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Toyota Yaris: ecco la quarta generazione

Pubblicato 16 ottobre 2019

Rivista da cima a fondo, la Toyota Yaris si presenta con forme più sportive, una nuova piattaforma che migliora anche l’abitabilità e una versione ibrida ancora più efficiente. Prime consegne a giugno 2020.

Toyota Yaris: ecco la quarta generazione

OVVIAMENTE, ANCHE IBRIDA - In venti anni la Toyota Yaris ha saputo conquistare quattro milioni di persone nel mondo. Tre le generazioni che si sono susseguite e che, ciascuna a proprio modo, hanno innovato il segmento delle utilitarie. L’ultima, in particolare, ha portato la tecnologia ibrida fra le “quattro metri”, vendendo nel mondo 500.000 unità proprio della versione “bimotore” (lanciata nel 2012). E sarà proprio l’ibrido uno dei punti di forza anche per la nuova edizione della Yaris, che in Europa punterà a vendere l’80% dei modelli in questa configurazione (cosa che peraltro in Italia già avviene, mentre la media europea è al 60%). Tutto nuovo il sistema ibrido, ma prima di scoprirlo parliamo delle forme della nuova Toyota Yaris, che rappresentano una rivoluzione.

FORME ELABORATE - I designer hanno puntato a rendere più sportiva l’immagine della nuova Toyota Yaris, a partire dal frontale grintoso che abbina un’ampia mascherina con fari sottili e paraurti dalle forme elaborate. Altrettanto “mosso” il posteriore, che esalta la larghezza dell’auto, aumentata di ben cinque centimetri (arrivando a 175). A dire il vero, giocano la loro parte anche le fiancate, attraversate da evidenti nervature e con i passaruota scolpiti. Di profilo si nota il maggiore slancio della nuova utilitaria giapponese, nonostante la lunghezza non sia cambiata (394 cm): merito dell’altezza ridotta di quattro centimetri (147 cm il nuovo valore) e di una maggiore distanza fra le ruote anteriori e quelle posteriori. Il passo, infatti, è di 256 cm, con un aumento di cinque centimetri che gioca a favore dell’abitabilità posteriore. È uno dei tanti benefici della nuova piattaforma TNGA-B (la sigla sta per Toyota New Global Architecture, declinata per le vetture compatte del cosiddetto segmento B).

LA TECNOLOGIA NON MANCA - Anche l’abitacolo della Toyota Yaris è sportiveggiante, anzitutto nelle forme della plancia. Qui svetta un display del sistema multimediale di ben 10 pollici. Digitale anche il cruscotto, con due quadranti circolari e uno schermo centrale. Ma la vera primizia è l’head-up display a colori, che nessun’altra utilitaria offre e che permette di concentrare lo sguardo in direzione della strada. Non mancano, poi, i sistemi di assistenza alla guida del Toyota Safety Sense: dalla frenata automatica d’emergenza, al mantenimento in corsia… Dovrebbero essere di serie per tutti gli allestimenti. E, a proposito di sicurezza, la nuova Yaris sarà anche la prima auto della sua categoria a poter offrire un airbag centrale che attutisce eventuali urti fra le teste di guidatore e passeggero anteriore in caso di incidente.

LO SPAZIO NON È MALE - Le poltrone e il divano offrono sedute basse: una soluzione che ben si coniuga con la nuova immagine dinamica della Toyota Yaris e che consente di guadagnare qualche centimetro in altezza. In effetti, l’agio a bordo non è male per un’auto di queste dimensioni, e in quattro si sta comodi. Ovviamente la verifica andrà fatta su strada, dopo qualche ora di prova, ma in quei pochi minuti che abbiamo avuto a disposizione, l’utilitaria giapponese ci è parsa accogliente. Tra l’altro, la versione su cui siamo saliti aveva il tetto in vetro, oscurabile con una tendina, che ruba qualche centimetro in altezza. Pressoché invariato il baule, la cui capacità non è comunque ancora stata comunicata. E se continua a mancare il divano scorrevole (prerogativa delle prime due generazioni della Yaris), si apprezza invece il pratico doppiofondo ad altezza variabile.

PROMETTE BENE - Alla nuova piattaforma TNGA-B sono legate, oltre alla migliorata abitabilità, anche le doti di guida dinamiche di cui gli ingegneri della Toyota accreditano la nuova Yaris. In particolare, l’elevato uso di acciai ad alta e altissima resistenza (il 26% in più rispetto al vecchio modello) ha aumentato la rigidità torsionale del 38%, a beneficio della guida in curva. E questa migliore caratteristica del telaio ha consentito di adottare molle e ammortizzatori più morbidi, che vanno a favore del comfort. Sulla dinamica, che si preannuncia più appagante, gioca anche l’abbassamento del baricentro di 4 cm.

UN SISTEMA IBRIDO ANCORA PIÙ EFFICIENTE - Come accennato, la nuova Toyota Yaris punterà ancora di più sulla sua versione ibrida. Che è tutta nuova e si basa su un inedito 1.5 a tre cilindri in alluminio con ciclo Atkinson (rispetto al più diffuso ciclo Otto varia l’apertura delle valvole per migliorare l’efficienza di combustione). Deriva dal 2.0 già impiegato nella nuova Corolla, ma ha un cilindro in meno. Nella versione abbinata al sistema ibrido non necessita neppure di un contralbero di equilibratura per smorzarne le vibrazioni all’avviamento (sarà invece presente nella “normale” Yaris 1.5 che, però, non dovrebbe arrivare in Italia). Nuova la batteria (sempre collocata sotto il divano) che ora è agli ioni di litio anziché al nichel-metallo idruro: in questo modo il suo peso è stato ridotto del 27% e i cicli di carica e scarica sono più rapidi ed efficienti. Riprogettata pure la trasmissione e-CVT, che integra sempre i due motogeneratori del sistema ibrido: il più grande, che lavora soprattutto in trazione, ha una potenza di 80 CV. Non è stata ancora dichiarata la potenza complessiva del sistema, ma dovrebbe aggirarsi attorno ai 120 CV, circa il 15% in più di quello attuale, mentre per quanto riguarda i consumi, i tecnici parlano di un miglioramento del 20%. Tra l’altro, la nuova Toyota Yaris Hybrid avrà anche un tasto EV per attivare la modalità 100% elettrica, per brevi tratti, e in velocità il motore a benzina potrà essere automaticamente disattivato fino a 130 km/h, sempre a beneficio dei consumi.

MADE IN FRANCE - L’altro motore disponibile in Italia per la nuova Toyota Yaris sarà il 1.0, sempre a tre cilindri, che è una versione leggermente aggiornata di quello attuale. Anche la potenza non dovrebbe essere molto diversa dagli attuali 72 CV, mentre la trasmissione sarà solo manuale. Sarà ovviamente omologato Euro 6d, anche se probabilmente non necessiterà del filtro antiparticolato, presente invece nella 1.5 ibrida. Per entrambe, le prime consegne in Italia sono previste a giugno, mentre gli ordini inizieranno già in primavera. La produzione per l’Europa resta sempre concentrata nello stabilimento francese di Valenciennes, su cui la Toyota ha appena investito oltre 300 milioni di euro proprio per l’ammodernamento delle linee da cui uscirà la nuova Yaris.

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Ritratto di Giuliopedrali
18 ottobre 2019 - 18:05
Non dà già dal design interno ed esterno, al primo colpo quel'aria di qualità, di completezza che danno di solito le Toyota.
Ritratto di Giuliopedrali
17 ottobre 2019 - 11:02
Venderà molto perchè le qualità ci sono e anche l'ibrido, però la Yaris passata forse aveva una linea più italianeggiante, questa più da Oriente dei grandi numeri. Poi davvero, anche se bisogna spendere magari qualcosa di più, ma anche qui si sente ormai il fiato sul collo dei crossover più piccoli, una nuova Juke, Captur o Puma ruba la scena come queste piccole grandi all'incirca lo stesso non riescono più a fare.
Ritratto di BRIXIO85
17 ottobre 2019 - 17:26
Ecco come si fa a creare un'auto di culto attraverso continuità e coerenza. Non c'è una sola auto italiana, dico una (tranne la 500 del '57 con i suoi upgrade di sostanza, sempre però su base comune, D, F e R), che possa vantare quattro evoluzioni dello stesso modello. Ottima la decisione di abbassare, allargare e irrigidire la scocca (145 di H x 175 di W sono le dimensioni frontali ottimali, volendo anche per vetture di segmento superiore). Ottime pure le "poltrone presidenziali", l'ampio bracciolo centrale alla stessa altezza dei generosi poggiabraccio incorporati nei pannelli porta (accortezza che nemmeno su vetture di ben altri segmenti e con ben altri prezzi), gli ammortizzatori "comfort" e tutto quanto sta davanti al guidatore. Classe superiore, affidabilità da Rolls (anche il 1.0 è validissimo), estetica notevole, produzione europea, ecc, ecc. Alla faccia di chi dà per morto il segmento B in Europa, specialmente quella popolosa e tartassata del sud, dove quest'auto farà numeri davvero importanti, ed avendo fatto bene Toyota ad investirci.
Ritratto di Boys
17 ottobre 2019 - 21:50
1
Non male ...davanti grintoso e moderno, posteriore discutibile, interni non male anche se Peugeot 208 e Renault Clio ora sono sopra a tutte.
Ritratto di Raf17
18 ottobre 2019 - 17:55
1
A me non piace, brutta è brutta era meglio la versione precedente, speriamo che almeno la Toyota mantenga la qualità a cui ci ha abituati, per il resto niente di nuovo sotto il sole !!!
Ritratto di lucaruddhi
19 ottobre 2019 - 15:30
Bho, per me è sempre stata troppo scomoda/rigida, e questa non sembra promettere bene
Ritratto di giuseppe971
22 ottobre 2019 - 09:10
Seduta migliore, auto da 3, 65 mt a 5 metri, ci si puo stare aanche in 10. Ma guarda un po' non me lo immaginavo? Ma che senso ha aumentare sempre di volta in volta le misure. Ci sono altre auto nel settore e quindi che si rispetti sempre quelle misure. Non posso trovarmi una 500 fiat da 3,5mt arrivare dopo 30 anni che è lunga 4,5 mt.inventatene un'altra se la vuoi più lunga.magari dire 500A 3,7 mt 500B 4mt ma la 500 sempre con quella misura di 3,5mt (le misure le ho preso per efare un esempio. Ho un box per un auto di 4 mt ora la golf non ci sta più e ora anche la polo è cresciuta.ha superato i 4 mt vuo vedere che anche la up farà la stessa fine.
Ritratto di palazzello
22 ottobre 2019 - 09:56
Il design delle ultime toyota mi piace moltissimo: sportivo e non banale. ma in quanto alle motorizzazioni che sono validissime ma non coerenti con l'uso che faccio dell'auto. Un ibrida va bene in città dove si rigenera con le frenate le decelerazioni etc mentre in autostrada ed extraurbano non si rigenerebbe mai!! Io sono del parere che se non vuoi commercializzare il diesel allora devi proporre una gamma che soddisfi un pò tutti. Sono convinto che le case automobilistiche che si professano green non sviluppino il diesel perchè costa troppo non perchè inquini molto!!!!
Ritratto di nsx
22 ottobre 2019 - 10:06
Mi dispiace che non conosci il funzionamento dei motori a ciclo Atkinson. di cui la giapponesina è dotata. Questi hanno un rendimento che può arrivare al 42% (superiore ai diesel). Vedi i risultati di una rivista concorrente dove a velocità costante Roma - Forlì la nuova Prius AWD-i con i suoi 3,20 l/100 km (31,25 km/l) supera ampiamente tutte le concorrenti alimentate a puzzolio (diesel). Sottolineo stiamo parlando di un 4x4.
Ritratto di Marco_Tst-97
22 ottobre 2019 - 10:11
A parte che il fatto che impieghi il termine "puzzolio" ti identifica precisamente... Però, da quanto visibile sulle prove di TUTTE le riviste di auto, in autostrada a velocità di 130 km/h (e non, come immagino sia la "velocità costante", di 80 km/h) i consumi anche di una Prius si attestano sui 15 km/l, buono, sicuramente, ma contando anche la forma, fortemente aerodinamica, della Prius e il fatto che la sua trazione integrale sia elettrica, quindi di fatto senza alcuna differenza apprezzabile rispetto ad una trazione anteriore, come consumi, il risultato rimane nella media.
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