Si dice sempre che il tempo è denaro e che quello perduto non torna più. Indipendentemente dai nostri piani, le lancette dell’orologio corrono inesorabili, tic toc tic toc, e forse per questo, senza farci troppo caso, finiamo spesso un po’ tutti col guardare al tempo che passa con un misto di fatalismo e rassegnazione.
Parole sconosciute, nel vocabolario degli studenti del Master in Transportation Design dello IED di Torino, che per la loro tesi finale insieme ai progettisti della Tesla hanno sviluppato Time, il prototipo di un’automobile a guida autonoma che suggerisce nuovi modi di intendere il tempo e come sfruttarlo al meglio.

La venticinquesima ora virtuale di una giornata ordinaria più o meno freneticamente frammentata tra ufficio, scuola, casa e famiglia di cui parlano i ragazzi dello IED potrebbe far rabbrividire chi, con la ventiquattrore in mano o lo zaino in spalla, sogna disperatamente di sfuggire al solito tran tran metropolitano. Ma l’idea di un veicolo come la Tesla Time, capace di andare dal punto A al punto B in completa autonomia e dotato di tutti i comfort per rilassarsi o lavorare, cambia la prospettiva con cui si misura il tempo.

Gli allievi dello IED di Torino, i loro docenti e i designer della Tesla nel tempo e nella sua percezione hanno trovato una chiave per aprire un nuovo orizzonte in cui, a mutare, è il concetto stesso di movimento: l’automobile cambia ruolo, cessa di essere un mezzo di trasporto e basta e diventa luogo di relazioni, di condivisione.
Non è una rivoluzione, perché di macchine capaci di districarsi agilmente nel traffico senza richiedere alcun intervento da parte dell’uomo, in realtà, in tempi non sospetti e ormai lontani già fantasticavano designer visionari come Marcello Gandini, il “papà” della Lamborghini Miura e della Lancia Stratos.
Ma oggi che l’informatica e l’intelligenza artificiale hanno fatto passi da gigante, quello scenario è diventato realtà, suggerendo o, meglio, obbligando qualsiasi futuro progettista di automobili a esplorarlo. O quantomeno a prenderlo in considerazione molto seriamente.

Ma la vera sfida, per chi di mestiere disegna automobili, è immaginare ciò che ancora non esiste. I giovani aspiranti designer dello IED di Torino l’hanno fatto con impegno e passione, inserendo nel sacco d’esperienza che anno dopo anno hanno riempito nel loro percorso di studi un’avventura che è l’antipasto di quel che li attende nel mondo del lavoro.
Ne è venuto fuori un “salottino” molto accogliente, protetto da un involucro di lamiere e vetri che parla il linguaggio minimalista delle Tesla, con pinne anteriori e posteriori che strizzano l’occhio alle gigantesche auto americane degli anni ‘60 e un’accattivante forma a cuneo che omaggia quella delle sportive italiane degli anni ‘70, con il parabrezza, il tetto e il lunotto collegati da un’unica linea, senza soluzione di continuità.

La Testa Time rimarrà in esposizione fino al prossimo 3 maggio al Museo nazionale dell’automobile di Torino, dove con la mostra Time. A Manifesto for Future Mobility lo IED di Torino, tra creatività umana e realtà virtuale, racconta la sua visione dell’auto del futuro.
























