movimento: il sistema è composto da bobine montate sotto l’asfalto e disposte lungo un percorso rettilineo (ad esempio un’autostrada), che alimentano le batterie senza fili tramite un campo elettromagnetico.

CONSORZIO EUROPEO - Il progetto si chiama Charge While Driving (ricarica durante la marcia) e rientra nell’ambito del consorzio FABRIC, un gruppo di 24 fra case automobilistiche, università e gestori di reti stradali il cui obiettivo consiste nello sviluppare tecnologie per diminuire la cosiddetta “range anxiety”, ovvero la paura di un automobilista di esaurire la carica delle batterie mentre è alla guida di una vettura a zero emissioni. Vincenzo Cirimele, uno dei ricercatori coinvolti nel programma, ci ha spiegato che il funzionamento di Charge While Driving è quasi analogo al sistema messo a punto dalla VeDeCom e testato in Francia con il supporto della Renault (qui per saperne di più), che ha goduto di finanziamenti molto più elevati rispetto al progetto del Politecnico di Torino: un partner della VeDeCom è la Qualcomm, nota azienda che realizza fra le altre cose i processori di moltissimi smartphone in vendita. Anche la VeDeCom rientra nel consorzio Fabric.

GRANDI ASPETTATIVE - Cirimele ed i suoi colleghi stanno lavorando però ad una tecnologia più evoluta rispetto all’impianto della VeDeCom, dove le bobine non sono coperte da uno strato di materiale: la pista a Susa (Torino, nelle foto) verrà attrezzata con bobine ricoperte, più leggere e facili da mantenere rispetto a soluzioni concorrenti. Le bobine erogano una potenza nominale di circa 20 kw, sono lunghe circa 150 cm e distano 50 cm l’una dall’altra. Il sistema della VeDeCom adotta piastre più corte ma ancora più ravvicinate, mentre altre società lavorano per realizzare bobine lunghe anche decine di metri. Il Politecnico di Torino ha lavorato finora in condizioni di laboratorio, utilizzando una slitta non molto veloce (non supera i 10 km/h), ma gli studi compiuti dimostrano che la tecnologia è promettente e non dovrebbe creare grossi problemi una volta testata con una vettura a grandezza naturale, tanto da non interferire con l’abs e gli impianti di bordo. 

LE BATTERIE NON PERDONO CARICA - Cirimele però ci ha spiegato che la ricarica funziona solo quando l’auto viaggia in asse con le bobine e che tecnologie di questo tipo non vanno scambiate per una ricarica “vera”, dal momento che servono a preservare la carica nelle batterie in vista di percorsi tortuosi: supponendo che le bobine vengano montate in autostrada, il livello di carica delle pile rimane grossomodo costante dal primo chilometro percorso fino all’arrivo, perché i 20 kW erogati compensano l’energia di cui un’auto ha bisogno per viaggiare a circa 100 km/h costanti. Andando più lenti le batterie possono ricaricarsi, andando più veloci invece si scaricheranno. Molte aziende e istituiti di ricerca stanno lavorando a tecnologie analoghe, ci ha spiegato Cirimele, ma finora nessuno ha saputo coniugare efficienza e bassi costi in previsione dell’arrivo sulle strade.



Aggiungi un commento
Ritratto di Prrrrr
23 giugno 2017 - 12:45
Credevo fosse una cosa meno complessa, tipo una serie di bobine o Dinamo collegate ai mozzi ruota, "pannelli" sulla capote, cose di questo tipo (sto facendo delle ipotesi), soluzioni che allungherebbero l'autonomia. Ma posizionare delle bobine sotto l'asfalto, credo che sia una soluzione improponibile e dai costi assurdi... boh, mettere bobine x migliaia di chilometri SOTTO l'asfalto, forse sarebbe meglio studiare un'altra soluzione.. più pratica. Siamo ancora agli "albori"... Mamma mia, sventrare le strade x metterci delle bobine, ripeto Geni, soluzioni più più pratiche.. un Secolo fa ci stava un Uomo che le poteva muovere via etere, e dai su....
Ritratto di The Krieg
23 giugno 2017 - 13:01
Allora studia tu a come fare, mi domando perchè non hanno chiesto a te di farlo!
Ritratto di Prrrrr
23 giugno 2017 - 13:12
Eccone n'artro... ma potrò esprimere un opinione? Siete comici, allora studia tu, ma va, va...
Ritratto di Dirk
23 giugno 2017 - 13:32
Interessante proposta ma dai costi elevatissimi e sopratutto improponibile con le strade che abbiamo i Italia.
Ritratto di Prrrrr
23 giugno 2017 - 13:52
Ma infatti Dirk, ma li vedi sventrare chilometri e chilometri di strade, ripristinare con asfalto di terza scelta, posizionare ste bobine (con disagi assurdi x il traffico), e una volta posizionate? Tutto perfetto, e se l'asfalto salta via? Le buche? Se riposizioni un'altro strato a quello precedente, ste bobine riusciranno sempre nel buon funzionamento? Veramente assurdo, solo a pensarlo, che pensino a soluzioni più pratiche, che questa è comica. Più ci penso e più rido, ma si può nel 2017 partorire una roba simile?
Ritratto di The Krieg
23 giugno 2017 - 13:47
Certo che te la contesto la tua opinione, dato che ti sei permesso di demonizzare il lavoro di gente che ci sbatte la testa, insultandoli.
Ritratto di Prrrrr
23 giugno 2017 - 13:56
The Krieg perche secondo te una critica equivale ad un insulto? Non so in che Mondo vivi tu, ma nel mio ognuno può esprimere ciò che vuole, è una critica, chi insulta, ma dove, ma quando, ma RILASSATI!
Ritratto di The Krieg
23 giugno 2017 - 14:07
Sai com'è, quel "Geni" è oltre la critica.
Ritratto di Prrrrr
23 giugno 2017 - 14:12
Si, si, come dici tu... imperdonabile definizione!
Ritratto di Dirk
23 giugno 2017 - 14:16
Mah, quando la gente non sa che fare si inventa di tutto come quella di Lexus del 28° secolo. Siamo nel 21° secolo e pensano al ventottesimo? Dovrebbero pensare al sostituto dei carburanti attuali e non ad altro che trova il tempo che trova. Boh!!
Pagine