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Toyota Mirai: 1.003 km con un pieno di idrogeno

Pubblicato 01 giugno 2021

Stabilito un nuovo record di percorrenza con la Mirai, la berlina della Toyota alimentata a idrogeno.

Toyota Mirai: 1.003 km con un pieno di idrogeno

LA TOYOTA CI CREDE - La Toyota è l’azienda automobilistica che ha maggiormente puntato sull’idrogeno. Ne è la dimostrazione la seconda generazione della Toyota Mirai, nella quale l’idrogeno stivato in tre serbatoi ad alta pressione, viene inviato alla fuel cell di bordo, dove si combina con l'ossigeno presente nell’aria, per generare la corrente necessaria ad alimentare il motore elettrico che muove la vettura.

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PIÙ LEGGERA ED EVOLUTA - La seconda generazione della Toyota Mirai è una notevole evoluzione della precedente. Essendo basata sulla piattaforma modulare GA-L, la casa ha potuto ridurre il peso di diversi componenti. C’è anche una nuova pila a combustibile (fuel cell) posizionata nel vano anteriore (prima era sotto il pianale). La batteria ad alta tensione agli ioni di litio (la precedente era al nichel-metallo idruro) e il motore elettrico sono collocati sopra l’asse posteriore. Questa riprogettazione si è tradotta, oltre che in un miglioramento dell’abitabilità, anche in un aumento dell’autonomia che, secondo la casa, raggiunge i 650 km con un pieno di idrogeno.

1003 KM CON UN PIENO - Un team composto da quattro piloti tra cui Victorien Erussard, fondatore e capitano dell'Energy Observer, la prima imbarcazione dotata di tecnologia a celle a combustibile della Toyota, ha voluto sfruttare le caratteristiche della Mirai per stabilire un nuovo record di percorrenza. Il viaggio è iniziato mercoledì 26 maggio alle 5:43 dalla stazione a idrogeno HYSETCO di Orly e si è concluso dopo aver percorso 1.003 km, stabilendo quindi un nuovo primato. La distanza è stata percorsa su strade pubbliche, a sud di Parigi e nelle aree di Loir-et-Cher e Indre-et-Loire, e la distanza e i consumi sono stati certificati da un'autorità esterna indipendente. Il consumo medio di carburante è stato di 0,55 kg per 100 km, con un pieno equivalente a 5,6 kg di idrogeno.

E IN ITALIA? - La Toyota Mirai è disponibile anche in Italia a partire da 66.000 euro nell’allestimento Pure. Tuttavia, a meno di non disporre di un erogatore di idrogeno privato (o aziendale), il suo utilizzo resta molto limitato. Infatti, attualmente, l’unico distributore pubblico si trova a Bolzano.

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Ritratto di robertonotaro
22 giugno 2021 - 13:36
Primo, l'energia elettrica prodotta da un generatore è funzione della potenza dello stesso e dell'autonomia che ha. L'energia prodotta sarà contestualmente immagazzinata dalla sua Tesla, con tempi di ricarica variabili e dipendenti dall'amperaggio del generatore stesso (nella peggiore delle ipotesi, lei potrebbe impiegarci ore, per ricaricare in quantità sufficiente). Secondo, anche le Tesla, per essere costruite, necessitano del petrolio. Lei, che ne è avverso all'uso, se non altro per coerenza, dovrebbe smontare dalla sua auto tutti i pannelli o le parti strutturali o di supporto realizzate in plastica e derivati. Dovrebbe poi smontare gli pneumatici e camminare sui cerchioni, e naturalmente non andare sulle strade asfaltate, perché anche l'asfalto è un derivato del petrolio. Della sua macchina, resterebbe ben poco. Terzo, quando con la mia macchina resto a secco (l'ultima volta mi è successo molti anni fa, in visita a Palermo), sono entrato in un bar dove mi hanno regalato 2 bottiglie di plastica vuote, da 2 litri ciascuna. Il distributore era a circa 1,5 km di distanza da me. Ne ho approfittato per visitare la città. Al ritorno (tutto molto veloce), ho messo il Diesel e sono ripartito. Niente carro attrezzi, tutto risolto in poco tempo, avrei potuto chiedere agli amici della comitiva di portarmi una tanica di carburante, ma non volevo dar loro fastidio. Quarto, lei non può determinare la portata di una catastrofe. Sa perché? Perché è un evento disastroso imponderabile... mi imbarazza doverle spiegare cose ovvie, ma lei non mi da scelta, oppure crede che una catastrofe si arresti appena prima del prossimo Tesla Supercharger, per darle la possibilità di ricaricare, in 1 ora o poco meno? La tragedia di Piazza San Carlo a Torino, nel 2017, dimostra che gli episodi critici si verificano proprio quando generalmente tutti pensano che non possano verificarsi situazioni di pericolo. La sua ultima considerazione poi non mi è chiara: lei si è preso la briga di esaminare un campione statistico casuale di persone, in tutta la UE, che la metta nella posizione di asserire il fatto che nessuno compra auto in funzione di qualche ipotetica apocalisse? Gli standard militari, ad esempio, impongono specifiche ben precise sui mezzi da combattimento o strategici per uso gravoso. Accade la stessa cosa per i mezzi pesanti utilizzati dai Vigili del Fuoco.
Ritratto di Aprilia
22 giugno 2021 - 14:19
Ma tu vivi solo in ottica emergenza ?
Ritratto di RubenC
22 giugno 2021 - 14:30
1
Ahahahah, ma fai sul serio scusa? Davvero pensi che la gente compri la Panda City Cross Hybrid per prepararsi a un'apocalisse o perché rispetta chissà quali standard militari? Nessuno compra le auto con queste prospettive, sennò, ripeto non avremmo certo in giro Panda, Ypsilon e Yaris ma, che ne so, Wrangler, Gladiator, Defender e simili. Anche la storia di quando sei rimasto a piedi è divertente. Se mi fossi trovato io con la mia elettrica in quella situazione avrei potuto benissimo attaccarmi a una presa al bar, senza dovermi fare chilometri a piedi e in mezz'oretta avrei probabilmente avuto abbastanza energia per raggiungere la prima colonnina. Ma soprattutto, non sarei proprio rimasto a piedi, perché rimanere a piedi con un'elettrica significa farlo apposta.
Ritratto di robertonotaro
22 giugno 2021 - 18:27
Se vai in giro con un filo lungo 1 Km (approssimativamente la distanza rispetto a me, allora), puoi sicuramente attaccarti al bar e rimanere lì per un'ora. Le Panda City Cross sono sicuramente più valide di qualsiasi elettrica, per scopi d'emergenza. Se migliaia di Trabant con motore bicilindrico di 650 CC hanno potuto condurre un popolo in salvo, la Panda può farlo a maggior ragione.
Ritratto di RubenC
22 giugno 2021 - 18:29
1
Ma davvero tu pensi che non si riuscirebbe ad andare dall'ex Germania Est all'ex Germania Ovest non dico con una Tesla, ma anche con una Dacia Spring?
Ritratto di robertonotaro
22 giugno 2021 - 19:18
Oggi si. Nel 1989 ovviamente no. Ma la tua domanda, per come è stata formulata, non ha alcun senso! L'episodio era stato da me citato per rendere chiaro quanto le auto non siano solo mezzi di trasporto per pendolari, o da divertimento. La tua domanda non ha senso logico.
Ritratto di RubenC
22 giugno 2021 - 19:26
1
Però noi non viviamo nella Germania Est del 1989. È questo il concetto importante.
Ritratto di RubenC
22 giugno 2021 - 14:32
1
E poi, citami una catastrofe in Italia avvenuta negli ultimi 20, 30, 40, 50 anni che abbia interessato un raggio di oltre 600 km e reso inservibili tutte le prese e i generatori in quell'area.
Ritratto di robertonotaro
22 giugno 2021 - 19:08
Senza voler perdere tempo a cercare, posso dirti che non è necessario che un evento sia così esteso. Tralasciando anche l'Italia, dove persino una maggiore richiesta di corrente dovuta al caldo e quindi ai climatizzatori accesi in molte case può creare problemi, globalmente, è sufficiente che la "catastrofe" avvenga a livello locale (una centrale nucleare, come Fukushima o Chernobyl, un' alluvione capace di fare "saltare" la centrale elettrica di zona, un terremoto di forte intensità, etc.). Non potendo ricaricare a sufficienza, rimani bloccato dove sei. Diverso è il caso di chi, per lavoro o per motivi umanitari, deve recarsi in posti isolati, deserti, foreste, zone disabitate come le zone interne dell'Australia, etc. Lì, pare che le colonnine elettriche spontaneamente non crescano. Quindi un'auto elettrica è inservibile in quei posti. Vale la pena forse raccontare cosa pensino gli automobilisti Africani a proposito dei loro mezzi... se gli chiedi perché abbiano comprato una Land Cruiser o un Hilux, ti risponderanno candidamente: "perché, esistono altre macchine nel mondo?".
Ritratto di RubenC
22 giugno 2021 - 19:27
1
Sì, ma se è solo a livello locale, tu puoi benissimo sfruttare i tuoi 400-600 km di autonomia per andartene via da lì. Dopo qualche centinaio di km sarai sicuramente fuori dalla zona pericolosa e avrai generatori, corrente e probabilmente anche colonnine.
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