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Rogo di Bologna: ora, cosa fare?

10 agosto 2018

L’incidente causato da un camion carico di gas porta all'attenzione il tema degli aiuti alla guida per i mezzi pesanti.

Rogo di Bologna: ora, cosa fare?

CHE FARE? -  La tragedia dell’incidente tra camion nei pressi del nodo autostradale di Bologna (qui la news) ha messo in evidenza una estrema criticità dei trasporti dei prodotti pericolosi. La grande esplosione avvenuta otto minuti dopo il tamponamento e la scena stessa del camion che si infila nel mezzo fermo in coda, senza accennare la minima frenata, sono immagini sconvolgenti. Dopo la sciagura è spontaneo l’interrogativo “cosa fare?” per creare le condizioni in cui episodi del genere. Molti sono gli interventi in tal senso. Tra gli altri, anche quelli del ministero dei Trasporti e dell’organizzazione delle case costruttrici estere, Unrae, che si dichiarano pronti a fare la loro parte in una azione di ammodernamento dei veicoli circolanti. Già, perché in una realtà in cui oltre l’85% delle merci viaggia su gomma gli automezzi sono mediamente molto vecchi: l’età media del parco circolante è di 11,3 anni.

PARCO CIRCOLANTE DA RINNOVARE - Ma tale discorso, sentito e risentito da anni, è sempre rimasto lettera morta. Non è facile innescare un rinnovamento che - come fa notare l’Unrae - al ritmo attuale delle nuove immatricolazioni di nuovi veicoli pesanti, per arrivare a compimento richiederebbe non meno di 11 anni. E a testimonianza di quanto la materia sia un po’ tutta scritta sull’acqua, bisogna dire che a tre giorni dall’incidente non è stato ancora detto l’anno di prima immatricolazione del camion protagonista del sinistro. Del resto, nella stessa logica è il fatto che a distanza di tre giorni dall’incidente, non si conoscono ancora le cause di quanto successo. Colpo di sonno? Distrazione? Rottura dell’impianto freni? Ipotesi credibili, ma al momento senza alcun riscontro. Il risultato è una sorta di senso di impotenza, prodotta dall’incertezza su quale sia la direzione da prendere per riuscire a fare qualcosa.

PAROLE, NON INFORMAZIONI - Abbondano le prese di posizione gonfie di buona volontà. In primo luogo si fa appello alla tecnologia, con la sua offerta di sistemi di assistenza alla guida, come la frenata automatica d’emergenza che le immagini televisive mostrano quanto avrebbe potuto essere utile a Bologna. Ma anche in questo caso il condizionale è d’obbligo, perché al momento non è stato detto chiaramente se il camion investitore ne era dotato o no. Cosa non difficile da appurare. 

LA TECNOLOGIA ESISTE. MA NON È DIFFUSA - E purtroppo, come ricorda ancora l’Unrae nel suo comunicato, gli automezzi che sono dotati dei moderni sistemi elettronici di assistenza (come la frenata automatica di emergenza) sono pochi, pochissimi: il 4,2%. Molto probabilmente per volontà di risparmio da parte delle aziende. E allora ecco un altro interrogativo: è pensabile far partire un volano di ammodernamento dei mezzi che faccia migliorare il livello di sicurezza? I problemi economici del settore e delle tantissime aziende dell’autotrasporto rendono leciti i dubbi sulla reale possibilità di un processo del genere. Anche se non ci sono alternative. 

LA NON ALTERNATIVA DELLA ROTAIA. VEDI VIAREGGIO - Per il momento non restano che le parole e la sensazione di impotenza. I camion non si possono fermare, pena arrestare l’economia e la stessa normale quotidianità degli approvvigionamenti. Pensare allo spostamento su rotaia dei traffici merci è un’altra argomentazione ricorrente, ma di fronte alla vicenda di Bologna non si può non ricordare che fu ancora il Gpl il protagonista dell’immane esplosione di Viareggio del 29 giugno 2009. Quella volta viaggiante su 14 vagoni cisterna. Il bilancio fu tremendo: 32 morti.

NORMATIVA COMPLESSA, MA UTILE? - La cosa che poi aggiunge un che di presa in giro nella vicenda è il fatto che i trasporti di merci pericolose, appunto come il Gpl, devono essere effettuati in un regime iper-regolamentato, con una normativa sterminata, autorizzazioni rigide, controlli frequenti, formazione e abilitazione specifiche per gli autisti, segnaletiche variegate, e altro ancora. Ma poi se c’è l’incidente il gas fuoriesce, s’innesca il fuoco, la temperatura sale e in breve arriva l’esplosione. Forse sarebbe opportuno anche ragionare su come costruire delle cisterne assolutamente resistenti. 



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Ritratto di MirtilloHSD
11 agosto 2018 - 14:55
4
Ciao Fr4ncesco, effettivamente sulla sicurezza non si lesina. Purtroppo questi incidenti si sentono più qui che all'estero... Intanto, l'ennesimo morto e 147 feriti. Chissà quando smetteremo di sentire di incidenti autostradali che diventerò stragi, incidenti sul lavoro, incidenti ferroviari, ponti che crollano, navi che fanno inchini e colpiscono gli scogli, ecc. Mirtillo
Ritratto di Strige
11 agosto 2018 - 21:31
Una sola parola....automatizzazione. Scompariranno gli autisti, ma nascera' un nuovo settore di controllo.
Ritratto di Roomy79
13 agosto 2018 - 13:44
1
Comunque vedendo le immagini e la sequenza delle 2 esplosioni, si e trattato di un vero miracolo poter piangere solo una vittima...considerato che siamo ad agosto, che sotto c’era un’intero quartiere abitato, ad essere razionali quel giorno probabilmente ci sono stati altri incidenti con piu morti...il destino e pazzesco
Ritratto di Strige
11 agosto 2018 - 21:29
Il terzo pilota in un aereo e' inutile, sarebbe piu' utile poterlo pilotare in remoto da terra. Il pilota della Germanwings non si senti' male, ma dovette andare in bagno. Inoltre i sistemi di sicurezza dell'airbus facero tutti il loro lavoro, il problema fu che il pilota li bypasso' tutti. Difatti quello fu il 4 tentativo di suicidio, nei primi tre non ci riusci perche' non riusci' a bypassare la sicurezza. Un pilota in piu' a che serve? cosa fa per 2 ore di viaggio? in cabina non ci puo' stare.
Ritratto di Roomy79
12 agosto 2018 - 22:08
1
Hai ragione, ma tutto e legato alla malattia della nostra società, internet, offerte permanenti, domeniche vissute negli outlet, tutti pensiamo solo a risparmiare, il benzinaio meno caro, amazon, foodora, la banca on-line, quella vergogna di ryan-air, e dietro ogni risparmio in realtà ci scaviamo un po’ la buca da soli, perché a meno di non essere ricchi ereditieri, il cane si morde la coda, e risparmio dopo risparmio le condizioni delle persone peggiorano, noi inclusi. Qualunque sia il loro lavoro. Perche quegli sfruttati metteranno in circolo meno denaro e cosi via, fino a toccare anche il nostro orticello. All’impiegato di banca cosa poteva interessare dei commessi sotto pagati che lavorano anche a Natale? A loro piace fare shopping anche nelle feste vero? Diglielo ora che unicredit taglia 6000 posti e che Sanpaolo continua a chiudere filiali.
Ritratto di tuccisan
13 agosto 2018 - 11:51
Quoto e concordo
Ritratto di MirtilloHSD
11 agosto 2018 - 13:48
4
Viareggio è stata una pagina buia della storia del trasporto ferroviario. Le scene di morte e distruzione i testimoni non le dimenticheranno mai. Però, non si può non far circolare le merci sui treni. Le probabilità, e parliamo di statistica, di un incidente su rotaia sono minori rispetto a quelle su gomma. È un po' come gli aerei. E proprio in fatto di aerei ho un esempio: il 25 luglio dell'anno 2000 un Concorde della compagnia Air France decolla da Charles de Gaulle. Poco dopo l'aereo precipita su un hotel. L'incidente causa 114 morti. Da quel momento, la credibilità di quell'aereo, capace di arrivare a New York in 3 ore e mezza e di regalare ai passeggeri la vista dell'arco terrestre, cala sempre di più, fino a quando, nel 2003, va fuori servizio. Per un incidente, seppur veramente tragico, questo aereo va in pensione. Per un solo incidente nella sua carriera. Eppure, era un aereo validissimo. Se facessimo così per tutti i mezzi, andremmo a piedi. Comunque, sono felice che il bilancio dei morti non sia aumentato. Mi dispiace ancora per il giovane autista. Condoglianze alla famiglia. E mi auguro che tutti i feriti si riprendano in fretta. Mirtillo
Ritratto di pad
11 agosto 2018 - 18:42
Comunque secondo il mio parere la responsabilità é quasi sempre del cellulare, alcool, droga, poi viene per ultimo la stanchezza e i turni massacranti.
Ritratto di ratio
11 agosto 2018 - 19:05
Rogo di Bologna, cosa fare? Per iniziare: 1- ridurre le ore di impegno degli autisti (cioe' la somma delle ore di guida + carico/scarico + disponibilita') che oggi, ricordiamo, sono 13 ore al giorno estensibili a 15 x due volte a settimana(troppe!!) 2- vietare le scorciatoie x rilascio/ rinnovo patentino merci pericolose perche' attualmente quasi tutte le aziende mandano i loro operatori a svolgere i corsi in Slovenia dove la promozione e' garantita 3 - vietare la circolazione notturna dei mezzi che trasportano merci pericolose e sopratutto ridurre i pesi complessivi a pieno carico (oggi e' 440 q.li per un autoarticolato come quello coinvolto nel sinistro...400 q.li e' sufficiente come adottano altri paesi eu.) 5- controlli capillari a mezzi circolanti perche' in molti manomettono il registro di bordo (cronotachigrafo) anche se digitale per poter fare piu' ore del consentito 6- togliere la licenza trasporti a quelle aziende che risultano sanzionate in maniera recidiva per ore, velocita' o peso eccessivo (nel caso delle merci pericolose non e' prevista la tolleranza del 5% e quindi zero sovraccarico)
Ritratto di Metalmachine
12 agosto 2018 - 06:22
Non servirebbero gli aiuti alla guida se i conducenti mettessero nel bauletto il cellulare . Ma siccome alla gente piace spippolare quando e’ alla guida , e tutti , dico tutti son d’accordo , questa è la fine che ci meritiamo . P.s sto scrivendo seduto sulla tazza del WC
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