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Toyota: non c’è solo l’elettrico

Pubblicato 02 dicembre 2021

Al consueto appuntamento annuale Toyota Kenshiki Digital Forum, la casa ha svelato nuovi modelli e ha parlato della sua strategia, ribadendo che le auto a batteria non sono l’unica risposta all’inquinamento.

Toyota: non c’è solo l’elettrico

IDROGENO ED ELETTRICITÀ - La terza edizione del Toyota Kenshiki Digital Forum ha visto la casa anticipare strategie e modelli. Matthew Harrison (nella foto qui sopra), presidente di Toyota Motor Europe, ha incentrato il suo intervento sull’importanza dell’idrogeno, l’accelerazione impressa al piano di elettrificazione della gamma e l’impegno per rendere Toyota “neutra” dal punto di vista della CO2.


> La Toyota GR 86.

GR86: IN LISTINO DUE SOLI ANNI - “Sappiamo che ci sono regioni dove le infrastrutture di ricarica e l’accesso all’energia pulita arriveranno solo dopo il 2040” ha spiegato Harrison, ribadendo però come si punti lo stesso in Europa a vendere il 10% di auto a emissioni zero entro il 2025 e addirittura il 50% entro il 2030. Ma questi numeri sono solo stime, basate sulle ultime indicazioni della UE: nessuno sa davvero se ci sarà domanda da parte dei clienti e se i punti di ricarica saranno sufficienti. Anche per questo, auto non elettrificate e con alte emissioni di CO2 come la nuova GR 86 potrebbero avere vita breve nel nostro continente: Toyota Europa ha pianificato di tenere in listino la nuova coupé solo due anni (prime consegne a maggio 2022).

ELETTRICHE E IBRIDE - Se le condizioni per le auto a batteria saranno favorevoli, la Toyota è comunque pronta con nuovi modelli, il primo dei quali è la crossover elettrica bZ4X: lunga 469 cm e con un’autonomia dichiarata di oltre 450 km, arriverà nelle concessionarie a giugno 2022. Il costruttore, comunque, non sta investendo solo sull’elettrico e annuncia anche per l’Europa l’arrivo, dal prossimo autunno, della crossover Corolla Cross ( i dettagli): lunga 446 cm, è pensata per essere un’alternativa più spaziosa e pratica alla C-HR e porterà al debutto la quinta evoluzione del sistema ibrido nato sulla Prius.

RICERCA A 360° - Il perché il costruttore giapponese investa e creda ancora nell’ibrido, lo ha spiegato Gill Pratt, chief scientist per Toyota Motor Corporation e ceo del Toyota Research Institute, ricorrendo a un’analogia. “Perché in natura c’è così tanta biodiversità? Perché diversi ambienti richiedono diverse soluzioni, perché tutti gli esseri viventi sono interdipendenti e perché la diversità assicura maggiori possibilità di sopravvivere in caso di eventi inattesi”. Allo stesso modo, per la casa puntare tutto sulla tecnologia a batterie non è saggio: sulle lunghe distanze e per veicoli molto pesanti (come bus e camion) le celle a combustibile, che producono corrente dall’idrogeno, hanno più senso. Inoltre, non tutta la corrente che finisce nelle auto elettriche è uguale: in Europa il 25% viene dal nucleare e dalle fonti rinnovabili. Ma in Giappone il 90% viene dai combustibili fossili. Inoltre, alcuni paesi hanno già una estesa rete di punti di ricarica mentre altri no. Ecco perché, secondo Toyota, considerando l’intero ciclo di vita veicoli con diversa alimentazione possono avere emissioni complessive (considerando anche la costruzione dell’auto e l’origine del carburante) molto simili. 


> La crossover elettrica Toyota bZ4X.

UNA PIATTAFORMA PER TUTTE - Inoltre, la corsa all’elettrico sta portando, sempre secondo i giapponesi, a utilizzi inefficienti delle materie: negli Usa la percorrenza media giornaliera è di 50 km (ancora meno in Europa), che si possono coprire tranquillamente in elettrico con una plug-in con una batteria relativamente piccola. Ma se invece usiamo sullo stesso tragitto un’auto a batteria con 500 km di autonomia, il 90% della sua capacità è costantemente sprecata; e con i materiali usati per la “pila” di una sola di queste elettriche si potrebbero costruire 8 plug-in. La conclusione di Gill Pratt è che è inutile e dannoso fare previsioni sul futuro: la cosa migliore da fare è investire in varie direzioni e tecnologie, per essere “pronti” a ciò che verrà. Un esempio di questo approccio è la nuova piattaforma E3, che può dare vita a veicoli ibridi full, plug-in o elettrici: vedremo i primi veicoli basati su di lei già nei prossimi anni.

IDROGENO DA BRUCIARE - Questo approccio vuol dire anche non abbandonare i motori a combustione interna, che possono anche essere riadattati per funzionare a idrogeno; il tutto tenendo bene a mente i limiti di questo utilizzo, come il fatto che il processo è meno efficiente rispetto a usare questo gas per produrre corrente nelle celle a combustibile e che allo stato attuale la sua produzione non è interamente “green”. Per questo motivo la ricerca di Toyota continua, tanto che durante l’evento ha presentato il quad a marchio Lexus con motore termico alimentato proprio con questo gas.


> Un disegno della futura crossover elettrica Lexus RZ.

LEXUS E LA SECONDA YARIS SPORTIVA - Durante il Toyota Kenshiki Digital Forum c’è stato spazio anche per presentare il futuro di Lexus: dopo la NX (qui il primo contatto), appena rinnovata, nei prossimi mesi sarà il turno della grande suv elettrica Lexus RZ, di cui sono state mostrati i primi disegni. E c’è stato anche spazio per parlare dell’allargamento della famiglia sportiva di Toyota, chiamata GR. La prima novità è il prototipo da gara GR Yaris H2: come dice il nome è alimentato a idrogeno, che viene prodotto usando corrente prodotta da fonti rinnovabili e usato come carburante per il suo tre cilindri turbo. Annunciata anche la Yaris GR Sport, che sarà in vendita dalla primavera del 20022. A trazione anteriore e disponibile con meccanica ibrida o col 1.5 aspirato abbinato al cambio manuale, si tratta della variante sportiveggiante dell’utilitaria giapponese: solo a cinque porte, presenta paraurti specifici e un assetto dedicato.





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Ritratto di giulio 2021
2 dicembre 2021 - 18:51
Secondo me fanno bene a fare ricerca anche in altre direzioni, meno a dichiararlo e a criticare, dalle parole di Toyoda mi sembra, l'elettrico, poi la più grande Casa del mondo può permetterselo, però si nota da queste dichiarazioni ormai che perfino questi sono ormai un passo indietro a ciò che sta sorgendo a ponente del Sol Levante.
Ritratto di Giocatore1
2 dicembre 2021 - 19:06
1
Un passo indietro? Questi sono 2 passi avanti a tutti. Hanno già il piano A B e C, vedrai fra 15 anni chi sarà acquisito o scorporato in mille pezzi (VAG) e chi invece avrà passato indenne la transizione e sarà ancora lì tra i maggiori player mondiali (Toyota).
Ritratto di Giocatore1
2 dicembre 2021 - 18:59
1
Toyota ad oggi mi sembra il costruttore con le idee più chiare, gli unici ad aver realmente elaborato una strategia per il futuro che sia realizzabile dal punto di vista industriale e che gli permetterà di non cadere comunque vadano ad evolversi le cose. D'altronde c'era da aspettarselo, dei grandi gruppi dell'automotive, erano gli unici a non essere sommersi di debiti prima dell'inizio di questa trasformazione.
Ritratto di giulio 2021
2 dicembre 2021 - 19:05
Giocatore1 : Mi creda, Toyota avrà si le idee chiare ma non quanto Geely.
Ritratto di Giocatore1
2 dicembre 2021 - 19:24
1
Beh ma Geely sta dalla parte di quelli che hanno già vinto, quando mi riferivo a Toyota parlavo in relazione allo status quo, chiamiamoli anche i costruttori "tradizionali", sono loro che si giocano tutto.
Ritratto di Mbutu
2 dicembre 2021 - 19:13
Concettualmente non c'è nulla di male a muoversi in più direzioni diverse. Il problema sono i buchi di logica in certe affermazioni. Non puoi considerare la rete di ricarica inadeguata un limite per l'elettrico e poi parlare di idrogeno. Stesso discorso vale per l'impatto della produzione di energia elettrica, dal momento che ne usi ancora di più per l'idrogeno (e tra l'altro corri il rischio che la produzione di idrogeno venga delocalizzata nei soliti paesi dove la manodopera costa poco e le leggi sono poco vincolanti). Così come il discorso sulle plug-in è valido relativamente alla produzione delle batterie ma non sposta di una virgola l'inquinamento da produzione di elettricità. E la ciliegina resta sempre il bruciare l'idrogeno in un motore a scoppio. Per i mezzi pesanti ad idrogeno, personalmente non concordo sui bus mentre sposo la scelta per pullman e camion (ma Scania, ad esempio, è di parere opposto). Non so, continua ad essere una comunicazione che mi convince poco.
Ritratto di probus78
2 dicembre 2021 - 20:10
Io condivido il discorso sull'idrogeno e i mezzi pesanti e sono convinto in generale che stoccare idrogeno sia più facile e conveniente che stoccare elettricità a mezzo batterie, con quel che ne deriva per il loro smaltimento. Idrogeno è il futuro. Fantastico anche il discorso col parallelismo tra la bio è la motor diversità... Nel quale elettrico può e potrà dire la sua soprattutto in ambito urbano. È giusto puntare su idrogeno, elettrico ed ibrido, ed è da kamikaze secondo me sia l'accanimento terapeutico sull'endotermico diesel sia puntare tutto solo su elettrico. Ma stavolta, credo, i kamikaze non sono i giapponesi...
Ritratto di PONKIO 78
2 dicembre 2021 - 20:59
….Madooooo…!! E mo chi glielo dice a RubenC, io non ho il coraggio…. Ihihi!!
Ritratto di RubenC
2 dicembre 2021 - 21:27
1
Cosa mi vuoi dire? Che anche Toyota ha deciso di fermare le vendite di auto a benzina, diesel e ibride in Europa dal 2035? Perché in realtà hanno detto questo (c'è anche scritto su Quattroruote).
Ritratto di giulio 2021
2 dicembre 2021 - 21:47
Secondo me a seconda dei vari mercati ci sarà qualche possibilità ancora col termico, e con l'idrogeno, il GPL, l'ibrido etc, consideriamo che Toyota è un pochettino globale, se invece parliamo di Stellantis o Ford ad esempio c'è una parte europea e una parte americana poco interscambiabile, a parte il caso di Jeep, che può andare in meno direzioni.
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