Suzuki: quattro prototipi per il Salone di Tokyo

Pubblicato 22 ottobre 2019

La Suzuki pensa al futuro e, in occasione del Salone di casa, presenta quattro concept che potrebbero trasformarsi in realtà.

Suzuki: quattro prototipi per il Salone di Tokyo

UNO SGUARDO AL FUTURO - Nel 2020 ricorrono i 100 anni della Suzuki. Per la casa giapponese l’occasione è ghiotta non solo per celebrare il passato, ma anche per guardare al futuro e pensare come saranno le auto del domani. La Suzuki ne dà un’anticipazione al Salone di Tokyo, in programma dal 23 ottobre, dove mostrerà quattro prototipi contraddistinti da originalità e innovazione tecnica, ovvero i capisaldi che guideranno lo sviluppo di tutti i nuovi modelli nei prossimi anni. 

SUZUKI WAKU SPO - Questa originale citycar (foto qui sopra), dalle linee vagamente retrò, in realtà nasconde una meccanica al passo con i tempi: ha un motore ibrido con batterie ricaricabili dall’esterno. La carrozzeria è trasformabile, tanto da assumere l’aspetto di una berlina con la coda o di una wagon, in modo da essere personalizzata a seconda che venga guidata per lavoro o nel weekend con la famiglia. Anche la mascherina e la plancia sono modificabili. 

SUZUKI HUSTLER - La Suzuki Hustler (foto qui sopra) è una piccola crossover già in vendita in Giappone, che la casa ha voluto personalizzare “giocando” con i dettagli: una versione è allestita per i viaggi e il tempo libero, l’altra è dotata di adesivi colorati, di un portapacchi al tetto e punta sui colori vivaci. 

SUZUKI HANARE - È una monovolume dallo stile distintivo, con le ruote alle estremità della squadrata carrozzeria e ridotte superfici vetrate. Il guidatore non ha bisogno del parabrezza per vedere la strada, perché la Suzuki Hanare è dotata della guida autonoma e sterza, accelera e frena grazie all’elettronica. Il guidatore può sfruttare il tempo di viaggio per lavorare: in giapponese infatti hanare esprime un concetto simile a quello di dépendance, un luogo distaccato da un’abitazione o un ufficio.

SUZUKI EVERY - Realizzato insieme all’azienda di articoli per l’infanzia Combi, questo prototipo deriva dal furgoncino Every (foto qui sopra) ed è stato personalizzato all’interno, trasformato in una piccola nursery per cambiare i neonati: sono presenti un fasciatoio e un’area dove allattare. L’Every è studiato come veicolo per l’assistenza delle neo-mamme durante manifestazioni pubbliche, in condizioni meteo avverse e in tutti i casi di emergenza.



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Ritratto di Giuliopedrali
23 ottobre 2019 - 16:25
Si poco, o di più alcune giapponesi, Suzuki e Mazda fine anni 60 primi 70 che un pò rammentavano la 128. O forse è la 128 che si era ispirata ad esse essendo del 69.
Ritratto di franzio
24 ottobre 2019 - 08:47
Verde come la 128 del mio babbo
Ritratto di zero
23 ottobre 2019 - 03:15
La Waku Spo potrebbe benissimo essere una riedizione della 128: anche se il terzo volume appare qui di dimensioni leggermente più ridotte, l'impostazione complessiva è quella. Gradevole e molto interessante! Tutti gli altri prototipi mi lasciano indifferente.
Ritratto di 1951
23 ottobre 2019 - 07:29
Fortissima la Hustler speriamo venga importata in Italia.
Ritratto di NeroneLanzi
23 ottobre 2019 - 09:34
É una keicar, quindi la vedo dura. Al limite la sua sorella maggiore X-bee si potrebbe valutare di portarla in Europa.
Ritratto di Andre_a
23 ottobre 2019 - 15:57
5
Kei car, talvolta allargate e quasi sempre con un altro motore, sono state vendute anche in Italia, vedi la Daihatsu Copen o Suzuki Wagon. Riguardo la Hustler però non credo, in Giapponr è venduta da anni e quella dell’articolo sembrerebbe solo una versione speciale
Ritratto di NeroneLanzi
24 ottobre 2019 - 01:07
Sì sono state commercializzate ma non sono mai state esempi particolari di successo commerciale. La Xbee nasce già come Hustler “cresciuta”, almeno sulla carta potrebbe essere una candidata. Ma sapendo quanto conta l’europa per Suzuki la vedo dura.
Ritratto di nik66
23 ottobre 2019 - 10:27
carine e simpatiche, dovessi scegliere hustler a vita, particolare poi la scritta al contrario sulla fiancata, alla waku spo, e concordo con zero che sembra la 128, metterei però gli specchietti invece delle telecamerine
Ritratto di Paolo-Brugherio
23 ottobre 2019 - 16:42
6
Simpaticissima la Hustler! E anch'io lascerei i convenzionali specchietti retrovisori: non so fino a che punto le telecamere posteriori possano essere affidabili per quanto riguarda la percezione di distanze ed ingombri nelle retromarce.
Ritratto di Giuliopedrali
24 ottobre 2019 - 14:40
Certo che questo è il design giapponese di seconda categoria.
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