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Smart EQ Vision ForTwo: come cambia il futuro dei trasporti

4 novembre 2017

Il prototipo di citycar elettrica a due post anticipa la strategia della Smart per decongestionare le grandi città.

Smart EQ Vision ForTwo: come cambia il futuro dei trasporti

TRAFFICO INSOSTENIBILE - Chiunque sia stato a Tokyo, come è capitato a noi in occasione della presentazione della concpet car Smart EQ Vision ForTwo (nelle foto), ha visto cosa significa il traffico di una megalopoli con circa 14 milioni di abitanti, più che in Portogallo, un numero che secondo gli esperti il numero è destinato a crescere nei prossimi anni. Il traffico aumenterà di conseguenza e potrebbe diventare insostenibile, complice la saturazione (già in atto) dei mezzi pubblici. Sulla base di queste considerazioni nessuno direbbe che le automobili rappresentano una possibile soluzione al problema.

TUTTO AUTOMATICO - La Smart invece sta lavorando a un programma in questa direzione, sulla scia di altri costruttori, che dovrebbe cambiare il modo in cui intendiamo l’auto ed i trasporti privati. All’origine del piano c’è un servizio di auto in condivisione, su cui la Smart e il gruppo che la possiede (la Daimler) hanno già maturato una lunga esperienza: entrambe sono coinvolte nel progetto Car2go, fondato nel 2007, che controlla una flotta di 14.000 Smart in 26 paesi al mondo (Italia compresa, a Firenze, Milano, Roma e Torino) e ha oltre 2,5 milioni di iscritti. Il costruttore tedesco immagina di utilizzare auto a zero emissioni guidate dall’elettronica, liberando così i clienti dallo stress di seguire il traffico e muovere il volante, che infatti verrà eliminato al pari del freno e dell’acceleratore: l’interno dell’auto sarà quindi più arioso a fronte di una lunghezza esterna di 269 cm, ideale per la città e in linea con le attuali Smart ForTwo. Ai clienti del servizio basterà così effettuare la prenotazione dall’app, selezionare la meta e farsi trovare pronti a bordo strada.

SERPENTONE DI AUTO - Sarà compito della vettura raggiungere il cliente, farlo arrivare a destinazione e da lì parcheggiarsi a bordo strada, in attesa che venga prenotata dalla persona successiva. Il sistema di bordo guiderà l’auto nei pressi di una stazione per la ricarica delle batterie, che potranno alimentarsi senza cavo grazie a piastre montate sotto l’asfalto (come avviene già con gli smartphone): le auto faranno tutto da sole e avranno bisogno di un operatore solo per interventi di manutenzione. Il costruttore immagina così di migliorare la vita a bordo dei passeggeri e anche le condizioni del traffico, perché il sistema di guida autonoma ridurrà la distanza fra le vetture su strada grazie a sofisticati visori: le auto resteranno più vicine fra loro (dando origine ad un vero e proprio “serpentone”) e questo servirà per snellire il flusso di auto nelle grandi metropoli, insieme alla possibilità di condividere eventualmente la corsa sull’auto con un altro cliente durante il percorso.

UNA VISIONE DEL FUTURO - Il costruttore tedesco ha in mente questa visione del futuro e sta lavorando per metterla in pratica, attraverso un percorso a tappe che inizierà nel 2020: da quell’anno in poi tutte le Smart di nuova introduzione saranno solo elettriche. È compito invece del prototipo Smart Vision EQ ForTwo fornire un’idea su come saranno le vetture scelte per questo innovativo servizio di car sharing. L’auto ci è stata mostrata da vicino proprio a Tokyo, all’interno di uno studio fotografico, dove i tecnici hanno potuto gestirla con maggiore facilità rispetto ad una normale presentazione su strada: la citycar tedesca infatti non è rifinita come un modello in vendita (mancano ad esempio le guarnizioni sulle porte) e adopera un motore a zero emissioni del tutto provvisorio, messo in funzione dall’esterno attraverso un telecomando, visto che il sistema di guida autonoma non è ancora pronto. 

TEMPI LUNGHI - La Smart Vision EQ ForTwo va considerata infatti una grande fonte di ispirazione: le portiere apribili all’indietro e il divano a due posti potrebbero lasciare spazio in futuro a soluzioni meno futuribili e dispendiose, al pari del grande schermo nel fascione anteriore (serve all’auto per fornire messaggio all’esterno), ma i tecnici stanno lavorando ad una vettura senza comandi all’interno, a zero emissioni e guidata dall’elettronica. “La Vision EQ ForTwo potrebbe trasformarsi negli anni e diventare qualcosa di diverso” ci ha spiegato Ariane Fiedler, a capo della comunicazione per la Smart, “ma è questa la base che stiamo sviluppando”. Fiedler ha sottolineato che il progetto ha bisogno ancora di molto tempo per realizzarsi, visto che numerose tecnologie di cui è dotata la Vision EQ ForTwo non sono ancora disponibili: la guida autonoma senza volante e pedaliera fa parte del livello 5 (il più elevato fra quelli classificati), che funziona senza l’apporto del guidatore. Oggi siamo al livello 3 e anche solo per questo la legislazione di molti paesi non si è adeguata.

L’AUTO COME BENE CONDIVISO - Il tempo di cui la Smart ha bisogno per risolvere le difficoltà tecniche verrà speso anche per indirizzare l’azienda verso un nuovo modello economico, basato sulla condivisione dell’auto e non sul suo possesso. “La Smart diventerà un fornitore di servizi e non sarà più un semplice costruttore” ci ha raccontato Fiedler. “I nostri clienti non saranno più automobilisti privati, che nelle megacittà tenderanno a possedere sempre meno auto, ma aziende che gestiscono servizi di car sharing in tutto il mondo”. Fiedler non ritiene che questo cambiamento possa nuocere a livello di vendite, perché l’utilizzo a ciclo continuo delle Smart a noleggio dovrebbe far aumentare la loro usura e di conseguenza diminuire i tempi di sostituzione, anche se Fiedler non ci ha anticipato ogni quanto tempo verranno fissati. In questa visione dei trasporti gli automobilisti dovranno mettere in conto una perdita della privacy, secondo Fiedler, perché l’auto sarà di tutti e quindi non verrà più considerata un oggetto personale.

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Ritratto di twinturbo
4 novembre 2017 - 07:37
Prototipi prototipi prototipi, intanto i Cinesi la copia/clone della Smart e in versione Elettrica la fecero già begli anni fa
Ritratto di Leonal1980
4 novembre 2017 - 13:00
3
Stanno parlando di un sistema e non di un auto elettrica e basta, leggi l’articolo
4 novembre 2017 - 10:24
Ho letto di uno studio che afferma che la guida autonoma manderà ancora più in confusione il traffico perché con tutte le variabili i computer vanno in tilt (basti pensare che tutte le manovre più complesse a partire dal campo aerospaziale vengono eseguite manualmente) e un altro commissionato all'università di Detroit mette in dubbio l'efficacia di questi sistemi con pioggia e neve. Comunque in città è una buona idea a patto che si igienizzi l'abitacolo tra un utente e l'altro (non ho mai usufruito del car sharing quindi non so come funziona), un'alternativa ai mezzi pubblici.
Ritratto di Salve sono Ugo
4 novembre 2017 - 10:42
" Tutte le variabili i computer vanno in tilt "
Ritratto di twinturbo
4 novembre 2017 - 10:43
Imho prevenire la vince sempre sul curare, ergo la soluzione sarà semplicemente interfacciare fra di loro le auto (direttamente o tramite un'unità centrale), in modo che senza troppe variabili aleatorie se ad esempio stai giungendo all'incrocio tu che hai la precedenza la mia nemmeno deve necessariamente frenare/fermarsi, ma sapendo che sei priorirario le basta che dosi la rallentata per farti liberare l' incrocio (e visto che uno smartphone appresso bene o male ce lo portiamo tutti, anche i pedoni sarebbero interagibili). Al momento le soluzioni concentrate sulla singola vettura mi sembrano più una voglia di futurismo tecnologico con cui pregiarsi nei confronti del cliente.
Ritratto di Leonal1980
4 novembre 2017 - 13:03
3
Io ho usato il carsharing a Roma ed è il Top!! La volta dopo sono andato con la mia e mi sono pentito... solo per arrivare in centro 1 ora che potevo evitare arrivando in treno e facendomi portare una smart
Ritratto di GranNational87
4 novembre 2017 - 10:43
3
Nulla si potrà conto l'innegabile dominio della ZD2, tsk!
4 novembre 2017 - 11:11
Ahah
Ritratto di Leonal1980
4 novembre 2017 - 13:03
3
Questo è quello che ci vuole per le grandi metropoli! E finalmente qualcuno che si muove oltre ai giapponesi...
Ritratto di grande_punto
4 novembre 2017 - 14:27
3
Lateralmente sembra una lavatrice...
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