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Stellantis: il piano per le EV prevede anche una fabbrica di batterie in Italia

Pubblicato 08 luglio 2021

Il gruppo Stellantis annuncia la sua strategia da 30 miliardi nel campo delle auto elettriche, che saranno costruite su quattro nuove piattaforme. A Termoli una fabbrica per le batterie.

Stellantis: il piano per le EV prevede anche una fabbrica di batterie in Italia

Il gruppo Stellantis, nel corso dell'evento EV Day 2021 (nell'immagine qui sopra il ceo Carlos Tavares), ha presentato la sua ambiziosa strategia relativa alla mobilità elettrica, che abbraccia l’intera catena del valore. Un piano ambizioso che prevede un investimento di 30 miliardi di euro, entro il 2025, nell’elettrificazione e nel software. Parte di questa somma sarà ricavata dalle economie di scala che coinvolgeranno i 14 marchi del gruppo generando sinergie per oltre 5 miliardi. Stellantis punta a raggiungere margini di profitto sostenibili già entro il 2026. Sempre entro lo stesso anno il costruttore ha l’obiettivo di rendere il costo totale degli EV equivalente a quello dei veicoli con motore a combustione.

Per raggiungere questi ambiziosi traguardi il gruppo automobilistico si prefigge di diventare leader in Europa nel mercato nei veicoli a basse emissioni (LEV), raggiungendo, entro il 2030, una quota di oltre il 70%, e negli Stati Uniti del 40%. Un ruolo da protagonista la reciteranno i veicoli commerciali elettrici, fondamentali nella transizione energetica, dove Stellantis è leader in Europa e in crescita negli Stati Uniti, che progressivamente andranno a sostituire quelli termici, specie nelle consegne all’interno delle città.

Per far fronte alla crescita della quota di mercato delle elettriche e alla conseguente necessità dell’approvvigionamento di batterie, Stellantis comunica che il fabbisogno di accumulatori e componenti per EV sarà soddisfatto grazie a un totale di cinque “gigafactory” in Europa e in Nord America, a cui si aggiungeranno altri contratti di fornitura e partnership a supporto della domanda totale. Con questa strategia il gruppo prevede di assicurarsi oltre 130 gigawattora (GWh) di capacità entro il 2025 e oltre 260 GWh entro il 2030. Una delle nuove fabbriche di batterie sorgerà nel sito ex FCA di Termoli, nel Molise, attualmente destinato a motori e trasmissioni.

Negli anni Stellatis punta a migliorare quelle che sono le sue competenze tecniche e di produzione, che permetteranno di abbassare i costi di produzione. L’obiettivo è quello di ridurre il costo dei pacchi batteria di oltre il 40%, in un lasso di tempo che va dal 2020 al 2024, incrementandolo di un altro 20% entro il 2030.

Nella presentazione della sua strategia il costruttore ha precisato che verrà riposta particolare cura in tutto il ciclo di vita delle batterie, a partire dalla scelta dei fornitori. Deve essere visto in tal senso la firma del Memorandum d’Intesa (MOU) con due partner attivi nell'estrazione di litio geotermico dalle brine in Nord America e in Europa, così da assicurarsi un approvvigionamento sostenibile di litio.

La strategia elettrica di Stellantis punta a differenziare fortemente tutti e 14 i brand, rispettando il loro DNA. Tutti i modelli elettrici dei vari brand saranno ingegnerizzati su quattro nuove piattaforme, progettate per essere altamente flessibili (è possibile variare la lunghezza e la larghezza del mezzo), e condividere componenti, andando così a creare le opportune sinergie. Le quattro piattaforme si differenziano a seconda delle dimensioni del mezzo: STLA Small, per vetture con un’autonomia fino a 500 km, STLA Medium, per modelli con un’autonomia fino a 700 km, STLA Large, per modelli con un’autonomia fino a 800 km, e STLA Frame, con un’autonomia fino a 800 km.

A spingere i modelli ingegnerizzati su queste quattro piattaforme saranno una famiglia di tre diversi moduli di azionamento elettrico che, in un unico involucro, uniscono motore, cambio e inverter. La loro particolarità è quella di essere, oltre che compatti, anche flessibili, così da poter essere configurati per la trazione anteriore, posteriore e integrale (4xe).

Ad alimentare i motori elettrici ci saranno i pacchi batterie agli ioni di litio, che avranno una differente configurazione a seconda della tipologia di veicolo (varieranno il numero di moduli), andando dalle configurazioni più piccole per le city car fino ai pacchi ad alta densità energetica destinati ai veicoli commerciali e alle vetture ad alte prestazioni. Entro il 2024 è previsto l’impiego di due tipologie di batterie con una chimica differente: un’opzione ad alta densità energetica e un’alternativa priva di nichel e cobalto. Nel 2026 sarà introdotta la prima tecnologia competitiva per le batterie allo stato solido. Su quest’ultimo e su altri aspetti legati alle batterie e ai motori elettrici Stellantis sfrutterà anche le joint venture già siglate e quelle che verranno siglate in futuro. 

Infine, il costruttore ha parlato anche di software, che è fondamentale nell’auto elettrica, assicurando per i modelli aggiornamenti via OTA, in grado di migliorare nel tempo le caratteristiche del veicolo. 





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Ritratto di gt3mc12
8 luglio 2021 - 19:12
Interessante, inevitabile, i giapponesi i coreani e anche Renault probabilmente tengono vivo l'ibrido serio e anche ricaricabile, non sembra un'idea sbagliata. A meno che non sia dato per scontato nel Gruppo, almeno nel breve periodo
Ritratto di katayama
8 luglio 2021 - 19:16
Che ci fa Francois sul tetto del Lingotto, a vaneggiare tra le erbacce, tallonato dal suo incubo?
Ritratto di Ercole1994
8 luglio 2021 - 19:45
Abarth elettrica dal 2024? Non si può proprio sentire, sapendo quanto il sound degli scarichi, sia fin dagli albori, un tratto fondamentale del marchio dello Scorpione...
Ritratto di RubenC
8 luglio 2021 - 21:05
1
Saranno anche tratti fondamentali, ma così com'è Abarth non vende proprio niente.
Ritratto di Ercole1994
8 luglio 2021 - 22:48
Non direi, vista la quantità di 500 Abarth che sto vedendo negli ultimi tempi, alcune anche con targhe GE.
Ritratto di RubenC
8 luglio 2021 - 23:56
1
18.000 unità vendute nel 2020 in tutto il mondo, con un trend in forte discesa. Ti sembra un buon risultato? Giusto per introdurre un termine di paragone, la Mercedes Classe S (che non costa esattamente come una Abarth...) ha venduto 3 volte tanto!
Ritratto di tajokori
9 luglio 2021 - 00:47
Vabbé, l'Aborth è una scatola di tonno ultradecennale su base papanda del 2003 e con motori della mito del 2008. Grazie a sto calzo che non vende più nel 2021
Ritratto di Ercole1994
9 luglio 2021 - 07:23
@Ruben, e ancora peggio sarà, quando "spareranno" a 50/55k euro, una 500e Abarth...
Ritratto di Oxygenerator
9 luglio 2021 - 08:12
@ Ercole1994 A Milano ne ho viste 6 da quando è uscita. Ci faccio molta attenzione perchè la trovo ridicola e mi fa molto ridere. Quello che lei chiama sound, a me sembra un’auto col mal di pancia e che rilascia una sequenza di peti per tutta la città. Devo peró anche dire che probabilmente sono suoni che non piacciono a me, perchè ieri, ero dietro ad una Lamborghini che sgasava ad ogni semaforo, facendo un rumore fastidioso che, personalmente sarei sceso a chiedere perchè uno senta così forte il desiderio di rompere i kogliotti a tutto il vicinato. Un rumore osceno e fastidioso. Un latrato scoppiettante e ridicolo. Il sound vero era quello dei motori di una volta, non questi urli strozzati di adesso. Van bene in pista, ma in città, non stanno neanche in corsia, tanto son basse e larghe. Io trovo le auto sportive estreme, ridicole, fuori dal loro contesto, cioè, la pista.
Ritratto di Ercole1994
9 luglio 2021 - 09:28
Eh vabbè, che vuole che le dica? Va a gusti il "suono" delle Abarth attuali. Sarà che io sono molto giovane (ho solo 27 anni), ma a me piace, e sinceramente, da una nota di particolarità in mezzo ad un traffico giornaliero, dove tutte le auto, rumoreggiano alla stessa maniera...
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