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Supermulta se il congiunto è sbagliato: la parola all’esperta

Pubblicato 30 aprile 2020

Il decreto del 26 aprile stabilisce che, dal 4 maggio, si possa andare a trovare il congiunto che si trova nella stessa regione. Ma c’è il rischio di una sanzione pesante per chi guida. Sentiamo il parere del legale.

Supermulta se il congiunto è sbagliato: la parola all’esperta

AUTOMOBILISTI IN ATTESA - Il più recente decreto coronavirus, quello del 26 aprile, è soggetto a più interpretazioni. In attesa di chiarimenti ministeriali, facciamo il punto con l’avvocato Marisa Marraffino (nella foto): si occupa di aspetti legali legati alla privacy e anche dell’applicazione delle norme emergenziali. Vediamo così come evitare la supermulta: di 400 euro per chi va a piedi, sale a 533,33 euro per chi va in auto o in moto. Entrambe si possono pagare con lo sconto del 30% (ma non si sa ancora con certezza entro che termini di tempo).
 
Il 4 maggio, avremo più libertà di spostamento. Chi va in auto deve portare l’autocertificazione?
Certo, l’autocertificazione servirà sempre. Ci si potrà spostare in auto soltanto per motivi di lavoro, di salute, di necessità e, novità dell’ultimo decreto, per andare a trovare un congiunto. Tutto questo entro i confini regionali. Si potrà anche passeggiare o correre, ma non prendere l’auto o la moto per andare a correre o a camminare lontano da casa.
 
Potrò muovermi fuori dalla regione in cui mi trovo?
Sì, posso farlo per rientrare nel mio luogo di residenza, domicilio o abitazione, ricordando che in Italia non si può avere più di un domicilio. La norma parla di “rientro”, quindi non si potrà fare la spola tra la residenza e il domicilio.
 
Potremo andare a trovare i congiunti. Chi sono?
Ribadendo che potremo andare a trovarli entro i confini della propria regione, i congiunti sono sicuramente i genitori, i fratelli, gli zii, i nonni, il coniuge, i cugini e gli affini. Ossia i suoceri, la nuora, il genero, i cognati. Di solito, il termine congiunto entra in gioco soprattutto nelle cause che riguardano il risarcimento del danno in caso di incidente stradale. Se, per esempio, muore il proprio partner in un incidente, ci si pone il problema se si abbia o no diritto al risarcimento danni. In questi casi, la giurisprudenza sostiene che il risarcimento spetti non soltanto al prossimo congiunto della famiglia legittima, ma anche di quella naturale, cioè quella del convivente o del fidanzato che aveva un rapporto affettivo stabile col partner prima dell’incidente.
 
Guido l’auto, sto andando da un congiunto. Se le forze dell’ordine mi fermano, come dimostro che quella persona è un congiunto?
Se nei prossimi giorni non interverranno delle faq o altre note ufficiali in merito, basterà l’autocertificazione. Saranno poi gli agenti, eventualmente, a fare gli accertamenti del caso. Però, se si vogliono evitare discussioni, meglio portare con sé tutto quello che può essere utile. Cioè bollette, certificati anagrafici, dichiarazioni del congiunto che confermi di essere tale. Dichiarazioni di cui il congiunto si assumerà la responsabilità sottoscrivendole.
 
Potremo andare a trovare i fidanzati stabili e le fidanzate stabili. Cioè?
Negli anni, la giurisprudenza ha stabilito alcuni criteri per determinare l’affetto stabile, non essendo per forza necessaria la convivenza. Quello che conta è il progetto di vita che si aveva insieme, quell’assistenza morale e materiale che caratterizza un rapporto solido. Possono valere i conti correnti cointestati, le bollette, i mutui pagati insieme. Ma anche i comportamenti del partner, le attenzioni, se per esempio in caso di malattia o necessità ci si aiutava vicendevolmente. Per questo le cause di solito sono lunghe e prevedono una complessa istruttoria.
 
Guido l’auto, sto andando da una fidanzata o un fidanzato stabile. Se le forze dell’ordine mi fermano, come dimostro che con quella persona c’è affetto stabile?
Difficile dimostrarlo all’agente che ci fermerà a partire dal 4 maggio per i controlli. Per questo, ci vorranno linee guida valide per tutto il territorio e anche criteri certi, che non potranno essere lasciati alla discrezionalità del singolo operatore. 

Per privacy, ho il diritto di non fare nome e cognome del congiunto?
No. Nome e cognome del congiunto vanno fatti. La privacy non c’entra, la base giuridica del trattamento è l’interesse pubblico che legittima il controllo. Gli agenti devono essere messi in grado di verificare se quello che dico è vero oppure no. L’importante è non mentire. Se proprio non si vuole comunicare il nome, meglio non rispondere. Le false dichiarazioni, infatti, potrebbero essere sanzionate penalmente, trattandosi di un eventuale falso ideologico o di una falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale. Lo prevedono gli articoli 483 e 495 del codice penale. Certo, se rifiuto di rispondere o di chiarire le ragioni del mio spostamento, posso essere multato. Potrò nel caso presentare delle memorie o impugnare l’eventuale ordinanza ingiunzione, ma meglio cercare di prevenire.
 
Se mi appiopperanno la multa, potrò fare ricorso?
Potrò difendermi inviando una memoria alla prefettura competente, anche a mezzo Pec. L’interessato può chiedere poi di essere sentito. A quel punto il prefetto, se non dovesse ritenere di archiviare la procedura, dovrà emettere l’ordinanza ingiunzione. Contro la quale il presunto trasgressore potrà fare ricorso al giudice monocratico del luogo dove è stata commessa l’infrazione.
 
Io guido. Posso scarrozzare il congiunto non convivente?
No. Non posso portare il congiunto non convivente in auto senza valido motivo. Devo solo andare a trovarlo. Restano infatti le stesse motivazioni che limitano gli spostamenti all’interno del comune, quindi ragioni di lavoro, salute o necessità. A ogni modo, se il congiunto non è convivente, dovrà stare ad almeno un metro da noi e indossare la mascherina.
 
Una volta a casa del congiunto, devo rispettare la distanza interpersonale?
Sì, devo mantenere le distanze, ma gli agenti non possono effettuare accertamenti all’interno del domicilio. Lo esclude espressamente l'articolo 13 della legge 689/1981. Si tratterà di applicare le norme secondo la logica del buon senso, che aiuterà a proteggere noi stessi e gli altri.

AGGIORNAMENTO DEL 2 MAGGIO

Secondo le prime interpretazioni delle faq del governo pubblicate il 2 maggio, dal 4 maggio l'auto si potrà usare anche per spostarsi fuori dal proprio comune, per poi passeggiare. Il link alle faq è qui.

 





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Ritratto di Andre_a
1 maggio 2020 - 21:20
9
Riguardo alla forma, è difficile da parlarne in 2 righe su un forum automobilistico, secondo me lo ha spiegato molto bene Conte nel discorso di ieri alla Camera. Eticamente, di nuovo, è difficile da dire, anche se col senno di poi, credo abbia fatto bene. Immaginati se il 10 marzo, al posto di un dcpm, ci trovavamo una crisi di governo...
Ritratto di Road Runner Superbird
1 maggio 2020 - 23:03
Non so se hai mai visto l'intervista di Vespa a Saddam Hussein, anche lui sembrava che avesse ragionissima. I discorsi paternali a senso unico sono sempre bellissimi, ma la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni. Non ci vuole una crisi di governo ma un governo di unità nazionale, essere più democristiani, arrivare a compromessi.
Ritratto di Thresher3253
4 maggio 2020 - 11:59
Le tue libertà personali sono intatte. Così come intatto é il diritto alla salute, e in quanto tale censura la tua potenziale abilitá di diffondere l'infezione. Se sei disposto ad accollarti l'eventuale sanzione amministrativa, nessuno ti impedirà di andare a farti un caffé a casa di amici.
Ritratto di UPvw
2 maggio 2020 - 23:46
Purtroppo riaprire tutto e subito e difficile , lavoro in un negozio e credetemi a fine giornata siamo tutti sfiniti perché è un continuo dover ricordare alle persone di rispettare le distanze o indossare la mascherina o o guanti e purtroppo molti si infastidiscono e o rispondono in modo maleducato , credetemi ho un po' di timore nella reazione del 4 maggio
Ritratto di BigDeals
2 maggio 2020 - 16:40
Meglio morire?
Ritratto di Sumaticaz
1 maggio 2020 - 12:24
Accostamento.... Infelice?....o non hai capito la gravità del momento?
Ritratto di Andre_a
30 aprile 2020 - 21:44
9
Ma a che serve avere una legge il cui accertamento è illegale? Non sarebbe meglio lasciarla come consiglio?
Ritratto di Fdet_
30 aprile 2020 - 23:44
Infatti non c'è nessuna legge ma un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, con decorrenza di 14 gg. Le leggi, ordinarie, invece ne autorizzano la sua esercitazione.
Ritratto di Andre_a
30 aprile 2020 - 23:55
9
Non ti offendere, ma una puntualizzazione del genere mi sembra come andare a parlare di turbocompressori in un forum di diritto. Naturalmente hai ragione, ma un dpcm è pur sempre un atto avente forza di legge, e il quesito rimane: che senso ha obbligare la distanza di sicurezza anche nelle abitazioni private se poi è (per fortuna) impossibile controllarla? Non era meglio limitarsi a un consiglio?
Ritratto di Fdet_
1 maggio 2020 - 10:02
Purtroppo questi provvedimenti non sono per chi ha buon senso, ma per chi invece, per colpa di qualche neurone mancante di troppo, potrebbe pregiudicare la salute di tutti con un comportamento scellerato. Mi trovi d'accordo sul consigliare, tuttavia in una emergenza è giusto adottare una precauzione in più piuttosto che una in meno. Ovviamente, essendoci una impossibilità di controllo, è tutto rimandato all'intelligenza di chi poi si trova in queste situazioni. D'altronde il rischio maggiore non lo corre nessun'altro se non chi viene meno a queste cautele. Le informazioni le abbiamo tutte, su per giù: dagli ospedali che non possono prendersi cura di tutti, all'assenza ancora di eventuali cure e/o vaccini. Se poi c'è qualcuno che vuole far finta di nulla, è pur sempre libero di farlo. L'importante è che poi non si lamenti se il sistema sanitario non può accogliere tutti, anzi. Ricordiamoci anche che i tantissimi asintomatici sono il pericolo maggiore.
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