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La Suzuki Jimny vittima delle emissioni di CO2

Pubblicato 24 gennaio 2020

La Suzuki conferma che la sospensione della commercializzazione in Europa si deve alle nuove regole sulle emissioni.

La Suzuki Jimny vittima delle emissioni di CO2

TROPPA CO2 - Come i responsabili della casa giapponese hanno confermato alla stampa in questi giorni, il destino europeo della Suzuki Jimny rimarrà confinato a un numero di esemplari contingentato per l’intero 2020. Con l’Italia, come abbiamo scritto recentemente (qui la news), che ha già esaurito i “suoi” 2.000 esemplari disponibili. Un sold out che trova spiegazione nelle emissioni di CO2 piuttosto elevate (da 154 a 170 g/km) della piccola fuoristrada, che nel nostro Paese e nel resto d'Europa sta riscuotendo un grande successo.

SPADA DI DAMOCLE - Il problema sono le nuove regole sulle emissioni di CO2, che entrano in vigore nel 2020 e impongono ai costruttori 95 g/km calcolati sulla media di tutti i modelli effettivamente venduti durante l’anno. Per chi sfora le multe sono salate: 95 euro per ogni grammo di CO2 oltre il limite, moltiplicato per il numero di auto vendute nei mercati europei nel 2020 (meno un 5% di “sconto”, che nel 2021 non ci sarà più). Logico, quindi, che i costruttori rivedano i loro listini in funzione di questo aspetto. Quello della Suzuki Jimny non sarà l’unico caso quest’anno; quasi certamente assisteremo ad altri improvvisi stop alle vendite di determinati modelli che non consentono al costruttore di rispettare i limiti.

UN CALCOLO COMPLESSO - Calcolare l’obiettivo di emissioni medie per ciascun costruttore è piuttosto complesso. Per prima cosa le regole dicono che si deve tenere conto del peso medio dei veicoli: quindi costruttori con una gamma caratterizzata da grosse auto di lusso possono avere dei valori medi più elevati di 95 g/km. Poi, le case che dimostrano di aver introdotto tecnologie innovative per la riduzione delle emissioni hanno ulteriori bonus (fino a 7 g/km all’anno da aggiungere alla media di 95). Inoltre, c’è il meccanismo dei “super crediti” che consente di considerare ogni auto con emissioni inferiori a 50 g/km, venduta nel 2020, come se fossero due, con un massimo di ulteriori 7,5 g/km da aggiungere ai 95 di media. Ulteriori deroghe sono previste per i costruttori che vendono meno di 300.000 veicoli all’anno. 

CHE MULTE! - Per fare un esempio di quanto la faccenda della CO2 sia seria e preoccupi i gruppi automobilistici, nella tabella qui sotto, realizzata dalla società di consulenza PA Consulting, ci sono le stime degli obiettivi che ogni gruppo automobilistico dovrebbe raggiungere in base alla composizione della sua gamma e le previsioni di sforamento con le conseguenti multe. Dalla tabella manca la Suzuki, il cui dato non è riportato da PA Consulting, che conferma un target molto ambizioso: appena 90,3 g/km per la gamma nel suo complesso.

DATI RIFERITI AL 2021

Costruttore Target Previsione Multa ipotizzata
Toyota 94.9 g/km 95.1 g/km €18 milioni
Peugeot Citroen (PSA) 91.6 g/km 95.6 g/km € 938 miioni
Renault-Nissan-Mitsubishi 92.9 g/km 97.8 g/km € 1,05 miliardi
Hyundai-Kia 93.4 g/km 101.1 g/km € 797 milioni
Volkswagen 96.6 g/km 109.3 g/km € 4,5 miliardi
BMW 102.5 g/km 110.1 g/km € 757 milioni
Ford 96.6 g/km 112.8 g/km € 1,45 miliardi
Daimler 103.1 g/km 114.1 g/km € 997 milioni
Honda 94.0 g/km 119.2 g/km € 322 milioni
Fiat-Chrysler (FCA) 92.8 g/km 119.8 g/km € 2,46 miliardi
Volvo 108.5 g/km 121 g/km € 382 milioni
Mazda 94.9 g/km 123.6 g/km € 877 milioni
Jaguar-Land-Rover 130.6 g/km 135 g/km € 93 milioni




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Ritratto di ElioP
25 gennaio 2020 - 13:13
Ufficiale...!Emissioni di CO2, le principali fonti di inquinamento(ribadisco INQUINAMENTO) La principale imputata di questo fenomeno è proprio l’anidride carbonica che viene prodotta in tutti i fenomeni di combustione utilizzate per le attività umane e principalmente per gli autoveicoli e la produzione di energia elettrica. Basti pensare che a inizio secolo la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera era di circa 290 ppm (parti per milione), oggi è di circa 370-380 ppm e si pensa che nel 2050 possa raggiungere le 550-630 ppm se non si prenderanno dei provvedimenti rivolti alla sua diminuzione. Negli ultimi anni è inoltre emerso il reale impatto ambientale degli allevamenti di bestiame, che generano più gas serra dell’intero settore dei trasporti. Secondo il rapporto Livestock’s Long Shadow, pubblicato nel 2008 dalle Nazioni Unite, l’allevamento degli animali è la causa principale dei cambiamenti climatici e contribuisce a quasi due terzi delle emissioni agricole di gas ad effetto serra. Non continuo ma pregherei di non rispondere con argomentazioni da "scienziati" autodidatti.
Ritratto di Pavogear
25 gennaio 2020 - 13:27
Ehm, innanzitutto la concentrazione di CO2 presente nell'aria prima della rivoluzione industriale, ovvero il periodo preso in considerazione per stimare l'impatto dell'uomo sul pianeta con le sue attività (data di inizio circa metà del XVII secolo, non nel 1900), era di circa 300ppm. Oggi siamo già a quota 400ppm circa, non 380, e non ci sono stime che indichino in possibile aumento a 550ppm in soli trent'anni. Ma forse tu non hai nemmeno idea della quantità di anidride carbonica che bisognerebbe immettere nell'aria per aumentare così tanto la concentrazione in soli 30 anni. Forse l'eruzione di un supervulcano potrebbe, ma dubito fortemente. Poi già il fatto che citi una fonte che reputa la CO2 un gas inquinante la dice lunga non solo sulle tue conoscenze, ma anche sulla tua scarsa capacità di determinare l'attendibilità di una fonte. Cioè capisci che ormai sta diventando una perdita di tempo discutere con te
Ritratto di ElioP
25 gennaio 2020 - 13:16
intendevo mischiato ad altri materiali..CO2 e' un gas e tale non puo essere diversamente composto. non andare in escandescenza..non ti sto parlando di formule chimiche ma di concetti...
Ritratto di Pavogear
25 gennaio 2020 - 13:33
Hai scritto tu che comprendeva altri materiali e non era puro. Come se avessi voluto intendere l' anidride carbonica come un miscuglio
Ritratto di Mbutu
24 gennaio 2020 - 21:20
E comunque c'è una cosa che non mi torna. Se ne hanno venduti 2000, in un'ipotetica proiezione annua mi sembrano tantini per questo modello.
Ritratto di NeroneLanzi
25 gennaio 2020 - 01:34
Non ne hanno venduti 2.000 nel 2020, hanno venduto la produzione del 2020 che ammonta a 2.000 pezzi. Son due concetti differenti.
Ritratto di Andrea Zorzan
24 gennaio 2020 - 22:01
Chi vende poco o vende auto pesanti avrà notevoli vantaggi.
Ritratto di gitobi
25 gennaio 2020 - 00:30
Il Jimny è uscito nel 2018, Suzuki non era al corrente di questa regola?
Ritratto di NeroneLanzi
25 gennaio 2020 - 01:36
Non vendono macchine solo in Europa. Hanno lanciato la vettura per tutti i loro mercati. Finché hanno potuto l’hanno commercializzata anche in Europa. D’ora in poi continueranno a produrla per i paesi che non prevedono queste multe.
Ritratto di alex_rm
25 gennaio 2020 - 08:04
Al di fuori dell Europa a nessuno interessa seriamente di queste emissioni come in America,Asia(con Cina e India)e Africa
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